Nel 1748, l'edificio ai civici 5 e 7 di via del Monte fu eretto per ospitare lo spedale israelitico di Trieste. Questa struttura, che nel corso dei decenni assunse funzioni scolastiche, divenne nei primi trent'anni del Novecento il baricentro logistico del Comitato italiano di assistenza agli emigranti ebrei. Per migliaia di profughi in fuga dai pogrom dell'Europa orientale e, successivamente, dalle persecuzioni del Terzo Reich, il porto giuliano rappresentò l'ultimo approdo continentale prima dell'imbarco verso la Palestina o le Americhe. Fu questa funzione di transito e salvezza a conferire a Trieste l'appellativo di Sha' Ar Zion (Porta di Sion).
Dallo spedale settecentesco all'istituzione del 1993
Il Museo della comunità ebraica "Carlo e Vera Wagner" fu istituito ufficialmente nel 1993 per iniziativa di Mario Stock, con l'obiettivo di centralizzare in un'unica sede espositiva permanente il patrimonio storico e liturgico triestino. La sede di via del Monte è essa stessa un reperto: tra le sue mura operò una piccola sinagoga di rito ashkenazita, attiva fino al 1987, frequentata dai profughi in attesa di imbarco.
Il recente intervento di riallestimento, conclusosi nel 2015, ha trasformato gli ambienti in un percorso didattico e storiografico che articola la presenza ebraica a Trieste non come elemento isolato, ma come motore economico e culturale dello sviluppo emporiale asburgico.
Argenti veneziani e Patenti Teresiane: l'eredità delle schole
Il nucleo principale della collezione di Judaica è costituito dai tesori provenienti dalle antiche schole (sinagoghe) di rito tedesco, spagnolo e italiano, smantellate dopo l'inaugurazione del Tempio Maggiore nel 1912. La sezione di oreficeria sbalzata presenta manufatti di manifattura veneziana del XVIII e XIX secolo, tra cui spicca una piastra d'argento per i rotoli della Torah datata 1593, recante iscrizioni in caratteri gotici.
Di estremo rigore documentale sono le due Patenti Sovrane concesse dall'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo nel 1771. Questi documenti rappresentano il cardine legislativo dell'integrazione ebraica nel tessuto cittadino, sancendo l'esenzione dall'obbligo del segno giallo distintivo e l'abolizione delle tasse personali discriminatorie. La sezione dedicata alla Shoah conserva invece gli oggetti razziati dalle forze d'occupazione naziste durante la seconda guerra mondiale, restituiti alla comunità dal Ministero del Tesoro nel 2000; una parte di questo archivio materiale è oggi depositata presso il Memoriale dello Yad Vashem a Gerusalemme.
L'orto lapidario Gal Avanim e lo smantellamento del colle
Sul retro della struttura si estende il lapidario "Gal Avanim", dove sono state collocate le poche stele superstiti del vecchio cimitero ebraico. Quest'ultimo, fondato nel 1446, occupava originariamente il versante nord-occidentale del colle di San Giusto. L'area fu espropriata dal Comune nella metà dell'Ottocento per la creazione del Parco della Rimembranza.
Le salme furono traslate nell'ossario dell'attuale cimitero di via della Pace, ma le lapidi conservate in via del Monte rimangono l'unica prova tangibile della continuità insediativa ebraica nel periodo medievale e moderno. La presenza di una targa con i versi di Umberto Saba, all'inizio della via, segna il confine fisico e simbolico di quello che fu il perimetro della memoria comunitaria prima dell'espansione urbana di epoca asburgica.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere il Museo in automobile, si percorre l'Autostrada A4 Torino-Trieste fino alla barriera del Lisert. Si prosegue lungo il Raccordo Autostradale 13 (RA13) entrando in città tramite la Strada Statale 202 (SS202) in direzione Centro/Rive. Via del Monte è situata in una zona a traffico limitato tra piazza Unità d'Italia e il colle di San Giusto; si consiglia la sosta nei parcheggi presso le Rive o il Molo IV.
Nelle immediate vicinanze, procedendo verso l'altopiano carsico tramite la SS14, si raggiunge la frazione di Basovizza, sede del Monumento Nazionale della Foiba. Verso sud, lungo la viabilità litoranea, si arriva al comune di Muggia, antico borgo di impronta veneziana. Dirigendosi a nord-ovest lungo la costa, è possibile visitare Duino, frazione del comune di Duino-Aurisina nota per le falesie calcaree e il castello trecentesco.
Coordinate: 45.6484, 13.7747
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