Il centro storico di Grado: un'ora tra i tesori paleocristiani
Chi arriva a Grado d'estate per le spiagge e non entra nel centro storico perde la parte più preziosa della città. Bastano quaranta minuti a piedi per attraversare millecinquecento anni di storia concentrati in poche centinaia di metri: basiliche paleocristiane, mosaici del VI secolo, un battistero ottagonale ancora integro, i resti di una basilica del IV secolo scoperti per caso durante i lavori idraulici del 1902.
Tutto gravita intorno a Campo Patriarchi — l'antico spazio dove si tenevano le assemblee e i riti del Patriarcato di Grado — e alla piazza antistante la Basilica di Sant'Eufemia. Il complesso è raggiungibile solo a piedi, nel cuore del casco vejo di calli e campielli.
La Basilica di Sant'Eufemia
Il monumento principale di Grado e uno dei più importanti dell'alto Adriatico. La sua storia è quella di Grado stessa: avviata dal vescovo aquileiese Niceta dopo la fuga da Attila nel 452, portata a compimento dal vescovo Elia nel VI secolo quando Grado era già sede del Patriarcato.
La facciata in mattoni ha tre ampie finestre. Il campanile del 1455 è sormontato dall'angelo segnavento dell'Arcangelo Raffaele. L'interno è diviso in tre navate da colonne in marmi di vario tipo — alcune romane, forse provenienti da Aquileia, alcune bizantine. Un capitello corinzio del I secolo d.C. è stato riadattato ad acquasantiera: mille anni di storia in un oggetto solo.
Il pezzo che si ricorda di più è il pavimento a mosaico in stile bizantino della fine del VI secolo — interamente conservato, con iscrizioni che riportano i nomi degli offerenti. Attraverso un passaggio angusto si accede ai resti di una basilica ancora più antica del IV secolo, con una vasca battesimale.
Nel Mausoleo il pavimento reca il monogramma di Elia: Helias Episcopus. Qui si conserva il tesoro del Duomo: croci, ostensori, reliquiari e la Pala d'Oro offerta nel 1372 dal veneziano Donato Mazzalorsa — opera gotica con influenze bizantine, uno dei capolavori dell'oreficeria medievale adriatica.
Il Battistero Paleocristiano
Adiacente alla Basilica, in Campo Patriarca Elia, il Battistero è di forma ottagonale — la tipologia classica dei battisteri della tradizione altoadriatica, la stessa di Aquileia. Fu eretto dal beneventano Probino, il cui monogramma con colombe e pavoni è visibile sulla lastra frontale dell'altare.
La vasca battesimale esagonale al centro è stata ricostruita sul modello di quella della Basilica di Aquileia. Le pareti sono coperte da un mosaico reintegrato nelle parti più danneggiate. Il pavimento ha mosaici con forme geometriche e floreali, il soffitto è in legno originale. È uno degli spazi più raccolti e silenziosi del centro storico — fuori dal flusso dei turisti, spesso quasi vuoto anche in piena stagione.
Orari: tutti i giorni 8-18 in inverno, 8-19 in estate. Ingresso gratuito.
La Basilica della Corte: scoperta per caso nel 1902
In Piazza Biagio Marin — a pochi metri dalla Basilica di Sant'Eufemia — nel 1902 durante i lavori per le prime condutture idriche della città gli operai trovarono qualcosa di inaspettato: i resti di una basilica paleocristiana del IV secolo, quella che era all'epoca la Corte di Grado.
Oggi i resti sono visibili attraverso passerelle in vetro sorrette da tiranti d'acciaio: tratti di pavimentazione a mosaico finissima, sarcofagi, mura che dividevano le stanze. Il contrasto tra la modernità delle strutture metalliche e l'antichità dei mosaici è uno degli allestimenti più riusciti di Grado. Di sera, con l'illuminazione artificiale che filtra attraverso il vetro, il sito è ancora più suggestivo.
Nella stessa piazza, un perimetro in pietra bianca sul pavimento indica la forma del Battistero antico — ottagonale con abside semicircolare — che sorgeva qui prima di essere demolito.
La Croce Patriarchina e Campo Patriarchi
In Campo Patriarchi si trova una delle colonne che un tempo facevano parte del quadriportico antistante la Basilica di Sant'Eufemia. Il quadriportico è andato distrutto secoli fa, ma le fondamenta sono ancora visibili nelle lastre di pietra più scura del sagrato.
Sulla colonna è stata posta la Croce Patriarchina — un reperto in ferro dell'epoca medievale del Patriarcato. Si distingue dalla croce latina per la presenza di due barre trasversali sopra quella principale: una tipologia diffusa nell'iconografia greco-bizantina e dell'Europa orientale, che il Patriarca di Grado aveva il privilegio di portare in quanto detentore sia del potere spirituale che di quello temporale come vassallo dell'Imperatore.
Il Patriarcato di Grado durò dal 550 d.C. circa fino al 1451, quando fu sostituito da quello di Venezia.
La Casa della Musica
In Piazza Biagio Marin 2, accanto alla sede municipale, si trova uno degli edifici più antichi di Grado: la Casa della Musica, la cui costruzione risale al VI secolo d.C.. Restaurata di recente nel rispetto delle caratteristiche originarie, ha ospitato per oltre un secolo la banca cittadina ed è oggi un'area espositiva e culturale.
All'esterno sono visibili resti archeologici portati alla luce durante i lavori di restauro. All'interno: un auditorium, corsi di musica e canto, mostre di pittura e fotografia. È lo spazio culturale più attivo del centro storico.
Raggiungibile solo a piedi dal centro. Per informazioni e visite guidate al complesso patriarcale: guida turistica Roberta Bressan, tel. +39 348 6040670.
Come visitare il centro storico
Il centro storico di Grado è ZTL pedonale. Si parcheggia nelle aree esterne all'isola e si entra a piedi attraverso il ponte. Il complesso di Campo Patriarchi è raggiungibile in circa 10 minuti dall'ingresso dell'isola.
Il percorso naturale è: Basilica di Sant'Eufemia → Battistero → Mausoleo → Campo Patriarchi con la Croce → Piazza Biagio Marin con la Basilica della Corte → Casa della Musica. Circa un'ora, meno se si va di fretta, di più se si entra nei dettagli.
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