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Il Duomo Dogale di Palmanova e il campanile tronco

Il Duomo Dogale affacciato sulla piazza esagonale di Palmanova nasconde un campanile volutamente tronco per eludere i colpi dell'artiglieria nemica.

Il Duomo Dogale di Palmanova e il campanile tronco - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel 1776, quando la Repubblica di Venezia autorizzò la costruzione della torre campanaria per il Duomo Dogale di Palmanova, impose un vincolo militare inderogabile: la struttura non avrebbe dovuto superare in altezza la linea del tetto della cattedrale. Un profilo più slanciato, infatti, avrebbe fornito un punto di riferimento balistico per l'artiglieria nemica appostata all'esterno della fortezza a stella. Oggi, questo campanile tronco rappresenta l'anomalia architettonica più evidente dell'edificio che domina l'esagono di Piazza Grande.

La facciata in pietra d'Istria e l'enigma del progetto

La posa della prima pietra del Duomo risale al 1603. Sebbene l'impianto urbanistico della città-fortezza sia opera di Vincenzo Scamozzi, la paternità specifica della chiesa è dibattuta e viene spesso ascritta all'ufficio veneziano delle fortificazioni o alla cerchia di Baldassare Longhena. Il fronte dell'edificio è interamente rivestito in pietra bianca d'Istria, un calcare compatto resistente all'erosione e tipico dell'architettura di Stato veneziana.

La facciata è ripartita in due ordini orizzontali, scanditi verticalmente da quattro coppie di lesene: ioniche nel registro inferiore e doriche in quello superiore, arricchite da triglifi. L'ordine alto ospita tre nicchie contenenti le sculture dei compatroni della fortezza (il Redentore, San Marco e Santa Giustina), mentre i cartigli in pietra celebrano i provveditori veneti e la nobile famiglia Donà delle Rose, amministratori del presidio militare.

La Pala delle Milizie e l'apparato decorativo

L'interno si sviluppa su un'unica, vasta navata, pensata originariamente per accogliere in assemblea l'intera guarnigione militare. L'identità marziale di Palmanova trova la sua massima espressione pittorica nella Pala delle Milizie, tela realizzata nel 1641 da Alessandro Varotari, detto il Padovanino. Commissionata dalla famiglia Gradenigo, l'opera riunisce i santi protettori delle armi: San Teodoro in assetto da guerra con il vessillo della vittoria, Santa Barbara (patrona degli artiglieri) appoggiata alla culatta di un cannone, e San Michele Arcangelo impegnato nella lotta, osservati da San Bartolomeo e San Girolamo.

Lungo le pareti laterali sono esposte le stazioni della Via Crucis, dipinte a olio su tela e attribuite alla bottega di Giambattista Tiepolo, oltre a una scultura lignea della Madonna in Trono riconducibile alla scuola quattrocentesca di Domenico da Tolmezzo. L'illuminazione dell'aula è fornita in parte da un lampadario di matrice profana, originariamente installato nel vicino teatro cittadino Gustavo Modena.

Come arrivare e dintorni

Palmanova si raggiunge in automobile viaggiando sull'autostrada A4 Torino-Trieste, uscendo all'omonimo casello. Dallo svincolo è sufficiente seguire la viabilità statale (SR352) in direzione nord per circa due chilometri, accedendo al centro storico attraversando in galleria una delle tre porte monumentali (Porta Udine, Porta Cividale o Porta Aquileia) che perforano i bastioni difensivi. Il parcheggio è consentito direttamente sull'anello perimetrale interno di Piazza Grande.

Uscendo dalla fortezza e procedendo verso sud lungo la SR352, si attraversa il nodo fluviale di Cervignano del Friuli per poi raggiungere gli scavi archeologici e la basilica della città romana di Aquileia. A breve distanza verso nord, nel comune di Trivignano Udinese, sorge invece il borgo agricolo di Clauiano, caratterizzato da antiche case padronali e recinzioni edificate sfruttando i ciottoli grezzi prelevati dal greto del torrente Torre.

Coordinate: 45.905626, 13.310323

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