Il 20 ottobre 1904 James Joyce arriva a Trieste con Nora Barnacle — la donna che sposerà solo nel 1931, dopo ventisette anni insieme. Ha ventidue anni, una laurea in lingue straniere presa a Dublino e la certezza di dover fuggire da quella città che considera "parrocchiale" e "paralizzante". Trieste gli sembra la risposta giusta: cosmopolita, portuale, piena di comunità straniere, con comunità danubiane, greche, ebraiche che convivono in un fermento culturale alimentato dall'attività del porto.
L'arrivo però non è dei migliori. Entrando in un locale chiede un'informazione a dei marinai inglesi ubriachi, arriva la polizia, finisce in galera. Viene rilasciato dopo qualche ora, corre dalla moglie che lo aspettava inconsapevole in piazza. Non esattamente il benvenuto che si aspettava.
La Berlitz School e l'incontro con Italo Svevo
Joyce si riprende in fretta e inizia a insegnare inglese alla Berlitz School. È lì che conosce un certo Ettore Schmitz — commerciante benestante, studente adulto che vuole imparare l'inglese. Schmitz scrive con lo pseudonimo di Italo Svevo.
Joyce va a casa di Svevo e della moglie Livia con il "tram di Servola" che quando tira la bora si ribalta. Legge ad alta voce pagine di Dedalus e dei racconti — Svevo e Livia ascoltano. È Livia che lo convince a continuare. Svevo aveva già pubblicato Una Vita e Senilità senza successo, ed era lui il meno convinto dei propri talenti.
Nasce una delle amicizie intellettuali più significative del Novecento. L'influenza è reciproca: Joyce si ispira a Svevo per creare Leopold Bloom, il protagonista dell'Ulisse. Svevo diventa famoso in Francia grazie all'autorità intellettuale di Joyce a Parigi, che ne promuove la Coscienza di Zeno. Senza Joyce, Svevo avrebbe rischiato di rimanere uno scrittore dimenticato.
Gli anni triestini: la produzione letteraria
A Trieste Joyce vive gli anni più produttivi della sua vita. Completa la raccolta Gente di Dublino, scrive il poema autobiografico Giacomo Joyce (ambientato proprio a Trieste), Esuli, Ritratto dell'artista da giovane, e inizia il suo capolavoro: l'Ulisse.
Il 16 giugno 1915 Joyce scrive una lettera con una frase rimasta celebre: "Ho scritto qualcosa. Il primo episodio del mio nuovo romanzo Ulisse è scritto." Quella lettera fu scritta al civico 4 di via Donato Bramante — la sua residenza triestina principale tra le molte che ebbe in città (via San Nicolò, via Nuova, via Santa Caterina). Oggi c'è una lapide.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale Joyce si trasferisce a Zurigo. Torna a Trieste nel 1919 — ma la città è cambiata, passata all'Italia, e l'aria che si respira non gli piace più. Nel 1920 parte per Parigi, dove rimarrà vent'anni.
Il Joyce Museum nella Biblioteca Hortis
Il Joyce Museum di Trieste è ospitato al secondo piano della Biblioteca Civica "Attilio Hortis" in via Madonna del Mare 13, tra il Museo Revoltella e la Cattedrale di San Giusto. Condivide la sede con il Museo Sveviano — scelta non casuale, dato che le due figure sono inscindibili nella storia letteraria di Trieste.
Il museo nacque dall'idea condivisa dalla Biblioteca Civica e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Trieste, con l'obiettivo di creare un centro di ricerca sul rapporto tra Joyce e la città e sul ruolo di Trieste nella concezione delle sue opere. Inaugurato il 20 ottobre 2004 — esattamente cento anni dopo l'arrivo di Joyce in città.
Le collezioni bibliografiche sono organizzate in otto sezioni: opere critiche in inglese e francese, opere in italiano, fonti secondarie, sezione Trieste, opere critiche in italiano, opere in altre lingue, dizionari e riferimenti, annuali e monografie. Il catalogo è consultabile online su museojoycetrieste.it.
Il Bloomsday a Trieste
Il 16 giugno di ogni anno — il Bloomsday — è il giorno in cui è ambientata l'intera vicenda dell'Ulisse. Si celebra a Dublino e in tutto il mondo tra i fan di Joyce. Il Joyce Museum di Trieste partecipa ogni anno con eventi dal 14 al 17 giugno: tavole rotonde, conferenze di studiosi joyciani, proiezioni di video-racconti, spettacoli teatrali, mostre e aperitivi.
Informazioni pratiche
Indirizzo: Via Madonna del Mare 13, Trieste (II piano).
Come arrivare: autobus n. 24 dalla Stazione Centrale, fermata a pochi metri. A piedi da Piazza Unità d'Italia circa 8 minuti. Parcheggio al Garage San Vito a 300 m.
Orari: lunedì-sabato 9:00-13:00. Mercoledì, giovedì e venerdì anche 15:00-19:00 (verificare orari aggiornati).
Ingresso gratuito. Visite guidate su prenotazione: €4 a persona, €2 per scolaresche.
Tel. +39 040 6758170 — [email protected]
Da vedere nelle vicinanze: la lapide al civico 4 di via Donato Bramante — dove Joyce scrisse il primo episodio dell'Ulisse — e la Pasticceria Pirona in Via Cassa di Risparmio, dove secondo la tradizione lavorava spesso ai suoi testi.
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