Il villaggio più alto del Friuli e il suo segreto
A 1790 metri sul mare, in cima a una montagna delle Alpi Giulie che guarda contemporaneamente l'Italia, l'Austria e la Slovenia, sorge il borgo di Monte Lussari. Con i suoi 1790 m s.l.m. è il villaggio di viuzze e edifici storici più in alto del Friuli Venezia Giulia. Il panorama che si apre dalla sommità abbraccia le pareti verticali del Jôf di Montasio (2754 m), del Jôf Fuart e del Mangart a est, le Caravanche verso nord in Austria, le valli verso la Slovenia.
Ma quello che ha reso celebre questo monte non è il paesaggio. È una piccola statuetta di legno, trovata da un pastore in un giorno imprecisato del 1360, che avviò una storia di devozione condivisa tra tre popoli diversi per lingua, cultura e storia politica.
La leggenda: il pastore, le pecore e la Madonna
La tradizione racconta di un pastore del borgo di Camporosso che portava le sue pecore a pascolare sui prati d'altura. Un pomeriggio, all'ora dell'Ave Maria, il gregge scomparve. Il pastore lo cercò a lungo nel bosco, finché un belato lontano lo guidò verso la vetta del monte. Lì trovò tutte le sue pecore, ma in una postura che non aveva mai visto: erano inginocchiate intorno a una piccola scultura di legno raffigurante la Madonna col Bambino.
Il pastore portò la statuetta al parroco di Camporosso, che la rinchiuse nell'armadio della sacrestia. Il giorno seguente il pastore riportò il gregge ai pascoli: le pecore sparirono di nuovo, e di nuovo vennero trovate inginocchiate intorno alla Madonna, che era tornata misteriosamente sulla vetta come se non fosse mai stata portata a valle.
Il parroco si convinse e portò il caso all'attenzione del Patriarca di Aquileia. Questi, impressionato, ordinò la costruzione di una chiesa nel luogo del ritrovamento. Nacque così il Santuario di Monte Lussari.
La storia: dal 1360 alla Grande Guerra e al Giubileo
La prima cappella, della quale non rimane più traccia, venne costruita nel 1360 nel luogo ove secondo la tradizione venne ritrovata la statuetta. L'attuale chiesa risale invece al periodo tra il 1500 e il 1600. Nel corso dei secoli ha subito alcuni danneggiamenti: nel 1807 venne colpita da un fulmine e nel 1915 venne bombardata, ma venne sempre ricostruita.
Durante la Prima Guerra Mondiale il Lussari si trovò pericolosamente vicino alla linea del fronte. Lo stesso santuario fu distrutto dai colpi di cannone e dovette essere ricostruito nel 1924.
In occasione del Giubileo del 2000 è stata sistemata l'area attorno alla chiesa, di cui sono state rafforzate le mura. Sono state ristrutturate anche la canonica e le restanti costruzioni, che servono in via prioritaria a ospitare i pellegrini.
La statuetta della Madonna, opera di uno scultore austriaco gotico, è l'oggetto intorno al quale ruota l'intera devozione del luogo. Le pitture dell'arco trionfale della chiesa sono opera di Tone Kralj, pittore sloveno di formazione italiana, che lavorò qui dagli anni Trenta fino al 1960. La via Crucis è del 1941.
Il tempio dei tre popoli
La chiesa è chiamata "dei tre popoli", in quanto è luogo di pellegrinaggio per le genti di tutte e tre le stirpi linguistiche confinanti: quella germanica (con il tedesco), quella romanza (con friulano e italiano) e quella slava (con lo sloveno).
Oggi il Monte Lussari è un simbolo di pace e della ritrovata concordia europea tra popoli di lingua slava, tedesca e italiana. È visitato dai pellegrini che percorrono la Romea Strata, che scende verso Roma dall'Europa nord-orientale, e da quelli che seguono il Cammino Celeste, itinerario che collega diversi luoghi di culto tra Slovenia, Italia e Austria.
Le cronache storiche riferiscono che nei brevi mesi estivi giungessero a Lussari diecimila pellegrini, in un'epoca in cui non esistevano mezzi di trasporto contemporanei né la funivia. Le messe si celebrano ogni ora in tre lingue: italiano, tedesco e sloveno.
Il Cammino Celeste
Il Cammino Celeste è una rete di percorsi di pellegrinaggio che collega i luoghi di culto di Aquileia in Italia, Maria Saal in Austria e Brezje in Slovenia con il Santuario di Monte Lussari, ufficializzata come itinerario di pellegrinaggio internazionale nell'estate del 2006.
I tre percorsi hanno un totale di 365 chilometri e si intrecciano a Camporosso, per concludere il percorso con la salita che porta sino al Monte Lussari. Il ramo italiano parte da Aquileia, attraversa Cormons, Castelmonte, Cividale, il Gran Monte e le valli di Resia e di Dogna. Il ramo austriaco da Maria Saal a nord di Klagenfurt. Il ramo sloveno da Brezje attraverso Kranjska Gora. Chi vuole camminare solo l'ultima parte può percorrere il Sentiero del Pellegrino da Camporosso: circa 900-1000 metri di dislivello, tre ore di cammino nel bosco della Foresta di Tarvisio.
Il Giro d'Italia 2023 e la consacrazione sportiva
Nel maggio 2023 il Monte Lussari è diventato protagonista di un momento di storia sportiva: il Giro d'Italia ha incluso la tappa Tarvisio-Lussari, una cronoscalata di oltre 18 km vinta dallo sloveno Primož RogliÄ, che ha conquistato la maglia rosa in vetta. Le immagini del borgo innevato con i corridori in salita hanno fatto il giro del mondo.
Come arrivare e informazioni pratiche
Il Monte Lussari è raggiungibile dalla funivia di Camporosso (frazione di Tarvisio), in funzione sia in estate che in inverno quando la neve lo permette. La stazione di partenza si trova a circa 820 m di quota: in circa 15 minuti si arriva al borgo sulla cima. Per orari e tariffe aggiornati della funivia: www.turismofvg.it/montagna oppure tel. 0428 653915.
In alternativa il Sentiero del Pellegrino sale da Camporosso con un dislivello di circa 1000 m, senza difficoltà tecniche particolari ma impegnativo per la lunghezza. Lungo il sentiero si trovano le stazioni della via Crucis e la Malga Lussari come punto di sosta.
Da Udine: autostrada A23 fino all'uscita Tarvisio (circa 100 km). In treno: stazione Tarvisio-Boscoverde, poi autobus o taxi fino alla funivia di Camporosso.
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