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Il Lapidario di Santa Eufemia a Grado: sculture e marmi

Adiacente alla Basilica di Santa Eufemia a Grado, il Lapidario conserva frammenti scultorei, sarcofagi romani ed epigrafi di epoca paleocristiana.

Il Lapidario di Santa Eufemia a Grado: sculture e marmi - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel 568 d.C., di fronte all'avanzata delle truppe longobarde nella pianura friulana, il Patriarca di Aquileia Paolino I decise di evacuare la sede ecclesiastica trasferendo il tesoro e le reliquie all'interno del castrum insulare di Grado. Questa migrazione forzata trasformò il sito in una capitale religiosa di stampo bizantino, un assetto che trovò la sua definitiva consacrazione nel 579 d.C. sotto il patriarcato di Elia, con l'edificazione della Basilica di Santa Eufemia. Nel cortile adiacente all'abside della cattedrale, affacciato sull'odierno Campo Patriarca Elia, si sviluppa il Lapidario, un archivio litico a cielo aperto che cataloga e preserva le stratificazioni architettoniche e scultoree dell'isola.

L'eredità del porto marittimo romano

Prima di assurgere al ruolo di rifugio patriarcale, Grado fungeva da scalo marittimo (l'antico ad gradus) a servizio dell'emporio di Aquileia. Questa prima fase insediativa imperiale è documentata all'interno del Lapidario da reperti di matrice rigorosamente classica. Tra i materiali esposti emergono due sezioni figurate pertinenti a un sarcofago romano databile agli inizi del III secolo d.C., affiancate dal ritratto scultoreo di un magistrato civile risalente al IV secolo d.C. Questi frammenti certificano la presenza di un'élite amministrativa stanziale sull'isola già in epoca pre-cristiana, incaricata di gestire i dazi marittimi e la logistica militare nell'alto Adriatico.

I reperti del castrum e il sarcofago del Battistero

Il nucleo quantitativamente più rilevante dell'esposizione appartiene al periodo paleocristiano e altomedievale, in un arco cronologico che si estende dal IV al IX secolo d.C. L'area raccoglie gran parte del materiale di spoglio e degli elementi strutturali recuperati durante gli scavi archeologici condotti nel Novecento all'interno del perimetro fortificato del castrum.

Fissati alle pareti e montati su supporti isolati, si susseguono frammenti di transenne marmoree, acroteri e massicci capitelli di ordine corinzio ornati dalle classiche foglie d'acanto. Di particolare valore storiografico è la fronte intagliata di un sarcofago paleocristiano, rinvenuta ed estratta direttamente dagli scavi nell'atrio dell'adiacente Battistero a pianta ottagonale. Il percorso è integrato da una densa collezione di epigrafi funerarie e dedicatorie in lingua latina: le iscrizioni incise sulla pietra offrono una mappatura precisa dell'onomastica, della demografia e delle gerarchie ecclesiastiche che governarono l'isola durante i secoli di isolamento lagunare.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Grado in automobile, l'itinerario autostradale di riferimento è la A4 Torino-Trieste, da cui è necessario uscire al casello di Palmanova. Superata la barriera, ci si immette sulla Strada Regionale 352 (SR352) viaggiando in linea retta verso sud. Dopo aver attraversato la bassa pianura agricola, la statale si immette sul lungo ponte arginale translagunare di cinque chilometri che atterra direttamente sull'isola. Il Lapidario si trova all'interno del centro storico, area soggetta a forti limitazioni di traffico; si consiglia pertanto di posteggiare le vetture nei parcheggi a pagamento situati sul lungomare o nella vicina Isola della Schiusa.

Percorrendo la SR352 a ritroso verso la terraferma si incontra il sito di Aquileia, le cui rovine del porto fluviale e del foro testimoniano il passato imperiale del territorio. Spostandosi invece a est di Grado, imboccando la Strada Provinciale 19 (SP19) che segue la linea costiera verso Monfalcone, si lambiscono le acque salmastre della Riserva Naturale della Valle Cavanata, un vasto ambiente protetto ricavato dal recupero ecologico delle antiche valli da pesca.

Coordinate: 45.6766, 13.3848

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