Sotto le strade di Cividale del Friuli, tra il Ponte del Diavolo e il Tempietto Longobardo, c'è un ambiente che nessuno sa ancora spiegare del tutto. L'Ipogeo Celtico di via Monastero Maggiore è uno dei siti più misteriosi del Friuli Venezia Giulia — non per mancanza di studi, ma per eccesso di ipotesi. Ognuna plausibile, nessuna definitiva.
Si scende attraverso una scalinata a doppia curva molto ripida. Si arriva in una camera centrale di 6,15 metri per 2,90 metri. Tre corridoi molto bassi si diramano dalle pareti. Le superfici sono coperte di nicchie, loculi, bancali e mensole. E sulle pareti — guardando bene — emergono tre mascheroni in pietra che sembrano fissarti dal buio.
Cosa era: le teorie
La discussione accademica sull'Ipogeo Celtico è aperta da decenni. Le principali interpretazioni:
Camera funeraria celtica — l'ipotesi più accreditata dalle ricerche recenti. Prima della fondazione romana di Forum Iulii, il territorio era abitato da popolazioni celtiche. I tre mascheroni sulle pareti sarebbero maschere funerarie simili alle cosiddette têtes coupées — i mascheroni celtici tipici dei complessi funebri della Francia meridionale, che avevano la funzione di ritrarre il defunto. I sedili e le panche di pietra avrebbero ospitato rituali funerari o commemorativi di cui non si conserva documentazione scritta.
Carcere romano o longobardo — un'altra ipotesi diffusa. La struttura sotterranea con i corridoi stretti e i loculi nelle pareti potrebbe essere stata usata come prigione durante l'epoca romana o longobarda. Cividale era sede di potere in entrambi i periodi.
Insediamento preromano — una terza teoria suggerisce che l'ipogeo testimoni un insediamento ancora più antico, anteriore all'arrivo dei Romani nel II secolo a.C.
Nessuna delle tre è stata confermata definitivamente dagli scavi. Il mistero è reale, non costruito a fini turistici.
La struttura: cosa si vede
Dalla scalinata si accede alla camera centrale. Tre corridoi si aprono sulle pareti — uno di fronte alla scala, gli altri sui lati. I corridoi sono molto bassi: bisogna abbassarsi per percorrerli.
Le pareti sono un catalogo di elementi di difficile interpretazione: nicchie di varie dimensioni, loculi che potrebbero aver contenuto resti umani o offerte votive, bancali in pietra e mensole. La funzione precisa di sedili e panche rimane sconosciuta.
I tre mascheroni sono il pezzo più affascinante. Scolpiti nella pietra delle pareti, mostrano volti stilizzati con caratteristiche che gli studiosi hanno avvicinato alla tradizione celtica delle têtes coupées della Gallia meridionale — una pratica funeraria e rituale documentata in Francia ma rarissima in Italia. Se l'identificazione è corretta, l'ipogeo sarebbe una testimonianza eccezionale della presenza celtica nel Friuli preromano.
Come visitare
L'Ipogeo Celtico si trova in via Monastero Maggiore 2, a Cividale del Friuli, tra il Ponte del Diavolo e il Tempietto Longobardo.
Ingresso gratuito. Per accedere bisogna ritirare la chiave presso uno di questi due luoghi:
- Oratorio di Santa Maria in Valle (Tempietto Longobardo), Borgo Brossana — tel. 0432 700867
- Sportello Informagiovani/Informacittà, Piazza Paolo Diacono 10 — tel. 0432 710460
Il ritiro della chiave garantisce una visita autonoma senza guida. Per chi vuole approfondire, la visita si abbina naturalmente al Tempietto Longobardo nello stesso complesso e al Museo Archeologico Nazionale in Piazza del Duomo — insieme coprono tremila anni di storia cividalese dalla preistoria all'alto Medioevo.
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