Nel 1990, osservando il profilo del Monte Matajur dal Santuario di Castelmonte, il monaco tibetano Ghesce Yesce Tobden individuò l'orografia esatta per fondare un presidio spirituale. La scelta ricadde su Polava, una frazione a 500 metri di altitudine nel comune di Savogna, caratterizzata oggi da soli tre residenti stabili e dalla presenza di oltre mille effigi del Buddha.
Le abitazioni mantengono l'estetica costruttiva tradizionale delle Valli del Natisone: murature in pietra viva e ballatoi in legno scuro. Gli interni del complesso, tuttavia, ospitano cromatismi estranei all'architettura rurale friulana: mandala parietali, divinità dorate e sale da preghiera. Nel tessuto urbano si erge uno stupa reliquiario, edificato sulla sommità di un masso calcareo, che segnala la presenza del monastero Cian Ciub Ciö Ling, il principale polo buddista della provincia di Udine.
La genesi del monastero Cian Ciub Ciö Ling a Savogna
Il recupero edilizio del borgo si deve a Plinio Benedetti, cittadino friulano originario di Gonars, che nei primi anni Novanta acquisì le abitazioni in stato di abbandono per convertirle in spazi monastici. Attualmente, la struttura conta circa sessanta praticanti iscritti che convivono secondo i ritmi dettati dalla disciplina spirituale.
La denominazione Cian Ciub Ciö Ling, traducibile in "Luogo di illuminazione del Dharma", fu conferita formalmente dal XIV Dalai Lama. Durante la sua visita istituzionale nel 2007, il leader spirituale suggerì di privilegiare l'espansione della biblioteca rispetto agli apparati puramente decorativi. La direttiva è stata applicata con rigore: oggi l'archivio del centro conserva volumi provenienti da diverse tradizioni teologiche.
Iconografia sacra e architettura di montagna
Il complesso si articola in due edifici residenziali. Lo spartiacque fisico è segnato dal grande masso che sostiene lo stupa, contenente al suo interno una statua forgiata direttamente in Tibet. Il perimetro della struttura è delimitato dai classici fili di preghiera esposti all'azione dei venti di valle.
Negli spazi interni, i mandala — diagrammi cosmologici tibetani — delimitano le aree dedicate alla meditazione. Un'ala specifica del monastero, recentemente restaurata, custodisce mille statue del Buddha realizzate artigianalmente per ottemperare alla richiesta originaria del fondatore. La fruizione dello spazio esterno prevede una pratica rituale geometrica: la circumambulazione dello stupa avviene rigorosamente in senso orario, in accordo con le prescrizioni della dottrina orientale.
Le regole di accesso e la logistica della comunità
La guida spirituale del centro è affidata a Lobsang Pendhe, ghesce (titolo accademico monastico) residente a Polava dal 2000. Le attività del monastero si concentrano sulla pratica dello Yoga Pranayama e sulle sessioni di meditazione condivisa.
Gli spazi operativi e di alloggio impongono un limite di capienza di sessanta persone. È di conseguenza richiesta la prenotazione anticipata per i seminari strutturati. L'economia interna della comunità si basa sul lavoro volontario e sulle donazioni di generi alimentari di prima necessità: il sostentamento idrico e alimentare dei monaci viene garantito dai rifornimenti di riso, pasta e caffè portati fisicamente dai frequentatori del centro.
Come arrivare e dintorni
L'accesso veicolare al monastero prevede la partenza da Udine in direzione Est. Si imbocca la Strada Statale 54 (SS54) per raggiungere e oltrepassare Cividale del Friuli. Arrivati all'abitato di Ponte San Quirino, sul fiume Natisone, si abbandona la direttrice principale per deviare lungo la Strada Provinciale 46 (SP46), inoltrandosi nella Valle del Savogna. Superato il municipio del capoluogo comunale, la cartellonistica montana indica le pendenze finali che conducono al parcheggio della frazione di Polava.
Lungo l'ascesa stradale principale, prima dei tornanti verso il tempio, opera la Trattoria Vartacia, locale storico incentrato sulla sussistenza montana e sulle carni locali. Nel raggio di venti chilometri, l'itinerario può essere completato esplorando il centro storico di Cividale del Friuli, ex capitale del Ducato Longobardo e sito patrimonio UNESCO, e il borgo fortificato del Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, situato nel vicino comune di Prepotto.
Coordinate: 46.168541, 13.565892
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