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La Domus e il Palazzo Episcopale: stratigrafia di Aquileia

Scoperti negli anni Cinquanta, la Domus e il Palazzo Episcopale di Aquileia mostrano le stratificazioni musive e murarie dal I al V secolo d.C.

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Nel 1954, le campagne di scavo dirette dall'archeologa Luisa Bertacchi per conto della Soprintendenza alle Antichità delle Venezie isolarono, nell'attuale Piazza del Capitolo, i primi tre ambienti di un vasto complesso residenziale. Questo nucleo architettonico, sviluppatosi al di fuori della cinta muraria repubblicana della fine del I secolo a.C., rappresenta oggi una delle testimonianze stratigrafiche più leggibili dell'urbanistica di Aquileia tardoantica, coprendo un arco temporale ininterrotto che spazia dal I al V secolo d.C.

Dagli scavi del Novecento alle strutture di copertura

Tra il 2009 e il 2010, la Fondazione Aquileia ha finanziato una seconda e decisiva campagna di indagini archeologiche. Le operazioni di scavo hanno portato in luce una sala absidata di circa cento metri quadrati, pavimentata con un mosaico policromo risalente all'inizio del IV secolo d.C. Un successivo cantiere conclusosi nel 2016 ha permesso di spingere l'indagine stratigrafica fino alle fondazioni di età giulio-claudia (I-II secolo d.C.). Per garantire la conservazione dei reperti in situ e arrestare il degrado causato dagli agenti atmosferici, l'intero perimetro è stato blindato all'interno di una tensostruttura architettonica permanente, che ospita un sistema di passerelle sopraelevate per l'ispezione visiva dei reperti al netto del calpestio.

L'abside policroma e gli affreschi di età imperiale

Il percorso archeologico isola nettamente i blocchi temporali. Il livello più recente appartiene al Palazzo Episcopale (V secolo d.C.), la sede di rappresentanza del vescovo, un tempo collegata strutturalmente all'adiacente polo basilicale. Di quest'epoca si conserva un'ampia sala rettangolare con un mosaico pavimentale diviso in due campiture da una fascia di tessere gialle: il settore settentrionale è scandito da quadrati concentrici imperniati su un bottone nero, mentre la sezione meridionale sviluppa un reticolo geometrico di losanghe.

Scendendo ai livelli inferiori emerge l'impianto della Domus risalente al I secolo d.C. Le pareti perimetrali di questa abitazione privata conservano intonaci affrescati in elevato per oltre un metro di altezza, una condizione di integrità rara per il sito aquileiese. L'ambiente di maggiore complessità tecnica, tuttavia, è la grande sala absidata del IV secolo. Costruita su un piano sfalsato e raccordata da un gradone, l'abside misura oltre cinque metri di diametro. Il pavimento musivo, incorniciato da raffinate fasce a motivo vegetale, intreccia esagoni e cerchi che inglobano un vasto repertorio faunistico e botanico: pesci, polpi, conchiglie, volatili e cesti di frutta. Le stringenti analogie stilistiche con le aule teodoriane della Basilica di Aquileia confermano l'operato delle medesime botteghe musive attive ad Aquileia subito dopo la promulgazione dell'Editto di Milano nel 313 d.C.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere l'area archeologica in automobile, è necessario percorrere l'Autostrada A4 Torino-Trieste e imboccare l'uscita al casello di Palmanova. Superata la barriera, ci si immette sulla Strada Regionale 352 (SR352) e si procede in linea retta verso sud per circa 15 chilometri, oltrepassando lo snodo urbano di Cervignano del Friuli, fino a giungere ai posteggi adiacenti al complesso basilicale e a Piazza del Capitolo.

A breve distanza a nord di Aquileia, in corrispondenza del casello autostradale, sorge Palmanova, la massiccia città-fortezza edificata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia a forma di stella a nove punte. Procedendo invece verso sud, alla fine della SR352, si attraversa il ponte translagunare che conduce a Grado, l'antico scalo portuale marittimo romano divenuto dal V secolo d.C. in avanti un rifugio fortificato per le gerarchie ecclesiastiche patriarcali in fuga dalle incursioni barbariche.

Coordinate: 45.7698, 13.3664

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