Tra il 1858 e il 1863, l'amministrazione austroungarica riversò oltre trecentomila metri cubi di materiale di riporto nel bacino portuale interno di Trieste, cancellando per sempre l'antico mandracchio. Su questo nuovo terrapieno artificiale prese la sua forma definitiva l'attuale Piazza Unità d'Italia. L'interramento dell'area portuale sancì la transizione urbanistica definitiva della città: da scalo marittimo di origine medievale (allora nota come Piazza San Pietro) a hub commerciale e amministrativo dell'Impero Asburgico, ribattezzato prima Piazza Grande e, dopo l'annessione al Regno d'Italia del 1918, Piazza Unità.
Oggi, con i suoi 12.280 metri quadrati, costituisce la più estesa piazza d'Europa aperta direttamente sul mare. La sua fisionomia attuale è il risultato di un radicale intervento di restauro eseguito tra il 2001 e il 2005: la tradizionale pavimentazione in masegno è stata sostituita da lastre di arenaria per ripristinare le quote originarie ottocentesche, mentre un sistema di illuminazione a LED blu incassato nella pietra traccia il perimetro esatto dell'antico specchio d'acqua sepolto.
Le infrastrutture monumentali del Settecento
Prima della massiccia riqualificazione edilizia tardo-ottocentesca, l'asse visivo della piazza era dominato da monumenti di epoca teresiana, tuttora integri:
- La Colonna di Carlo VI (1728): Eretta per celebrare la visita dell'imperatore che aveva istituito il Porto Franco a Trieste nel 1719, pilastro economico dello sviluppo cittadino.
- La Fontana dei Quattro Continenti (1751): Opera dello scultore bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni, rappresenta allegoricamente i quattro continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e Americhe) tramite figure umane e animali, a simboleggiare l'apertura globale delle rotte commerciali triestine.
L'architettura dei palazzi di potere e rappresentanza
L'attuale perimetro a U della piazza funge da esposizione a cielo aperto dell'architettura eclettica, neoclassica e tardo-barocca europea.
Palazzo Plenario-Pitteri (1780)
È l'edificio più antico sopravvissuto alle demolizioni ottocentesche. Progettato dall'architetto Ulderico Moro per il mercante Domenico Plenario, il palazzo fonde il bugnato liscio del basamento con le asimmetrie del rococò austriaco visibili nei timpani delle finestre. Dal 1810 il piano terra ospitò la Società di Minerva, fondata dal giurista Domenico Rossetti. Fino alla sua recente scomparsa, lo stabile è stato la residenza del compositore Lelio Luttazzi.
Palazzo Stratti (1839)
Edificato dall'architetto Antonio Buttazzoni su commissione del commerciante greco Nicolò Stratti. Dopo il collasso finanziario del proprietario, l'edificio fu acquisito nel 1846 dalle Assicurazioni Generali. Nel 1872, gli architetti Eugenio Geiringer e Giovanni Righetti ne stravolsero la facciata per adeguarla all'imponenza della piazza, aggiungendo un blocco scultoreo di Luigi Zandomeneghi. Sulla balaustra sommitale spicca un dettaglio ingegneristico: la riproduzione in pietra della locomotiva a vapore fornita da George Stephenson all'Austria nel 1837, auspicio per la costruzione della ferrovia Meridionale Vienna-Trieste (completata nel 1857). Il pianoterra ospita il Caffè degli Specchi.
Palazzo Modello (1871-1872)
Sviluppato da Giuseppe Bruni, l'edificio occupa l'area in cui sorgevano le demolite chiese di San Pietro e San Rocco. Il nome deriva dalla sua funzione originaria: doveva fungere da canone estetico per i successivi rifacimenti edilizi della piazza. Contraddistinto da una facciata eclettica ricca di lesene bugnate, è noto per l'anomalia scultorea dei due telamoni posti al quarto piano, ritratti nell'atto di toccarsi i genitali, dettaglio satirico sfuggito alla censura dell'epoca. Fu sede del lussuoso Hotel Delorme fino al 1912; oggi è la sede direzionale della multiservizi AcegasApsAmga.
Il completamento del perimetro istituzionale
La chiusura scenografica della piazza fu affidata a tre opere di edilizia governativa e commerciale:
- Palazzo del Municipio (1875): Progettato dallo stesso Giuseppe Bruni, sostituì fisicamente le antiche prigioni e la storica Locanda Grande (teatro dell'assassinio dell'archeologo Johann Joachim Winckelmann nel 1768).
- Palazzo del Lloyd Triestino (1884): Disegnato dal barone Heinrich von Ferstel in rigido stile neorinascimentale per la più antica compagnia di navigazione italiana, ospita oggi la giunta della Regione Friuli-Venezia Giulia.
- Palazzo del Governo (1901-1905): Struttura prefettizia concepita dall'architetto viennese Emil Artmann, si distingue per la facciata loggiata riccamente decorata da mosaici in vetro di Murano ispirati ai canoni della secessione viennese.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Piazza Unità d'Italia viaggiando in automobile attraverso l'autostrada A4 Torino-Trieste, è necessario oltrepassare la barriera di Trieste-Lisert e proseguire lungo il Raccordo Autostradale 13 (RA13). Imboccata l'uscita in direzione Sistiana/Trieste Centro, ci si immette sulla Strada Statale 14 (Strada Costiera) seguendo la linea costiera fino al centro urbano, dove la direttrice assume il nome di Riva Tre Novembre e affianca direttamente il perimetro aperto della piazza.
Uscendo dal tessuto urbano verso sud in direzione del confine di Stato sloveno, la Strada Provinciale 14 conduce in circa venti minuti al comune di Muggia, unico avamposto istriano rimasto in territorio italiano, caratterizzato da un impianto urbanistico di chiara matrice gotico-veneziana scolpito in pietra arenaria. Invertendo la rotta verso nord-ovest, nei pressi dello svincolo autostradale di Sistiana, si accede alla frazione di Duino (comune di Duino-Aurisina), feudo orografico dominato dalle fortificazioni stratificate del Castello dei Principi della Torre e Tasso, posizionato a strapiombo sulle falesie calcaree dell'Alto Adriatico.
Coordinate: 45.6499, 13.7676
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