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L'Impresa di Fiume: D'Annunzio, la vittoria mutilata e la Reggenza del Carnaro

L'Impresa di Fiume del 1919: D'Annunzio e i 1000 Legionari da Ronchi, la Reggenza del Carnaro e il Natale di Sangue del 1920. Storia e luoghi da visitare.

L'Impresa di Fiume: D'Annunzio, la vittoria mutilata e la Reggenza del Carnaro - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il 12 settembre 1919 mille uomini partono da Ronchi — oggi Ronchi dei Legionari, vicino a Trieste — e marciano su Fiume. Li guida Gabriele D'Annunzio, poeta, soldato, personaggio senza equivalenti nella storia italiana. Il governo italiano li definisce ribelli. La folla di Fiume li accoglie in delirio. Quindici mesi di storia cominciano in quella giornata, con un colpo di mano che non assomiglia a nulla di precedente e che anticipa, nel bene e nel male, molto di quello che l'Italia sarà nei decenni successivi.

Il contesto: la vittoria mutilata

Per capire l'Impresa di Fiume bisogna capire cosa succede a Versailles nel 1919. La Prima Guerra Mondiale è finita con la vittoria degli Alleati, ma alle trattative di pace il contributo italiano viene svalutato. Americani, Francesi e Inglesi ignorano le promesse del Patto di Londra del 1915 — con cui l'Italia era stata convinta ad entrare in guerra — soprattutto riguardo all'espansione verso la Jugoslavia. Il Presidente Wilson impone il principio di autodeterminazione dei popoli, ma lo applica in modo selettivo: quando Fiume, città a maggioranza italiana, chiede l'annessione all'Italia, Wilson si oppone. Il porto del Quarnaro e la stazione ferroviaria strategica per i mercati dell'Europa centrale devono restare alla Jugoslavia.

D'Annunzio conia la formula che cristallizza lo scontento nazionale: "vittoria mutilata". L'Italia ha vinto la guerra e perso la pace. Il malcontento è reale e diffuso — e D'Annunzio è l'unico in grado di trasformarlo in azione.

I Legionari e la marcia su Fiume

Un gruppo di granatieri propone a D'Annunzio di guidare un'azione diretta, ricalcando simbolicamente l'Impresa dei Mille di Garibaldi. Il numero scelto è lo stesso: 1.000 Legionari si riuniscono a Ronchi per organizzare la marcia. Il 12 settembre 1919 entrano a Fiume tra l'entusiasmo della popolazione.

Il Presidente del Consiglio Nitti esprime la sua disapprovazione. L'opinione pubblica si scatena. Mussolini sul Popolo d'Italia attacca Nitti con parole feroci. D'Annunzio non risponde agli attacchi ma definisce il premier "Cagoja" — lumaca pronta a ritirare la testa nel guscio.

La Reggenza del Carnaro: un esperimento politico

L'Impresa di Fiume non è solo un'occupazione militare. Il 12 agosto 1920 D'Annunzio proclama la Reggenza Italiana del Carnaro e con il sindacalista Alceste De Ambris elabora una costituzione che per l'epoca è straordinariamente avanzata: parità dei sessi, voto alle donne, divorzio, libertà di culto. Una città-stato sperimentale che anticipa istanze che l'Italia ufficiale non toccherà per decenni.

A Fiume arrivano personalità di primo piano: Arturo Toscanini e Guglielmo Marconi tra gli altri, per esprimere solidarietà all'impresa. La città diventa per quindici mesi un laboratorio politico e culturale unico in Europa.

Per garantire gli approvvigionamenti D'Annunzio istituisce un Ministero dei Colpi di Mano, con il sostegno del Sindacato dei Lavoratori del Mare e dei Ferrovieri, per dirottare treni e navi verso Fiume.

La fine: il Natale di Sangue

La Casa Savoia, preoccupata che la Reggenza del Carnaro potesse ribaltare il rapporto di forze e che i Legionari marciassero su Roma, fa richiamare Giovanni Giolitti. Giolitti firma il Trattato di Rapallo con la Jugoslavia e ordina alla Marina di bombardare Fiume.

I primi colpi di cannone centrano il palazzo del Governo. D'Annunzio viene ferito. Fa evacuare la popolazione civile e chiede una tregua al Governo italiano — che gliela nega. Per evitare una guerra fratricida tra italiani, il Vate si arrende. Seguono le Cinque giornate di Sangue del Natale 1920. I Legionari rientrano in Italia nel gennaio 1921.

Le conseguenze: la strada verso il fascismo

L'Impresa di Fiume lascia una traccia politica profonda. Molti dei partecipanti entrano nel partito fascista e simpatizzano per Mussolini, che nel 1922 realizza la Marcia su Roma — appena ipotizzata dai Legionari due anni prima. La retorica della vittoria mutilata, i rituali dei Legionari, il culto del capo carismatico: tutto ciò che D'Annunzio sperimenta a Fiume viene assorbito e amplificato dal fascismo.

Luoghi da visitare oggi

Ronchi dei Legionari (provincia di Gorizia) è il punto di partenza storico della marcia. Il paese ha dato il nome ai Legionari e ospita oggi l'aeroporto internazionale del Friuli Venezia Giulia. Una targa commemorativa ricorda il ruolo del paese nella storia dell'Impresa.

Fiume è oggi Rijeka, in Croazia, a circa 80 km da Trieste. Il centro storico conserva l'architettura del periodo italiano. Il Museo della Città di Rijeka dedica sezioni alla storia dell'Impresa di Fiume e al periodo della Reggenza del Carnaro.

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