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Museo Archeologico Nazionale di Aquileia: le collezioni

Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia custodisce il ritratto della metropoli romana attraverso la glittica, l'epigrafia e l'industria vetraria.

Museo Archeologico Nazionale di Aquileia: le collezioni - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

A differenza di molti centri urbani di fondazione romana in cui l'edificazione moderna ha fagocitato e distrutto le preesistenze antiche, l'abitato contemporaneo di Aquileia si è sovrapposto solo in minima parte al perimetro della città imperiale. Questa anomalia urbanistica ha trasformato il sottosuolo agricolo in un inesauribile giacimento archeologico. I primi a intercettare questa ricchezza materiale furono gli eruditi del Settecento, come il canonico Giandomenico Bertoli (1676-1763) e il pittore Leopoldo Zuccolo (1761-1833), promotori delle prime istanze di fruizione pubblica con l'apertura dell'Eugeniano nel 1807.

La svolta istituzionale si concretizzò il 3 agosto 1882 sotto l'amministrazione dell'Impero Austro-Ungarico. L'archeologo di formazione viennese Enrico Maionica curò la fondazione ufficiale del Museo Archeologico di Aquileia, aggregando le principali raccolte epigrafiche locali nella villa neoclassica dell'imprenditore Antonio Cassis Faraone.

L'identità di confine: scultura e artigianato

Fondata nel 181 a.C. come avamposto militare contro i Galli Carni, Aquileia si tramutò rapidamente nel principale terminale fluviale dell'Alto Adriatico. La collezione interna del museo, riallestita integralmente nel 2018, mappa la parabola cronologica della città dal II secolo a.C. fino al tramonto dell'impero nel IV secolo d.C.

Il nucleo espositivo di maggiore impatto sociologico è costituito dalla galleria dei volti. Le teste-ritratto a destinazione funeraria documentano l'evoluzione del gusto scultoreo locale: dal realismo crudo di matrice repubblicana al naturalismo ellenistico (di cui l'imponente Statua di Navarca di età augustea rappresenta l'apice), fino alla severa e quasi astratta stilizzazione tardoantica del III secolo d.C.

Oltre alla statuaria, le vetrine restituiscono il primato produttivo della città. Aquileia fu il polo manifatturiero più avanzato dell'Italia centro-settentrionale per la lavorazione del vetro e per la glittica (l'incisione di pietre dure e gemme da incastonare negli anelli). A partire dal 295 d.C., con l'insediamento della zecca imperiale voluta da Diocleziano, la collezione si arricchì ulteriormente di un vasto campionario numismatico.

Le gallerie lapidarie e l'Asaroton Oikos

Per far fronte all'accumulo di reperti in pietra che la villa Cassis Faraone non poteva contenere, tra il 1898 e gli anni Cinquanta del Novecento venne eretto un sistema di gallerie porticate esterne. Queste ali ospitano oggi centinaia di are, stele, sarcofagi e monumenti funerari.

Le logge proteggono inoltre imponenti porzioni di mosaici pavimentali estratti dalle domus cittadine. Tra i reperti musivi spiccano le reinterpretazioni di celebri modelli ellenistici, in particolare il Ratto d'Europa e un asaroton oikos (letteralmente "pavimento non spazzato"). Quest'ultimo è un trompe-l'Å“il visivo che riproduce con maniacale precisione gli avanzi di un ricco banchetto caduti a terra (lische di pesce, chele, gusci, frutta), un topos decorativo inventato originariamente da Soso di Pergamo.

Come arrivare e dintorni

L'infrastruttura di riferimento per giungere ad Aquileia in automobile è l'autostrada A4 Torino-Trieste. Dallo svincolo di Palmanova, si prosegue per 17 chilometri lungo la Strada Statale 352 (SS352), oltrepassando il ponte sul fiume Ausa per entrare nel perimetro cittadino. Il museo è situato lungo via Roma, a poche centinaia di metri dall'area basilicale.

Esplorando la viabilità extraurbana limitrofa, imboccando la statale 14 (SS14) verso est si incontra il comune di Fiumicello Villa Vicentina, nel cui territorio risiede la Villa Ciardi, residenza che ospitò Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone. Procedendo invece verso nord-ovest tramite la Strada Provinciale 8 (SP8), si incrocia Terzo di Aquileia, antico snodo logistico fondato sulla pietra miliare romana che indicava il terzo miglio di distanza dal porto fluviale della metropoli imperiale.

Coordinate: 45.7686, 13.3683

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