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Palazzo Coronini Cronberg: dimora asburgica a Gorizia

Edificato a fine Cinquecento, il Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia custodisce gli arredi originali e l'archivio d'arte della nobile famiglia.

Palazzo Coronini Cronberg: dimora asburgica a Gorizia - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel 1820, il conte Michele Coronini acquisì la proprietà di un massiccio edificio residenziale situato nell'antico borgo di Grafenberg, a ridosso del centro di Gorizia. La struttura originaria era stata commissionata tra il 1593 e il 1598 dalla casata degli Strassoldo. Fino al 1990, anno della morte dell'ultimo discendente Guglielmo Coronini, il palazzo ha operato ininterrottamente come residenza privata, accumulando e preservando un archivio artistico e documentale che riflette le vicende storiche della Contea di Gorizia e dell'Impero Asburgico.

L'architettura e l'esilio di Carlo X di Borbone

L'assetto architettonico della facciata principale è dominato da un portico centrale sorretto da quattro colonne lapidee di spoglio, provenienti dagli scavi archeologici di Aquileia. Nel corso dell'Ottocento, il corpo centrale fu affiancato da due ali simmetriche caratterizzate da un doppio loggiato. L'edificio è inserito all'interno di un parco all'inglese di cinque ettari, dove le essenze botaniche secolari si mescolano a elementi strutturali come un tempietto in stile Liberty, sculture del XVII secolo e specchi d'acqua. Tra queste mura, nel novembre del 1836, l'ultimo re di Francia della dinastia borbonica, Carlo X, trascorse i suoi giorni di esilio soccombendo in poche ore a un'epidemia di colera.

L'archivio nobiliare e le "teste di carattere"

Il percorso museale odierno si articola in quindici sale che conservano rigorosamente la disposizione originaria degli arredi ottocenteschi. Al piano terra, la biblioteca si distingue per una complessa boiserie in noce, realizzata nel Novecento adattando pannellature e cassapanche del XVI e XVII secolo. Sullo stesso livello si aprono la sala da pranzo, allestita con un servizio in maiolica francese recante lo stemma araldico dei Coronini, e l'armeria di famiglia, riorganizzata nel 2006.

Un ambiente specifico è stato recentemente dedicato all'esposizione di due sculture in lega metallica dell'artista bavarese settecentesco Franz Xaver Messerschmidt. Si tratta delle celebri "teste di carattere", busti che ritraggono fisionomie umane contratte in espressioni anatomiche esasperate, studiate dallo scultore durante gli anni della sua patologia mentale.

Dal salotto veneziano all'occupazione jugoslava

Il primo piano ospita gli appartamenti privati e le sale di rappresentanza. La camera da letto padronale settecentesca presenta un talamo a baldacchino e pareti ornate da tele di Giambattista Piazzetta. Il salotto di matrice veneziana è illuminato da un lampadario in vetro di Murano del XVIII secolo e interamente rivestito con sete indiane coeve.

L'appartamento comprende inoltre la "Stanza del Vescovo", un ambiente storicamente rilevante in quanto, tra il 2 e il 5 maggio 1945, vi fu detenuto l'arcivescovo di Gorizia Carlo Margotti durante le prime, violente fasi dell'occupazione militare jugoslava della città. La sequenza espositiva si chiude con la Camera di Francesco, che custodisce un dipinto a soggetto mariano della ritrattista Rosalba Carriera, e il salottino da lavoro della contessina Nicoletta, dove l'arredo cela discretamente un angolo di servizio dotato di lavabo.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Gorizia in automobile, l'itinerario autostradale principale richiede l'utilizzo dell'Autostrada A34 Villesse-Gorizia. Usciti al casello omonimo, ci si immette sulla viabilità urbana seguendo le indicazioni per il centro storico e per Viale XX Settembre, asse viario su cui si affaccia l'ingresso del parco. In alternativa per chi proviene da nord, è possibile percorrere la Strada Regionale 56 (SR56).

Il tessuto cittadino conserva intatta l'orografia del potere nobiliare: a breve distanza dal palazzo si erge il colle del Castello di Gorizia, fortificazione medievale dotata di spesse cinte difensive. Guidando verso nord-ovest per circa dodici chilometri si penetra nell'area del Collio goriziano, il cui snodo principale è l'abitato di Cormons, dominato dai terrazzamenti marnosi coltivati a vigneto. Sul versante orientale della città, invece, si raggiunge in pochi minuti Piazza della Transalpina, il piazzale della stazione ferroviaria attraversato dalla linea di confine che separa la Gorizia italiana dalla Nova Gorica slovena.

Coordinate: 45.9458, 13.6186

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