🏛 Arte & Cultura · 3 min di lettura

Giovanni da Udine: gli stucchi romani e l'eredità friulana

Allievo di Raffaello e scopritore della ricetta chimica dello stucco romano, Giovanni da Udine progettò la fontana di Piazza Matteotti e la propria dimora.

Giovanni da Udine: gli stucchi romani e l'eredità friulana - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Calatosi con funi e torce nelle cavità sotterranee del colle Oppio a Roma per ispezionare le rovine della Domus Aurea neroniana, il pittore Giovanni Nani — passato alla storiografia come Giovanni da Udine — riuscì a isolare e riprodurre la formula chimica dello stucco romano antico. Questa miscela, basata sull'aggregazione di calce viva e polvere fine di marmo bianco, gli garantì l'accesso diretto e la direzione tecnica dei cantieri vaticani all'interno della bottega di Raffaello Sanzio.

Dalle grottesche vaticane al Sacco di Roma

Il pittore udinese si specializzò nell'esecuzione delle grottesche, un sistema decorativo parietale di matrice classica che ibrida geometrie, architetture illusorie e figure teratologiche su sfondi chiari. Sfruttando questa tecnica pittorica e la resistenza del nuovo stucco, Giovanni da Udine guidò i lavori delle Logge Vaticane (1517-1519) in stretta collaborazione con Perin del Vaga, occupandosi in seguito dei rilievi plastici di Villa Madama e della Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze.

L'affidabilità meccanica del suo "vero stucco antico" fu collaudata in modo drastico proprio a Villa Madama: i rivestimenti plastici sopravvissero all'esposizione meteorologica e, soprattutto, resistettero agli incendi appiccati dalle milizie dei Lanzichenecchi durante l'occupazione e il Sacco di Roma del 1527.

Il rientro a Udine e le architetture civili

Tornato in Friuli per sfuggire all'instabilità pontificia, Giovanni assunse nel 1552 la carica di architetto generale dei lavori pubblici della sua città natale, Udine. Il suo intervento sull'arredo urbano udinese è ancora ispezionabile al centro di Piazza San Giacomo (oggi Piazza Matteotti), dove nel 1543 progettò e fece innalzare la fontana pubblica monumentale, mutuando e scalando le proporzioni dell'idraulica romana per adattarle al tessuto edilizio locale.

A lui fu inoltre affidato il progetto per il ridisegno della scalinata d'accesso al Castello di Udine e per il quadrante della Torre dell'Orologio nell'attuale Piazza Libertà.

Gli affreschi obliterati e la dimora superstite

Gran parte delle committenze pittoriche friulane in esterni ha subito danni irreparabili. È il caso delle facciate della chiesa di Santa Maria dei Battuti: le decorazioni a fresco di Giovanni vennero inizialmente aggredite dagli agenti atmosferici per poi essere definitivamente coperte e obliterate da pesanti scialbature di calce, applicate dalle autorità cittadine con intenti di disinfezione sanitaria durante le cicliche epidemie.

Rimane invece intatto l'impianto della sua residenza privata situata lungo via Gemona. L'edificio, un solido blocco architettonico di metà Cinquecento progettato dallo stesso artista, fungeva da abitazione e da studio. Giovanni da Udine si spense nel 1564 a Roma; secondo le sue precise disposizioni testamentarie, le spoglie vennero tumulate all'interno del Pantheon, a pochi metri dal sarcofago di Raffaello.

Come arrivare e dintorni

Il centro di Udine è raggiungibile in automobile sfruttando l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Svincolando ai caselli di Udine Nord o Udine Sud, ci si immette sulla rete delle tangenziali cittadine seguendo le indicazioni per il centro storico. I veicoli vanno obbligatoriamente posteggiati nei grandi parcheggi in struttura perimetrali (Piazza Primo Maggio, Parcheggio Magrini, Moretti) per poi accedere all'area pedonale di Piazza Matteotti e via Gemona.

Sfruttando il baricentro geografico di Udine, procedendo verso est sulla Strada Statale 54 (SS54) si raggiunge in circa venti minuti Cividale del Friuli, ispezionando il Tempietto Longobardo e l'ipogeo celtico. Viaggiando invece in direzione sud-est lungo la SR56, si approda al nodo di Palmanova, architettura militare tracciata dai veneziani alla fine del Cinquecento secondo le rigorose geometrie difensive della fortezza a stella.

Coordinate: 46.063714, 13.235123

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.