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Palazzo del Comune a Trieste: il Municipio di Bruni

Soprannominato Palazzo Sipario, il Municipio di Trieste fu eretto dall'architetto Bruni per nascondere i rioni della Città Vecchia dal lungomare.

Palazzo del Comune a Trieste: il Municipio di Bruni - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel 1875, l'architetto Giuseppe Bruni completò il nuovo Municipio di Trieste assecondando una precisa direttiva urbanistica: schermare l'intrico di vicoli fatiscenti della "Città Vecchia" rispetto al mare. Per questo motivo, l'imponente corpo di fabbrica orizzontale, che chiude il lato di base della piazza monumentale, guadagnò presto l'appellativo popolare di Palazzo Sipario.

L'edificio prese il posto del preesistente Palazzo del Magistrato e della Loggia civica. Bruni elaborò una facciata che fonde reminiscenze veneziane, visibili nei loggiati e nei finestroni, con il manierismo di stampo centro-europeo. L'impatto volumetrico del complesso eclettico suscitò inizialmente forti critiche: la cittadinanza triestina, avvezza al nitore delle geometrie neoclassiche, ribattezzò la struttura Cheba (gabbia per uccelli), a causa dell'eccesso di decorazioni in facciata e del fitto reticolo di aperture.

I rintocchi di Micheze e Jacheze e le aule di rappresentanza

Il baricentro visivo dell'edificio è costituito dalla torre dell'orologio, sormontata dalla campana civica incisa con l'alabarda, stemma della città. Ai lati della cella campanaria spiccano le due figure incaricate di scandire i quarti d'ora. Modellati nel 1875 in zinco dallo scultore Fausto Asteo da Ceneda, gli automi sono noti nel dialetto locale come Micheze e Jacheze (nomi derivanti dallo sloveno Mihec e Jakec). Dal 1972 sulla torre svettano due copie in bronzo, mentre gli originali ottocenteschi sono stati restaurati e musealizzati all'interno del Castello di San Giusto.

All'interno, gli spazi istituzionali conservano la pavimentazione e la mobilia dell'epoca asburgica. Tra gli ambienti di rilievo spicca la Sala Azzurra, tradizionalmente riservata ai protocolli diplomatici e all'accoglienza degli ospiti di Stato, e la grande Sala del Consiglio, dominata dalla tela allegorica "Prosperità commerciale di Trieste", opera del pittore Cesare Dell'Acqua.

La tribuna politica: dalle leggi razziali al 1954

Nel corso del XX secolo, l'edificio ha funto da sfondo per gli eventi politici cruciali del capoluogo giuliano, riflettendone i drastici cambi di assetto geopolitico. Il 18 settembre 1938, da un palco eretto proprio di fronte ai portici del palazzo, Benito Mussolini annunciò la promulgazione delle leggi razziali fasciste. Sedici anni dopo, il 4 novembre 1954, la medesima piazza vide il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, affiancato dal sindaco Gianni Bartoli, rivolgersi alla folla dal Municipio per formalizzare il ritorno di Trieste sotto l'amministrazione italiana, chiudendo la fase del Territorio Libero di Trieste (TLT).

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere il centro di Trieste in automobile provenendo dal resto della regione, si percorre l'autostrada A4 Torino-Trieste in direzione est. Superata la barriera del Lisert, si transita sul Raccordo Autostradale 13 (RA13) per poi immettersi direttamente sulla Strada Statale 202 (SS202), comunemente nota come Nuova Sopraelevata, seguendo le indicazioni per il centro e le Rive. Lasciato il veicolo nei posteggi adiacenti alle banchine portuali, il Palazzo del Comune e l'intera Piazza Unità d'Italia sono accessibili esclusivamente a piedi in area pedonale.

Esplorando la costiera triestina verso sud-ovest, merita una sosta Muggia, unico borgo di matrice architettonica veneziana rimasto nel territorio litoraneo giuliano, a ridosso del confine sloveno. Spingendosi invece verso nord-ovest lungo la viabilità statale, si raggiunge Duino, frazione sovrastata dal massiccio castello dei principi della Torre e Tasso, appollaiato sulle falesie carsiche a picco sulle acque dell'Adriatico.

Coordinate: 45.6500, 13.7686

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