C'è un giudizio che pesa: il ciclo di affreschi che Giambattista Tiepolo realizzò ad Udine tra il 1726 e il 1729 è considerato dagli storici dell'arte la sua opera più importante in Italia, seconda nel mondo solo alla Residenza di Würzburg in Baviera. È nel Palazzo Patriarcale di Udine — oggi sede del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo — che il grande pittore veneziano del Settecento si formò definitivamente come maestro, assorbì Paolo Veronese e lo superò, trovò il suo stile adulto.
Chi visita Udine e non entra qui perde la cosa più importante che la città ha da offrire dal punto di vista artistico.
Il Palazzo Patriarcale: cinque secoli di stratificazioni
L'edificio ha origini nel 1475, quando il Patriarca Marco Barbo acquistò un modesto edificio di proprietà del priorato di Sant'Antonio. Nei secoli successivi ogni patriarca vi aggiunse qualcosa.
Il Patriarca Marino Grimani (1523-1546) costruì un edificio a quattro piani con la grande Sala del Baldacchino — oggi Sala Azzurra — la cui volta è tradizionalmente attribuita a Giovanni da Udine, l'allievo di Raffaello che aveva decorato le Logge Vaticane. La decorazione a grottesche con paesaggi, motivi architettonici e animali simbolici è tra i lavori più raffinati del manierismo friulano.
Nel 1593 il Patriarca Francesco Barbaro — discendente di quel Daniele Barbaro che fu mentore di Palladio — costruì un edificio simmetrico al primo con la Sala del Trono, dove oggi sono raffigurati 117 ritratti di vescovi, patriarchi e arcivescovi dalla fondazione della Chiesa di Aquileia a oggi. Un catalogo visivo di mille anni di storia religiosa friulana.
L'impronta settecentesca definitiva arrivò con i Patriarchi Dionisio (1699-1734) e Daniele Dolfin (1734-1751). Dionisio affidò il rinnovamento a Domenico Rossi, che aggiunse lo Scalone d'onore, la Galleria degli ospiti e la Biblioteca Patriarcale. Per decorare le nuove stanze fu chiamato Tiepolo, insieme a Louis Dorigny e Nicolò Bambini.
Tiepolo ad Udine: 1726-1729
Il giovane Tiepolo — aveva ventotto anni quando arrivò a Udine — lavorò nel palazzo per tre anni. È qui che avvenne la sua maturazione definitiva come pittore.
La prima opera fu il soffitto dello Scalone d'onore: la Caduta degli angeli ribelli, opera mirabile purtroppo scarsamente illuminata ancora oggi.
Nella Galleria degli ospiti Tiepolo dipinse a parete episodi della vita degli antichi Patriarchi, intervallati da figure monocrome femminili legate alle storie della Genesi. Nel soffitto il Sacrificio di Isacco. Nella Sala Rossa — all'epoca sede del tribunale ecclesiastico — il Giudizio di Salomone.
È nella Galleria degli ospiti che si trova il suo capolavoro del ciclo udinese: sfruttando la luce naturale che entra dalle finestre, l'architettura dello spazio e una varietà straordinaria di tecniche, Tiepolo realizzò affreschi che segnano il punto di svolta della sua carriera. Qui si accostò definitivamente a Paolo Veronese — lo schiarimento del colore, l'uso dei complementari, le ombre colorate — e velocemente lo superò con la leggerezza e la destrezza del proprio pennello. Il Tiepolo maturo, quello che stupirà l'Europa a Würzburg e a Madrid, nasce qui, in questo palazzo di una città di provincia del Friuli.
Le collezioni del Museo Diocesano
Il Museo Diocesano è ospitato nel Palazzo Patriarcale dal 1995, anche se la sua istituzione risale al 1963. Le collezioni comprendono circa 700 opere, molte provenienti dalle parrocchie della diocesi di Udine e qui concentrate per esigenze di tutela e conservazione.
Il percorso espositivo parte dall'atrio con lo Scalone d'onore e prosegue al piano nobile attraverso la Sala Rossa, la Galleria degli ospiti, la Sala Azzurra e la Biblioteca Patriarcale.
La collezione di scultura lignea friulana è una delle più complete in regione: opere di intagliatori friulani dal XIII al XVIII secolo, tra cui il polittico ligneo a rilievo Madonna con Bambino e Santi del 1488 di Domenico da Tolmezzo — il più importante scultore in legno del Rinascimento friulano.
Nella Sala Gialla, decorata con stucchi su fondo oro di gusto neoclassico, è esposta una selezione delle monete della raccolta numismatica, con esemplari del Patriarcato di Aquileia.
La Sala del Trono con la Cappella Palatina e la sala dedicata alle oreficerie, agli oggetti liturgici e agli ex voto chiudono il piano nobile. Al secondo piano si trovano opere della pinacoteca museale e i vetri dipinti della donazione Andreina e Luigi Ciceri.
Informazioni pratiche
Indirizzo: Piazza del Patriarcato 1, Udine.
Come arrivare: dalla stazione FS autobus 7, 8, 9 o 10 fino a Piazza I Maggio (1 minuto a piedi). In auto parcheggio in Piazza Patriarcato (a pagamento, vicinissimo) o Piazza I Maggio (libero e a pagamento). Parcheggio interno riservato ai disabili.
Biglietti: intero €7, ridotto €5. Audioguide disponibili in italiano, inglese, tedesco, francese e sloveno.
Accessibilità: ascensore e parcheggio interno per disabili.
Sito: musdioc-tiepolo.it
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