Inaugurata nel 2011 nei locali restaurati della Casina di Vico (La Casina di Vic), l'esposizione rurale di Forni di Sopra (907 m s.l.m.) riordina la cultura materiale dell'Alta Val Tagliamento. L'edificio stesso rappresenta un documento storico: una tipica abitazione carnica che conserva la stratificazione funzionale tra aree residenziali e zone destinate allo stoccaggio agricolo, recuperata per ospitare una collezione che analizza l'economia di sussistenza montana prima della meccanizzazione.
Dalle slitte da carico alla logistica invernale
Il percorso espositivo inizia al piano terra, nel corridoio d'ingresso, dove l'attenzione è focalizzata sui sistemi di trasporto pesante su neve e ghiaccio. Qui sono conservati gli slidons, grandi slitte da carico utilizzate per il trasporto del legname e del fieno dai pascoli alti verso il fondovalle. La collezione include manufatti specifici per la mobilità invernale come le ciàspas (racchette da neve tradizionali in legno e cordame), pale da neve strutturate per lo sgombero manuale e slittini da lavoro. Questi oggetti non erano destinati allo svago, ma costituivano strumenti essenziali per garantire la movimentazione di risorse in un contesto isolato dalle precipitazioni nevose.
La ricostruzione del fogolâr e la vita domestica
Il secondo ambiente del museo ricostruisce il baricentro della vita famigliare fornese: la cucina. Al centro domina l'area del fogolâr, l'antico focolare aperto, attorno al quale si sviluppava l'intero ciclo quotidiano durante i mesi invernali. La strumentazione esposta comprende caldaie in rame per la cottura della polenta, alari in ferro battuto e utensili per la gestione del fuoco. Alle pareti, una serie di fotografie d'epoca documenta i volti e le condizioni lavorative dei residenti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, fornendo un riscontro visivo alla durezza della vita in quota.
I cicli agricoli e la tessitura del lino
L'ultimo settore è dedicato alla ciclicità dei lavori agricoli e alla trasformazione delle materie prime tessili. La sezione foraggera espone falci, rastrelli e gerle, strumenti fondamentali per la fienagione su pendii scoscesi dove l'uso di animali da tiro era limitato.
Particolare rilevanza storica assume la sezione dedicata alle fibre tessili. Forni di Sopra vanta una tradizione secolare nella lavorazione della canapa e del lino. Il museo espone i telai a mano e gli strumenti per la cardatura e la filatura, testimoniando come la produzione di tessuti non fosse solo una necessità domestica, ma un'attività artigianale che integrava il magro reddito derivante dall'allevamento e dall'agricoltura di montagna. La lavorazione del latte, rappresentata attraverso stampi in legno e zangole, completa il quadro di una comunità che doveva trasformare autonomamente ogni risorsa prodotta nel territorio.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Forni di Sopra in automobile, si percorre l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino all'uscita Carnia-Tolmezzo. Da qui ci si immette sulla Strada Statale 52 Carnica (SS52), superando l'abitato di Tolmezzo e proseguendo lungo la direttrice dell'Alta Val Tagliamento. Si attraversano i comuni di Ampezzo e Forni di Sotto prima di giungere a destinazione. Il museo si trova in via Madonna della Salute 3, nel borgo di Vico.
Nelle immediate vicinanze meritano una visita Forni di Sotto, borgo che conserva tracce dell'architettura rurale locale nonostante i danni bellici, e Ampezzo, noto per i suoi palazzi signorili e per essere stato sede della Repubblica Libera della Carnia nel 1944. Procedendo verso ovest lungo la SS52 si raggiunge il Passo della Mauria, confine naturale con il Veneto.
Coordinate: 46.4215, 12.5756
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