Una visita alla centrale idroelettrica di Somplago, presso il Lago di Cavazzo

Centrale Idroelettrica di Somplago

Il Friuli-Venezia Giulia non è soltanto terra di buoni sapori e meravigliosi paesaggi. La centrale idroelettrica di Somplago, nei pressi del Lago di Cavazzo, è la dimostrazione di come questa terra abbia raggiunto livelli d’eccellenza anche a livello tecnico-industriale. Oggi vogliamo svelarvi alcuni segreti di questo vanto della tecnologia italiana, che serve un ampio bacino d’utenza a livello regionale.

La centrale nei pressi del Lago di Cavazzo

L’incantevole scenario del Lago di Cavazzo, fatto di boschi, sentieri e fauna di ogni specie, cela un segreto insospettabile, all’interno di uno dei monti che la circondano.

Lago di CavazzoProprio qui, infatti, è stata scavata la galleria che ospita la centrale idroelettrica di Somplago,che si inoltra fino a 600 metri all’interno della roccia. La centrale sfrutta l’incessante scorrere dei fiumi friulani per assicurare un’importante riserva d’energia elettrica alle case, alle aziende e alle strade di tutta la regione.

Pur non producendo energia in maniera continuativa, compito riservato ad altri tipi di centrale, quella di Somplago rappresenta un anello fondamentale della catena energetica regionale. Basti pensare che, grazie alle sofisticate tecnologie che la caratterizzano, la centrale è potenzialmente in grado di operare in autonomia in caso di un esteso black-out e potrebbe contribuire a riavviare a loro volta altre centrali coinvolte nel deficit di energia.

All’interno della centrale idroelettrica di Somplago

Grazie alla disponibilità di A2A e dei suoi responsabili, ViMaDo ha avuto l’opportunità di visitare lo stabilimento dal suo interno, scoprendone alcuni aspetti davvero affascinanti e per certi versi sorprendenti.

Cavi che trasportano l'energia elettrica
Il lunghissimo corridoio dove passano i cavi ad alta tensione

Siamo rimasti stupefatti dall’austera imponenza del tunnel attraverso il quale passano i lunghissimi cavi di trasporto dell’energia prodotta. Un luogo a suo modo suggestivo, lineare e perfetto nella sua semplicità, che lascia trasparire l’ingegno e la fatica che ne hanno permesso la realizzazione.

Nella moderna sala operativa, il responsabile ci spiega che la centrale funziona oggi con 3 turbine, anche se il progetto originale ne prevedeva altre due: la tragedia del Vajont interruppe tali propositi, ed è possibile vedere tuttora la predisposizione per le turbine mancanti.

La centrale raccoglie le acque provenienti da tutta la Carnia e le riversa nel bacino del Lago di Cavazzo.

Un inaspettato connubio tra arte e tecnologia

Anche all’interno di un impianto dove regna la tecnologia, c’è spazio per alcuni dettagli artistici che ci hanno piacevolmente sorpreso. Il primo è un mosaico celebrativo dell’ingegno dell’uomo, che nel corso dei millenni ha portato alla creazione di grandi opere come questa centrale. I nomi di grandi pensatori del passato come Democrito, Aristotele, Galilei e Newton campeggiano sulle pareti interne dell’impianto, a suggellare un legame fatto di scienza e operosità.

Ma l’elemento decorativo più sorprendente è un dipinto lungo 80 metri, presente sulle pareti e sul soffitto della sala macchine. Si tratta di una bellissima opera del pittore bellunese Walter Resentera, realizzata su una speciale tela e poi applicata a muro, che rappresenta in allegoria la storia del Friuli. La dinamicità delle figure ha un che di michelangiolesco, e la peculiare collocazione del dipinto, in un ambito così prettamente industriale regala un contrasto molto suggestivo.

Dipinto del pittore Walter Resentera

Progetto scuola A2A

La centrale idroelettrica di Cavazzo ospita nel periodo scolastico, grazie al progetto scuola A2A, numerose visite didattiche e generalmente una volta all’anno nel mese di luglio viene aperta al pubblico durante il “Festival del Pesce” organizzata dalla Proloco locale.

Il fascino del Lago di Cavazzo

Ovviamente, quando andrete in gita al Lago di Cavazzo il vostro pensiero sarà dominato dalla bellezza della natura circostante, e noi di ViMaDo non possiamo che rinnovarvi l’invito ad organizzare le vostre escursioni in un posto così incantevole. Ma il pensiero che proprio lì intorno, l’ingegno dell’uomo e l’operosità dei friulani siano riusciti a creare qualcosa di così grande, rende ai nostri occhi ancora più affascinante questo meraviglioso luogo.