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Santuario di Castelmonte: storia, Madonna Nera e itinerari

Guida storica al Santuario di Castelmonte a Prepotto: dalle origini romane alla Madonna Nera, con dettagli su affreschi, ex voto e logistica stradale.

Santuario di Castelmonte: storia, Madonna Nera e itinerari - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Sotto l'altare del Santuario della Beata Vergine di Castelmonte giacciono le fondamenta di un presidio militare romano. Durante i lavori di ampliamento della cripta eseguiti negli anni Sessanta, a due metri di profondità, è stato rinvenuto un pavimento in cocciopesto del III-IV secolo d.C., analogo alle strutture di Aquileia. Questa evidenza archeologica sposta l'origine del sito ben prima della documentazione scritta, confermando che l'attuale borgo di Castelmonte (frazione di Prepotto, 618 metri s.l.m.) nacque come nodo strategico del sistema difensivo di Forum Iulii (Cividale del Friuli) contro le incursioni dai valichi orientali.

Conosciuto in friulano come Madone di Mont e in sloveno come Stara Gora ("monte antico"), il complesso rappresenta il polo mariano più datato del Friuli-Venezia Giulia.

Cronologia documentale: dai patriarchi ai Longobardi

Il primo riscontro archivistico risale al 16 giugno 1175, citato in un atto di cessione fondiaria a favore del monastero di Santa Maria in Valle. Tuttavia, la dedica della cripta a San Michele Arcangelo suggerisce una fase altomedievale di matrice longobarda: il popolo germanico, convertitosi al cattolicesimo, elesse l'arcangelo guerriero a proprio patrono, trasformando spesso i presidi militari romani in luoghi di culto fortificati.

Nel 1253 il santuario passò sotto la giurisdizione del capitolo collegiato di Santa Maria Assunta di Cividale, consolidando un'influenza economica e politica che lo rese uno dei centri più rilevanti del Patriarcato di Aquileia.

La Madonna Nera e la ricostruzione del 1479

La fisionomia attuale del santuario deriva da una serie di ricostruzioni rese necessarie da eventi traumatici:

  • 1469: Un fulmine colpisce il campanile innescando un incendio che distrugge la statua lignea originale.
  • 1479: Viene ultimato il nuovo tempio e collocata la Madonna Nera con Bambino, scultura in pietra calcarea dipinta di scuola salisburghese.
  • 1511-1513: Il complesso subisce gravi danni a causa dei terremoti che colpiscono il Friuli, seguiti da un'immediata riedificazione che assume l'aspetto di una cittadella fortificata con torri e mura.

La colorazione scura della pelle della Vergine, che le è valso il nome di "Madonna Viva" per l'espressività del volto, è tipica di certa produzione nordica tardogotica o influenzata dalla tradizione iconografica orientale del Cantico dei Cantici.

Apparato artistico e decorativo: da Giovanni da Udine al Barocco

L'interno della basilica mostra una stratificazione barocca innestata su volumi precedenti.

Gli affreschi della Cripta e gli ex voto

La cripta di San Michele custodisce cicli pittorici attribuiti alla bottega di Giovanni da Udine (1487–1561). La rilevanza storiografica di questi ambienti è confermata dalle scritte lasciate dai pellegrini sulle pareti, la cui più antica reca la data 1559. L'aula principale è invece caratterizzata da una vasta collezione di ex voto: tavolette dipinte e oggetti metallici che documentano la pietà popolare dal XVI secolo a oggi. Tra questi spicca il plastico in argento di Gemona del Friuli (1576), opera di Giovanni Battista Paduan.

Altari e navate

  • Altare Maggiore (1684): In marmi policromi di scuola veneziana, ospita la statua della Vergine.
  • Presbiterio: Decorato nel 1870 da Lorenzo Bianchini con l'affresco dell'Assunta.
  • Altari Laterali (1687): Quello di destra ospita una pala di Francesco Chiarottini (1767) raffigurante i santi Antonio e Vito.

Il Novecento: i cannoni e il pellegrinaggio dell'8 settembre

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Castelmonte fu bersagliata dall'artiglieria tedesca il 6 e il 18 novembre 1943. La popolazione e i frati Cappuccini trovarono rifugio nella cripta romana, dove vennero portati anche i frammenti delle granate, oggi esposti come testimonianza storica.

Dal 1976, anno del terremoto in Friuli, il santuario è meta del pellegrinaggio diocesano dell'8 settembre. Migliaia di fedeli percorrono a piedi i 7 km che separano Cividale dal borgo, risalendo le pendici delle Prealpi Giulie in un rito che fonde identità territoriale e devozione.

Come arrivare e dintorni

In automobile, Castelmonte si raggiunge da Cividale del Friuli imboccando la strada provinciale che sale verso est seguendo le indicazioni per Castelmonte/Prepotto. Il percorso si snoda lungo una serie di tornanti che coprono un dislivello di circa 450 metri. Per chi proviene da fuori regione, l'uscita autostradale di riferimento è Udine Sud (A23), proseguendo poi sulla SS54 fino a Cividale.

Nelle immediate vicinanze si consiglia la visita a Prepotto, centro di produzione del vino Schioppettino, e al borgo di Stregna nelle Valli del Natisone, caratterizzato dall'architettura rurale tipica della zona montana. A pochi chilometri di distanza si trova il confine con la Slovenia, che permette di raggiungere in breve tempo il santuario di Monte Santo (Sveta Gora).

Coordinate: 46.0945, 13.4338

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