Il barone Pasquale Revoltella fu uno degli uomini più influenti della Trieste ottocentesca. Commerciante di origine veneta, si arricchì nel commercio marittimo e divenne uno dei principali sostenitori finanziatori dell'apertura del Canale di Suez — il progetto che avrebbe trasformato Trieste nel porto di transito tra il Mediterraneo e l'Oriente. Quando morì nel 1869, lasciò il suo palazzo, la sua collezione d'arte, la sua biblioteca e una grossa somma di denaro con un'unica condizione: che tutto diventasse fruibile al pubblico e che parte dei fondi servisse per educare giovani artisti e artigiani.
Nel 1872 nasce il Museo Revoltella — la galleria d'arte moderna di Trieste. Oggi è uno dei musei d'arte moderna più importanti del nordest italiano, con collezioni che vanno dall'Ottocento al Novecento contemporaneo.
L'edificio: Friedrich Hitzig e il palazzo neo-rinascimentale
Revoltella commissionò il palazzo all'architetto berlinese Friedrich Hitzig, che realizzò un edificio neo-rinascimentale su tre piani ricco di decorazioni, stucchi e opere d'arte integrate nell'architettura. È ancora oggi uno degli edifici privati ottocenteschi meglio conservati di Trieste.
Negli anni '60 del Novecento, quando la collezione era cresciuta al punto da non entrare più nel palazzo originale, il museo acquistò il vicino Palazzo Bruner — ristrutturato e ampliato con un collegamento interno. Al sesto piano del Palazzo Bruner c'è la sala panoramica che si affaccia direttamente sul mare: una delle viste più belle della città.
Il percorso museale
Il percorso inizia al terzo piano del Palazzo Bruner con sculture di Arturo Martini, Romanelli e Francesco Messina, e con le opere dell'artista triestino Ruggero Rovan — dai lavori giovanili fino alla maturità.
La sezione dedicata alla pittura di genere ottocentesca è tra le più ricche: Domenico Induno, Vincenzo Cabianca, Pietro Saltini con La novella della nonna, e la Preghiera di Maometto di Domenico Morelli — uno dei dipinti più noti della collezione.
Nella Galleria minore si trovano opere legate alle scuole regionali italiane. La scuola meridionale è rappresentata da Giuseppe de Nittis con due pezzi di riferimento: Signora col cane e Ritorno dalle corse. La scuola lombarda porta avvenimenti storici del secondo Ottocento attraverso i dipinti dei fratelli Induno — La sentinella, Garibaldi ferito in Aspromonte, La malinconia.
Il Bivacco di Giovanni Fattori è uno dei momenti più intensi del percorso: dove altri pittori della Scuola Macchiaiola insistono sull'eroismo militare, Fattori sceglie l'umanità — soldati stanchi, cavalli fermi, silenzio.
Il Novecento è rappresentato con nomi di primo piano: Carrà, Morandi, De Chirico, Manzù, Fontana, Burri, Casorati, Sironi, Bolaffio. E Renato Guttuso con il Nudo — la sua visione del mondo simultaneamente drammatica e dolorosa, perfettamente triestina per quella capacità di tenere insieme bellezza e inquietudine.
Le acquisizioni alle Biennali veneziane hanno arricchito la collezione nel corso del Novecento con opere che coprono tutti i movimenti principali dell'arte italiana del secolo.
Informazioni pratiche
Indirizzo: Via Armando Diaz 27, Trieste (a pochi passi dal mare e da Piazza Venezia).
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica 10:00-19:00. Martedì chiuso. La cassa chiude alle 18:15. Aperto tutte le festività tranne il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Biglietti: intero €7, ridotto €5, ridotto scolastico €3. Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito. Biglietto per gruppi scolastici con servizio didattica: €1 a partecipante.
Visite guidate: solo su prenotazione, max 30 persone, €55. Servizio didattico su prenotazione: tel. +39 040 6754350, [email protected].
Accessibilità: tutti i piani della galleria e il terzo piano di Palazzo Revoltella sono accessibili alle persone con mobilità ridotta.
Sito: museorevoltella.it
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