🏛 Arte & Cultura · 3 min di lettura

Palazzo de Portis a Cividale: architettura e affreschi

L'edificio medievale di Cividale del Friuli documenta l'espansione della famiglia de' Portis, tra portali gotici e affreschi di Francesco Chiarottini.

Palazzo de Portis a Cividale: architettura e affreschi - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Già menzionata nelle cronache cittadine della prima metà del XII secolo, la dinastia dei de' Portis espanse progressivamente i propri domini fondiari e immobiliari nel tessuto urbano di Cividale del Friuli. Tra il XIII e il XIV secolo, l'acquisizione sistematica di lotti portò all'edificazione di un vasto complesso residenziale situato all'incrocio tra l'odierna via Carlo Alberto e la stretta del Monte di Pietà, giungendo a inglobare un intero isolato per sostenere le necessità politiche ed economiche del casato.

La stratificazione architettonica attorno alla corte interna

Il nucleo originario si affacciava unicamente sulla piazzetta omonima. Il consolidamento del prestigio della famiglia rese necessaria l'annessione di fabbricati preesistenti e la costruzione, sul lato meridionale, di volumetrie rustiche destinate alla servitù, alla foresteria, alle stalle e alle cantine. Il complesso si sviluppò attorno a una corte interna passante, accessibile tramite un ingresso carraio con volta a botte che consentiva il transito e la manovra dei carri agricoli senza interferire con gli spazi di rappresentanza.

I prospetti rivolti verso il cortile conservano i tracciati delle aperture originarie, con finestre delimitate da conci in pietra e parapetti scanditi da colonnine sagomate in graniglia. All'intersezione tra i lati nord ed est, un balcone circolare aggetta sorretto da mensole a sbalzo in pietra, costituendo uno degli snodi visivi principali dello spazio interno. L'accesso del blocco nobiliare si apre su via Carlo Alberto ed è caratterizzato da un portale gotico ad arco ribassato, integrato in un segmento della muratura continua cittadina. La facciata ovest mantiene una rigida simmetria, con le aperture del piano nobile marcate da elementi modanati in pietra piasentina.

I frazionamenti ottocenteschi e il quadraturismo di Chiarottini

Durante l'Ottocento, il progressivo ridimensionamento del patrimonio della dinastia de' Portis determinò la frammentazione catastale dell'edificio. La vendita a molteplici proprietari impose alterazioni distributive radicali: per rendere autonome le singole unità abitative vennero aperti nuovi vani scala e inseriti ballatoi, modificando definitivamente l'assetto logistico dell'impianto medievale.

Nonostante queste trasformazioni, il salone centrale conserva un apparato decorativo ad affresco eseguito nella seconda metà del Settecento dal pittore e scenografo cividalese Francesco Chiarottini. L'artista vi applicò le tecniche del quadraturismo per dilatare illusionisticamente le pareti della sala. Ulteriori tracce pittoriche della medesima matrice sono identificabili nell'adiacente Palazzo delle Imposte, che prima delle suddivisioni ottocentesche costituiva una pertinenza diretta di Palazzo de' Portis. Oggi l'intero stabile, pur mantenendo la sua rilevanza storiografica, è di proprietà privata e le porzioni nobili non risultano aperte al pubblico.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Cividale del Friuli in automobile, il tracciato più rapido prevede di percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino all'uscita di Udine Sud. Dal casello, ci si immette sulla Strada Statale 54 (SS54) in direzione est, coprendo i circa 17 chilometri che separano il capoluogo dall'ingresso nella cittadina ducale. La viabilità principale conduce direttamente ai parcheggi perimetrali dislocati a ridosso del centro storico pedonale.

Uscendo da Cividale verso nord-est, la morfologia del territorio muta inoltrandosi nelle Valli del Natisone; il centro di riferimento dell'area è San Pietro al Natisone, custode delle tradizioni linguistiche e architettoniche della Slavia Friulana. Spostandosi a nord-ovest lungo la Strada Provinciale 104, si entra invece nel comune di Faedis, area a vocazione vitivinicola dominata dai ruderi dei castelli medievali di Zucco e Cucagna, roccaforti strategiche edificate sul declivio collinare.

Coordinate: 46.0945, 13.4326

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