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Ente Friuli nel Mondo e la rete dei Fogolârs Furlans

Dal 1953 l'Ente Friuli nel Mondo coordina oltre 140 Fogolârs Furlans nei cinque continenti. Storia dell'emigrazione e tutela della lingua friulana.

Ente Friuli nel Mondo e la rete dei Fogolârs Furlans - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il 20 giugno 1953, nel capoluogo friulano, fu formalmente costituito l'Ente Friuli nel Mondo. L'obiettivo dell'associazione, riconosciuta di interesse dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, era mappare e organizzare la vasta rete di emigrati allontanatisi dal territorio in diverse ondate demografiche. Da oltre settant'anni, l'ente coordina più di 140 sedi fisiche denominate Fogolârs Furlans, dislocate in cinque continenti, attestandosi come la più antica associazione di rappresentanza dell'emigrazione italiana.

La funzione sociale dei Fogolârs Furlans

La terminologia Fogolâr deriva dalla struttura architettonica del camino centrale delle abitazioni rurali friulane, storicamente fulcro delle attività domestiche. Nelle nazioni di destinazione, questi centri fungono da avamposti per il mantenimento dei legami linguistici e anagrafici con la terra d'origine. Le sedi aggregano non solo locutori della lingua friulana, ma anche individui provenienti dalle altre minoranze storiche regionali: lingua veneta, dialetti di ceppo germanico, resiano e sloveno beneciano.

In affiancamento ai Fogolârs, opera una rete di sodalizi minori registrati sotto la nomenclatura di Fameis Furlanis (famiglie friulane), che in territorio francese assumono la denominazione specifica di France-Frioul.

Il perimetro geopolitico del Friuli Storico

L'affiliazione a queste strutture si basa sul concetto di "Friuli Storico" (Friûl in friulano, Friaul in tedesco, Furlanija in sloveno). Questa macro-area culturale non coincide in toto con l'attuale perimetrazione amministrativa regionale. Essa comprende la pianura veneto-friulana a est del fiume Livenza e settori delle Alpi Carniche e Giulie.

L'etimologia del territorio deriva da Forum Iulii, l'insediamento romano corrispondente all'odierna Cividale del Friuli, divenuta in seguito capitale del Ducato longobardo istituito nel 569 d.C. Questa configurazione storica permette la costituzione di Fogolârs e l'affiliazione di soci anche in comuni dell'isontino come Monfalcone o nel mandamento veneto di Portogruaro.

Flussi migratori contemporanei e nuove aperture

L'espansione della rete non è limitata all'emigrazione primonovecentesca o del secondo dopoguerra. L'evoluzione demografica ed economica ha mutato il profilo degli espatriati, oggi caratterizzato da flussi di professionisti qualificati. Questa dinamica ha portato all'apertura di nuovi centri operativi: nel 2023 è stato inaugurato il Fogolâr di Hvolsvollur in Islanda, seguito nel 2024 dalla sede di Tenerife nelle Isole Canarie.

Nel continente sudamericano, dove l'immigrazione tardo-ottocentesca ha lasciato chiare impronte toponomastiche (come gli insediamenti di Nova Udine e Fontana Freda), è stato attivato l'ottavo circolo brasiliano nella Serra Gaúcha, a Bento Gonçalves. Per mantenere i contatti intercontinentali, l'Ente pubblica a cadenza mensile una rivista cartacea bilingue italiano-friulano per aggiornare i circa 20.000 soci globali.

L'inquadramento filologico della lingua friulana

L'elemento di maggiore coesione identitaria della diaspora è l'utilizzo del friulano (furlan o marilenghe). Si tratta di una lingua romanza appartenente al gruppo gallo-romanzo, strutturata su origini neolatine con influenze derivate dal successivo dominio longobardo e franco. L'impianto linguistico di base si è innestato a seguito della conquista militare romana delle tribù carniche, avvenuta nel 115 a.C.

Oggi l'idioma è diffuso nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e nel vicino Veneto, suddiviso formalmente in quattro varianti: centrale, goriziano, concordiese e carnico. Le attestazioni documentali più antiche rinvenute si trovano nel Rotolo censuale del Capitolo di Aquileia (attorno al 1150) e in un atto notarile redatto a Cividale del Friuli il 13 aprile 1380, contenente i frammenti di una villotta. L'ordinamento giuridico italiano ha riconosciuto il friulano come lingua di minoranza storica tramite la Legge 482/1999, completata a livello statutario dalla Legge Regionale 29/2007.

Come arrivare e dintorni

L'accesso alla città di Udine, sede centrale e operativa dell'Ente Friuli nel Mondo, è garantito dall'Autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio). A seconda della provenienza, è possibile utilizzare i caselli di Udine Nord o Udine Sud, immettendosi successivamente sulla Tangenziale Ovest (SS13) e seguendo la viabilità ordinaria verso il perimetro del centro storico cittadino.

Esplorare la provincia udinese permette di mappare le radici storiche dell'identità regionale. A diciassette chilometri verso est, percorrendo la Strada Statale 54, si raggiunge Cividale del Friuli, fondazione giuliana ed ex sede patriarcale riconosciuta sito UNESCO. Spostandosi a sud-ovest lungo la SS13, si attraversa invece Campoformido, borgo rurale divenuto crocevia storico per il trattato napoleonico del 1797 che ridisegnò i confini geopolitici dell'intero scacchiere europeo nord-orientale e della Repubblica di Venezia.

Coordinate: 46.061944, 13.237778

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