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L'impianto urbanistico di Palmanova: fortezza a nove punte

Edificata nel 1593, Palmanova è la città-fortezza veneziana a forma di stella a nove punte. Un assetto militare plasmato su principi rinascimentali.

L'impianto urbanistico di Palmanova: fortezza a nove punte - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il 7 ottobre 1593, nel ventiduesimo anniversario della vittoria navale della Lega Santa a Lepanto, la Repubblica di Venezia posò la prima pietra di Palmanova. L'insediamento non nacque da un'espansione spontanea, ma fu progettato a tavolino come una perfetta macchina da guerra, destinata a sbarrare le incursioni ottomane e a contenere le mire espansionistiche degli Asburgo sulla pianura friulana.

L'utopia militare di Giulio Savorgnan e l'ennagono

Il cantiere fu affidato alla mente di Giulio Savorgnan, nobile di origine friulana e Soprintendente alle Fortezze della Serenissima. Savorgnan, già artefice di aggiornamenti balistici a Verona, Bergamo e Nicosia, non fece in tempo a vedere l'opera completata a causa della sua morte nel 1595. La direzione tecnica passò a Bonaiuto Lorini, che mantenne intatta la concezione originaria.

A differenza dei rigidi schemi a scacchiera castrense, la fortezza si sviluppa su una pianta a ennagono (un poligono a nove lati) conformata a stella. Questa complessa geometria radiale rispondeva in modo scientifico all'evoluzione delle armi da fuoco. Le vecchie e alte mura perpendicolari medievali erano diventate inutili contro le cannonate: servivano strutture basse, inclinate e massicci terrapieni capaci di assorbire l'energia cinetica dei proiettili, permettendo al contempo il fuoco incrociato dai bastioni per eliminare i punti ciechi.

La progettazione fu pesantemente influenzata dai trattatisti rinascimentali, tra cui Vincenzo Scamozzi, anch'egli presente nel cantiere. L'assetto richiamava la città ideale platonica e le direttive di Vitruvio, imponendo vie radiali convergenti verso l'esatto centro geometrico: la vasta Piazza Grande esagonale (anticamente Piazza d'Armi), dalla quale il comando militare poteva spostare rapidamente le truppe verso le mura.

Il simbolismo del tre e la gerarchia urbana

Il clima post-Concilio di Trento permeò la cartografia della fortezza, imponendo la rigida ricorrenza del numero tre e dei suoi multipli, simbolo della Trinità. L'ennagono stesso deriva dalla rotazione di tre triangoli. Le porte monumentali di accesso sono tre (Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia). Sulla piazza centrale convergono sei strade, che raddoppiano diventando dodici nei cerchi più esterni, ma solo tre di queste connettono direttamente la piazza alle porte. L'anello interno era riservato agli apparati di comando, la seconda fascia accoglieva le truppe mercenarie, mentre i bordi estremi ospitavano i depositi logistici.

Le tre cinte fortificate nei secoli

La superficie abitata racchiude circa 70 ettari, ma l'impronta complessiva del sistema difensivo si estende a ridosso della pianura attraverso chilometri di gallerie di contromina e fossati, articolandosi in tre cerchie difensive realizzate in tre epoche distinte.

I lavori della prima cerchia iniziarono con la fondazione nel 1593 e durarono trent'anni, definendo i nove baluardi (o puntoni) e le cortine rettilinee interposte. La seconda cerchia fu aggiunta a partire dal 1658 su progetto del conte Filippo Tommaso Bessetti Verneda. Il raggio delle artiglierie nemiche era aumentato e Venezia rispose innalzando nove rivellini esterni al fossato, strutture a freccia pensate per proteggere le porte e distanziare la linea di ingaggio. La terza cerchia fu imposta da Napoleone Bonaparte tra il 1806 e il 1813. Sfruttando le teorie ingegneristiche francesi, il capitano Laurent progettò nove lunette, elementi avanzati e incamiciati in pietra per difendersi dalle nuove tattiche di assedio imperiale. Furono inoltre edificate enormi caserme e polveriere a ridosso dei baluardi, come l'imponente struttura presso il baluardo Foscarini.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Palmanova in automobile è sufficiente percorrere l'Autostrada A4 Torino-Trieste (o la diramazione A23) e imboccare il casello dedicato, situato a meno di tre chilometri dall'ingresso di Porta Udine. Dal casello ci si immette rapidamente sulla viabilità circondariale che perimetra i terrapieni esterni.

Spostandosi a sud lungo la Strada Regionale 352 (SR352), a soli sei chilometri si incrocia Strassoldo, frazione agricola di Cervignano del Friuli nota per i suoi due castelli (di Sopra e di Sotto) di origine medievale, circondati da risorgive. Proseguendo sulla medesima direttrice verso la laguna per altri dieci chilometri, si entra nell'abitato di Aquileia, le cui vaste rovine del foro romano e del porto fluviale testimoniano il passato imperiale della capitale della X Regio Venetia et Histria.

Coordinate: 45.9055, 13.3098

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