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Kajetan Schnablegger: il pioniere del turismo tarvisiano

Chi era Kajetan Schnablegger, il sindaco-imprenditore che inventò il turismo d'élite a Tarvisio nell'Ottocento? La storia del busto in via della Stazione.

Kajetan Schnablegger: il pioniere del turismo tarvisiano - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Percorrendo via della Stazione a Tarvisio, nel breve tratto che collega il borgo alto a quello basso, si attraversa un piccolo giardino lineare. Il busto bronzeo di Kajetan Schnablegger si presenta come effigie estranea all'attenzione di cittadini e forestieri che lo passano accanto senza fermarsi. Eppure quel volto in bronzo rappresenta qualcosa di concreto e preciso: l'uomo che inventò il turismo a Tarvisio.

Non nel senso metaforico del termine. Nel senso letterale: fu Kajetan Schnablegger a trasformare una borgata alpina di confine in una destinazione per villeggianti benestanti provenienti da tutto l'Impero asburgico e oltre. E lo fece con strumenti che oggi chiameremmo marketing, innovazione dei servizi e branding territoriale.

Una famiglia di industriali minerari

Originari della Slesia, gli Schnablegger erano già presenti a Weissenfels (Fusine in Val Romana) con Martin (1615-1685). Leopold Schnablegger, capostipite della famiglia tarvisiana, si era insediato a Tarvisio attorno al 1850, richiamato dal cognato Cyprian Struggl, proprietario di una miniera di piombo e calamina a Cave del Predil — Raibl — e anche di fucine e caseggiati.

Leopold aveva rilevato la miniera alla morte del cognato e ne aveva fatto un'attività fiorente. Fu, ad esempio, tra i primi o forse il primo a realizzare nel 1871 un impianto di sollevamento del materiale dai suoi pozzi minerari.

Kajetan Schnablegger (1843-1894) nacque a Fusine in Val Romana e frequentò la scuola di montagna di Leoben, in Stiria — il centro più importante per la formazione mineraria dell'Impero. Alla morte del padre nel 1876, rilevò l'azienda familiare e ne ampliò enormemente il raggio d'azione: terreni, malghe, boschi, edifici. Ma soprattutto, alberghi.

Gli alberghi e il turismo d'élite

Kajetan destinò all'attività ricettiva turistica alcuni edifici ammodernati o di nuova costruzione. A Tarvisio Basso l'ex caserma della cavalleria austriaca divenne l'"Hotel Schnablegger" di prima classe con 33 camere. A Raibl allestì con 27 camere e 8 appartamenti l'accogliente "Gasthof zum Touristen". A Malborghetto ammodernò il palazzo dei signori veneti von Canal, che divenne l'"Hotel Schnablegger" con 21 camere. Un altro suo albergo si trovava a Pörtschach, in Carinzia.

Nelle sue strutture furono accolti ospiti di altissimo rango: nel 1882 e nel 1883 l'imperatore Francesco Giuseppe, i duchi Ferdinando ed Eugenio, il duca di Coburgo Gotha, i principi di Orleans. Ma Schnablegger non puntava solo ai nobili: accoglieva anche un numero consistente di turisti benestanti inglesi, francesi, italiani, e profughi politici che raggiungevano la Val Canale grazie alla ferrovia.

L'innovazione: bagni termali, cure naturali e depliant

Ciò che distingueva Schnablegger dai semplici albergatori era la capacità di anticipare le tendenze. Installò bagni e docce con acqua solforosa nel Palazzo Veneziano di Malborghetto tramite un sistema di adduzione che portava l'acqua dal Rio Rank, e iniziò ad applicare metodi di cura naturale come bagni con aghi di pino e cura del fieno.

Erano pratiche che il turismo termale e naturalistico dell'epoca stava codificando nelle grandi stazioni termali alpine, da Baden-Baden a Bad Ischl. Schnablegger le portò nella Val Canale quando queste erano ancora novità per la maggior parte degli albergatori italiani.

Allo Schnablegger non era sconosciuta la pubblicità. Aveva fatto stampare un pregiato depliant illustrativo in quattro lingue, che recitava "Albergo per benestanti a Tarvisio, albergo termale a Malborghetto, dotato di bagni e di docce con acqua solforosa". Fu dunque un precursore nell'applicare i moderni metodi di approccio turistico in funzione del comfort, della cura personale e del servizio.

Un depliant in quattro lingue: tedesco, italiano, francese, inglese. Nel 1880. Per una borgata alpina di confine che all'epoca contava poche migliaia di abitanti.

L'uomo pubblico: sindaco e consigliere regionale

Schnablegger non era solo un imprenditore. Ricoprì per molti anni la carica di sindaco di Tarvisio — che nel 1909, dopo la sua morte, sarebbe stata elevata a città proprio per il suo rapido sviluppo — e fu consigliere regionale della Carinzia.

Per i meriti acquisiti, Kajetan ottenne il titolo di Cavaliere dell'Ordine di Francesco Giuseppe. Era la massima onorificenza civile dell'Impero per chi si fosse distinto nel progresso economico e sociale del territorio.

Morì nel 1894, a cinquantun anni, lasciando una Val Canale profondamente trasformata rispetto a quella in cui era cresciuto. Il cognome Schnablegger è tuttora presente in discorsi e in riferimenti di anziani della valle, a ricordare proprietà minerarie, boschive e agricole, ma soprattutto caseggiati importanti che portano la sua impronta.

Il busto: dove trovarlo

Il busto bronzeo è situato nel giardinetto di via della Stazione a Tarvisio, nel tratto tra il borgo alto e quello basso del capoluogo. È uno dei monumenti del centro storico di Tarvisio, insieme alla Colonna della Santa Trinità secentesca e alle lapidi romane sul retro della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Tarvisio è raggiungibile dall'autostrada A23, uscita Tarvisio. Via della Stazione si trova nel centro del paese, a poca distanza dalla stazione ferroviaria e dai principali parcheggi.

Tarvisio è oggi una delle principali destinazioni turistiche del Friuli Venezia Giulia, con impianti sciistici, sentieri estivi, il Monte Lussari e i laghi di Fusine. Tutto questo ha radici in un uomo che nell'Ottocento si chiese cosa potesse offrire la Val Canale ai visitatori benestanti dell'Impero — e trovò la risposta giusta. Il busto in via della Stazione, spesso ignorato, è il tributo silenzioso di una comunità a chi ha avuto quella visione per primo.

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