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Il Duomo di Udine: architettura patriarcale e opere del Tiepolo

Eretto nel 1236 per volere patriarcale, il Duomo di Udine nasconde sotto le forme gotiche della facciata una profonda ristrutturazione barocca settecentesca.

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Nel 1236, su disposizione del patriarca Bertoldo di Andechs, presero il via i lavori per l'edificazione del Duomo di Udine, posizionandolo sul sedime precedentemente occupato da una pieve dedicata a San Gerolamo. L'impianto architettonico originario, modellato sulle aule di predicazione francescane e dedicato a Sant'Odorico da Pordenone, subì nel tempo una metamorfosi strutturale e decorativa, culminata con l'intervento barocco del Settecento prima di essere ricondotto, limitatamente agli esterni, al suo aspetto trecentesco nel Novecento.

I portali esterni e la torre campanaria incompiuta

La facciata a salienti, rivestita in cotto, è ritmata da portali di diverse epoche. Il Portale della Redenzione, posizionato centralmente, è una struttura trecentesca di matrice nordica: i bassorilievi del timpano raffigurano la Nascita, la Crocifissione, la Resurrezione e l'Agnus Dei. Sul fianco meridionale si apre un portale rinascimentale realizzato da Carlo da Carona, mentre le aperture laterali della facciata sono integrazioni in falso stile gotico aggiunte durante i restauri del Novecento.

La massiccia torre campanaria che si innesta sul fianco dell'edificio fu progettata nel 1441 da Cristoforo da Milano. I lavori si interruppero quasi subito, lasciando l'opera incompiuta nella sua forma tozza. Il basamento del campanile ospita oggi le sale del Museo del Duomo, il cui reperto cardine è il sarcofago marmoreo commissionato dal patriarca Bertrando di San Genesio nel 1343, divenuto successivamente la sua stessa sepoltura.

La navata destra e l'intervento di Giambattista Tiepolo

L'interno, ridefinito nel Settecento dagli architetti Domenico Rossi e Abondio Stazio, è a navata unica fiancheggiata da cappelle laterali intercomunicanti. La navata destra custodisce una densità pittorica di assoluto rilievo per la storiografia artistica veneta.

La Cappella della Santissima Trinità espone una pala di Giambattista Tiepolo, affiancata da due tele di Pomponio Amalteo (1555) che originariamente fungevano da portelle dell'organo. Procedendo verso il presbiterio, la Cappella del Santissimo Sacramento concentra il vertice dell'espressività giovanile tiepolesca a Udine: i dipinti della Resurrezione (circa 1730), degli Angeli cantori, dell'Apparizione dell'angelo ad Abramo e del Sacrificio di Isacco delineano il netto distacco cromatico e compositivo dal tenebrismo seicentesco.

L'eredità Manin nel Presbiterio e l'Aula di San Nicolò

Il presbiterio rappresenta l'apice dell'aggiornamento settecentesco, finanziato in larga parte dalla famiglia patrizia dei Manin, i cui massicci mausolei marmorei occupano le pareti laterali dello spazio sacro. L'altare maggiore, opera di Giuseppe Torretti, ingloba sculture raffiguranti il Patriarca Bertrando in fase di risveglio, protetto dall'Arcangelo Gabriele e dalla Vergine. Ai lati del presbiterio trovano posto i due organi monumentali a canne, le cui cantorie sono decorate rispettivamente con i cicli pittorici di Giovanni Antonio Pordenone (cornu epistolae) e con le scene della vita di Cristo (cornu evangelii).

Sopravvissuta alla sovrascrittura barocca, alle spalle dell'altare maggiore si cela l'accesso alla Cappella di San Nicolò. Lo spazio custodisce uno dei cicli pittorici più rilevanti del Trecento friulano, attribuito alla scuola di Vitale da Bologna, con riquadri che narrano gli episodi salienti della vita del santo.

Come arrivare e dintorni

Il centro storico di Udine è raggiungibile in automobile sfruttando l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Si consiglia l'uscita Udine Sud, proseguendo poi lungo la tangenziale cittadina in direzione nord, fino agli svincoli che immettono sulla viabilità urbana di penetrazione (Viale Palmanova, Piazzale Cella). I veicoli possono essere lasciati nei parcheggi in struttura multipiano adiacenti al centro (come il parcheggio Magrini o Moretti), per poi accedere alla zona a traffico limitato in cui è situata Piazza Duomo.

Dalla piazza del Duomo, percorrendo via Vittorio Veneto, si accede rapidamente a Piazza Libertà, considerata lo spazio di matrice veneziana meglio conservato sulla terraferma, dominata dalla Loggia del Lionello e dalla Torre dell'Orologio. Da qui, superando l'Arco Bollani, progettato dal Palladio, si risale la pendenza collinare per ispezionare il Castello di Udine, sede dei Musei Civici e punto di osservazione che spazia dai colli morenici alla corona delle Alpi Giulie.

Coordinate: 46.061732, 13.237233

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