Prima di assumere la carica di architetto di corte per l'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel cantiere del palazzo di Schönbrunn, il goriziano Nicolò Pacassi ricevette l'incarico di progettare la residenza cittadina per il barone Sigismondo d'Attems. I lavori, eseguiti tra il 1733 e il 1745, diedero forma a un edificio che sintetizza le rigorose linee del barocco austriaco con i volumi palaziali di matrice patrizia veneta.
L'evoluzione architettonica e gli stucchi del piano nobile
L'assetto originario della facciata ideato da Pacassi subì una profonda revisione stilistica durante l'Ottocento, quando il prospetto venne riconfigurato secondo rigidi canoni neoclassici di ispirazione palladiana. A coronamento dell'edificio fu eretta una balaustra lapidea su cui poggiano sette statue raffiguranti le divinità dell'Olimpo, scolpite dall'artista bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni.
Gli spazi interni mantengono invece la geometria e gran parte dell'apparato decorativo settecentesco. Il piano nobile è caratterizzato da soffitti a stucco di gusto rococò e da un ciclo di affreschi. Al centro del salone d'onore spicca una grande tela applicata a soffitto, completata nel 1744 dal pittore Antonio Paroli, che riprende il tema iconografico degli dèi dell'Olimpo in continuità visiva con le sculture esterne. Il lotto di pertinenza del palazzo si estende nella parte posteriore con un giardino all'italiana geometrico. Al centro dell'area verde si staglia un gruppo scultoreo in pietra scolpito da Marco Chiereghin su disegni di Pacassi, che raffigura l'eroe mitologico Ercole nell'atto di sopprimere l'Idra di Lerna.
La Pinacoteca Provinciale: pittura veneta e ritrattistica borghese
Acquisito dall'amministrazione provinciale alla fine del XIX secolo, il palazzo ospita dal 1900 le collezioni d'arte della Pinacoteca di Gorizia. Il percorso espositivo offre una lettura cronologica dell'evoluzione pittorica regionale e triveneta. La sezione dedicata al Settecento documenta la forte influenza della Repubblica di Venezia nel goriziano, esponendo tele di Gian Bettino Cignaroli, Francesco Pavona, Francesco Fontebasso e del paesaggista bellunese Marco Ricci, affiancate dai lavori di artisti attivi nel panorama locale come Johann Michael Lichtenreiter e Antonio Paroli.
Il nucleo espositivo ottocentesco è incentrato sulla produzione di Giuseppe Tominz. Esponente di spicco dello stile Biedermeier in area giuliana, Tominz documentò con lucidità quasi fotografica i volti, l'abbigliamento e il nascente status sociale della borghesia mercantile triestina e goriziana del XIX secolo. La transizione verso il Novecento è invece tracciata attraverso le opere di Italico Brass e Luigi Spazzapan, fino a giungere alle dinamiche prospettive dell'aeropittura futurista di Tullio Crali e ai lavori su tela dei pittori giuliani Vittorio Pilon e Vittorio Balaffio.
Come arrivare e dintorni
Provenendo in automobile dall'autostrada A4 Torino-Trieste, lo snodo stradale di riferimento per raggiungere il capoluogo isontino è la diramazione autostradale A34 Villesse-Gorizia. Uscendo al casello terminale di Gorizia, ci si immette sulla Strada Regionale 56 (SR56) che conduce in pochi chilometri direttamente all'interno della viabilità del centro urbano. Palazzo Attems Petzenstein si trova in Piazza De Amicis 2, a ridosso dell'ellisse di Piazza della Vittoria.
A breve distanza dalla città, percorrendo la rete viaria provinciale verso nord, si entra nel panorama collinare del Collio: il centro nevralgico è Cormons, caratterizzato da un impianto urbanistico asburgico e circondato dalle geometrie dei vigneti terrazzati. Spostandosi a sud-ovest lungo il corso del fiume Isonzo si giunge a Gradisca d'Isonzo, cittadella fortificata contenuta all'interno delle spesse mura di cinta erette dalla Serenissima alla fine del XV secolo.
Coordinate: 45.9442, 13.6231
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