Sessanta metri di cinta muraria romana corrono ininterrotti sotto le pavimentazioni in vetro di Borgo San Domenico, a Cividale del Friuli. Il Castello Canussio non è una semplice roccaforte, ma il più vasto complesso civile di epoca tardoantica sopravvissuto nel Friuli-Venezia Giulia. L'edificio si innesta direttamente sopra la seconda linea difensiva dell'antica Forum Iulii, rivelando una netta stratificazione che spazia dall'età tardo-repubblicana alle aggiunte architettoniche ottocentesche.
Dalla torre romana alle merlature ottocentesche
Le fondamenta strategiche della struttura risalgono al I secolo a.C., periodo in cui Cividale divenne uno snodo essenziale per il controllo militare di Roma verso est. Gli scavi archeologici, condotti in più fasi tra il 1991 e il 2000 sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia, hanno portato alla luce la base di una primitiva torre quadrangolare e il massiccio muro di contenimento. L'evoluzione difensiva non si arrestò: nel V secolo e in successiva epoca gotica vennero integrate torri a base poligonale, di cui restano ampie tracce documentali.
A partire dal XII secolo, l'impianto passò sotto il controllo della famiglia guelfa dei Canussio, giunta dai territori del Medio Friuli. Il casato ne mantenne la proprietà ininterrottamente fino al crepuscolo del diciannovesimo secolo, quando cedette il complesso al barone austriaco Dionigi Craigher. Fu la sua direzione dei lavori a stravolgere i prospetti originari, applicando una rigorosa veste neogotica: la struttura assunse i connotati odierni, completata con torrette cilindriche, innesti a base quadrata e severi coronamenti a merli ghibellini. Negli anni Novanta del Novecento i discendenti dei Canussio hanno infine riacquisito la tenuta, avviando un restauro mirato a isolare ed esporre i resti più antichi.
Pavimenti trasparenti e fondazione umanistica
L'integrazione strutturale tra il palazzo in elevazione e gli scavi sottostanti è visibile senza filtri. Camminando nei saloni del piano terra, ampie sezioni di pavimentazione in vetro stratificato mostrano l'andamento del tracciato romano e un profondo pozzo-cisterna, mantenuto in uso fino a pochi decenni fa. Altri frammenti di questa fortificazione emergono a cielo aperto nel giardino retrostante di 600 metri quadrati. I restauri hanno inoltre permesso di recuperare alcune bifore altomedievali e monofore lungo la facciata settentrionale.
Oltre a ospitare congressi ed eventi privati di rappresentanza, le sale del castello sono la sede ufficiale della Fondazione intitolata all'umanista rinascimentale Niccolò Canussio, autore nel 1476 della cronaca storiografica De Restitutione Patriae. Proprio da questa area nord del perimetro urbano prende il via l'itinerario certificato dall'UNESCO per l'esplorazione dell'impronta lasciata dal popolo longobardo in Italia.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Cividale in automobile, il tragitto più diretto prevede l'uscita al casello di Udine Sud sull'Autostrada A23. Da lì, ci si immette sulla Tangenziale Est del capoluogo friulano, imboccando l'uscita per la Strada Statale 54 (SS54), che dopo circa 15 chilometri conduce direttamente all'ingresso di Cividale. Il Castello si trova nel quadrante settentrionale dell'abitato, lungo Via Niccolò Canussio.
Poco oltre la cittadina cividalese, la SS54 risale la stretta vallata immettendosi nelle Valli del Natisone: a breve distanza si incontra San Pietro al Natisone, baricentro linguistico e culturale della Slavia Friulana (o Benecia). Procedendo invece in direzione ovest, a cinque chilometri dalle mura, si attraversa l'abitato di Moimacco, un comune circondato dai pendii marnosi dei Colli Orientali del Friuli, dove l'economia agricola ha modellato il paesaggio con terrazzamenti a vigneto.
Coordinate: 46.0957, 13.4332
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