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Val Pesarina: il piccolo museo del cinema e della fotografia a Pieria

Oltre gli orologi di Pesariis, in Carnia c'è un museo unico: proiettori di sale chiuse, cineprese di Pasolini, Morricone e Pozzetto. Il piccolo museo del cinema di Prato Carnico.

Val Pesarina: il piccolo museo del cinema e della fotografia a Pieria - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

La Val Pesarina è famosa per gli orologi. Pesariis, la frazione principale del Comune di Prato Carnico, ha costruito la sua identità attorno alla produzione orologiaia dei Fratelli Solari e al percorso degli orologi monumentali disseminati lungo tutta la vallata — torri del tempo, quadranti astronomici, orologi solari che fanno della piccola Pesariis uno dei luoghi più singolari della Carnia. I turisti arrivano, scattano foto agli orologi, ripartono.

Pochi si fermano nella frazione di Pieria, a pochi chilometri di distanza, dove nell'ex caseificio sociale vicino al Municipio vive una storia completamente diversa. Una storia di pellicole a 35 millimetri, di sale cinematografiche di paese ormai chiuse, di un ragazzo che a dieci anni si innamorò del fascio di luce di un proiettore e non ha mai smesso di farlo.

Odi Gonano e la nascita di un museo

A Pesariis era in esercizio una sala cinematografica e l'operatore, quando Odi aveva dieci anni, lo portava con sé nella cabina di proiezione dove prese confidenza con proiettori, lampade, carboncini, luci e sonoro — fino a che dopo qualche anno lo lasciò solo a svolgere quell'incarico, che Odi continuò fino al 1970.

Quella cabina di proiezione fu il primo universo di Odi Gonano. La passione per il cinema e per la fotografia lo seguì per tutta la vita — anni di mercatini, di acquisti da caserme dismesse e cinema in chiusura, di donazioni ricevute da amici e appassionati. Nel 2003 quella passione trovò finalmente una casa: il Piccolo Museo Storico delle Macchine per la Fotografia e Cinematografia nei locali dell'ex latteria di Pieria, nei locali della vecchia Vicinia del paese.

La collezione: proiettori, cineprese, pellicole salvate

Il museo è piccolo ma denso. La collezione comprende i proiettori delle sale cinematografiche della zona ormai chiuse — quello della sala di Pesariis (1947, gestita dai frazionisti), quello di Comeglians, quello del cinema De Marchi di Tolmezzo e del cinema Roma di Udine. Grandi macchine dal carattere quasi sacro, che hanno proiettato migliaia di film su milioni di spettatori prima di cadere nel silenzio.

Accanto ai proiettori, una vasta raccolta di cineprese e macchine fotografiche professionali, apparecchi amatoriali, documentazione storica — giornali e riviste specializzate, locandine di film, collezioni di figurine di attori italiani e stranieri che si trovavano nelle confezioni dei Gianduiotti. Una macchina fotografica appartenuta alle spie tedesche, ancora funzionante, è uno dei pezzi più curiosi della collezione.

Ma il pezzo di maggior prestigio è un dono: le due cineprese Arriflex utilizzate da Pasolini a Cinecittà, donate dal pluripremiato direttore della fotografia Dante Spinotti, originario di Muina di Ovaro.

Dante Spinotti — nato in Carnia, formatosi tra Italia e Hollywood, autore della fotografia di film come L.A. Confidential, Heat e The Insider — ha mantenuto un legame profondo con la sua terra d'origine. Che le cineprese con cui Pasolini ha girato a Cinecittà siano oggi in una ex latteria della Val Pesarina è uno di quei cortocircuiti geografici e culturali che solo il Friuli sa produrre.

Odi ha inoltre salvato oltre ottanta pellicole di vecchi film, acquistate da caserme dismesse e cinema in chiusura — sottratte al macero e conservate come documenti di un'epoca del cinema che non tornerà.

La Val Pesarina sul grande schermo

Il rapporto tra questa valle e il cinema non è solo museale. Il territorio del Comune di Prato Carnico ha ospitato vere e proprie produzioni cinematografiche, sfruttando i suoi paesaggi e i suoi borghi come set naturali.

Il più famoso è "Porca vacca" (1982), film di Pasquale Festa Campanile girato a Pesariis, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, con Renato Pozzetto come protagonista e Ennio Morricone alle musiche. Il paesaggio carnico — i prati, le malghe, le case di pietra — diventava la campagna friulana della Grande Guerra.

Più recente è "Menocchio" (2018), film di Alberto Fasulo premiato al Festival di Venezia, girato tra gli Stavoli di Orias — i casolari antichi della Val Pesarina dove la transumanza si è svolta per secoli. Il film racconta la storia vera del mugnaio friulano Domenico Scandella detto Menocchio, processato dall'Inquisizione nel Cinquecento per le sue idee ereticali. Quegli stavoli di pietra, immobili nel tempo, erano il set perfetto.

Come visitare

Il museo è visitabile su richiesta — Odi Gonano accoglie personalmente i visitatori e accompagna la visita con i racconti della sua esperienza. Non è un museo con orari fissi: è un luogo vivo, gestito da una persona, in cui ogni visita è un po' diversa dalle altre.

Piccolo Museo Storico delle Macchine per la Fotografia e Cinematografia Frazione Pieria, 33020 Prato Carnico (UD) Tel. 0433 69208 Ingresso gratuito — visitabile su prenotazione

La Val Pesarina è raggiungibile da Tolmezzo in circa 30 minuti, percorrendo la SS52 bis verso Comeglians e poi risalendo la valle. Da Udine circa un'ora d'auto. Prato Carnico dista circa 10 km da Comeglians.

Una valle con gli orologi monumentali in strada, un museo del cinema in una ex latteria, le cineprese di Pasolini a pochi chilometri dai pascoli dove si gira un film sull'Inquisizione: la Val Pesarina è il tipo di posto che il Friuli più autentico sa offrire — fuori dai circuiti, fuori dalla facilità, dentro alla storia vera.

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