🏛 Arte & Cultura · 3 min di lettura

Il Duomo di Muggia e il gotico veneziano in Istria

Consacrato nel 1263, il Duomo di Muggia domina la piazza principale con la sua facciata in pietra d'Istria a terminazione trilobata di matrice veneziana.

Il Duomo di Muggia e il gotico veneziano in Istria - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il 29 dicembre 1263, il vescovo di Trieste Arlongo dei Visogni consacrò ufficialmente la pieve dedicata ai Santi Giovanni e Paolo, edificata colmando il dislivello sui resti di un precedente edificio ecclesiastico a tre absidi. Questa fondazione attesta la prima base strutturale romanica del Duomo di Muggia, sebbene l'estetica attuale dell'edificio sia il risultato di un radicale aggiornamento architettonico avvenuto due secoli più tardi, coincidente con la dedizione della città alla Repubblica di Venezia.

Il coronamento trilobato e la pietra d'Istria

Tra il 1444 e il 1467, la facciata a salienti venne interamente smantellata e riprogettata secondo i canoni del gotico veneziano. Il fronte fu rivestito con lastre squadrate in pietra bianca d'Istria, un calcare compatto ed estremamente resistente alla salsedine, estratto dalle cave della penisola limitrofa. La peculiarità visiva della facciata risiede nel suo coronamento a terminazione trilobata, che dissimula l'andamento a spioventi del tetto retrostante.

Al centro della geometria si apre un rosone traforato, il cui nucleo ospita un tondo a bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino. Il perimetro del rosone è circondato da tre lastre epigrafiche che documentano le fasi del cantiere quattrocentesco: l'iscrizione superiore cita l'avvio dei lavori sotto l'episcopato di Nicolò dell'Aldegarda, mentre quella di destra menziona il podestà Pietro Dandolo, sotto la cui amministrazione l'opera fu portata a compimento. Il livello inferiore della facciata è scandito da due alte finestre ogivali che inquadrano il portale principale, sormontato da una lunetta ad arco inflesso contenente il rilievo della Santissima Trinità adorata dai santi titolari.

Il campanile di trachite e gli altari perduti

Addossata al fianco dell'edificio sorge la torre campanaria a base quadrata, la cui muratura nuda suggerisce un'edificazione di avvistamento e difesa antecedente a quella della chiesa stessa. Alta 35 metri e divisa in quattro ordini, la struttura è irrigidita agli angoli da massicce cornici in trachite euganea, una roccia vulcanica di colore scuro che crea un netto stacco cromatico con la pietra d'Istria del corpo principale. La cella campanaria superiore è traforata da bifore, mentre il meccanismo di base dell'orologio affacciato sulla piazza risulta documentato negli archivi fin dal Trecento.

All'interno, l'impianto basilicale si divide in tre navate sostenute da pilastri. Le operazioni di ripristino razionalista condotte a partire dal 1930 hanno rimosso gli innesti e gran parte degli altari barocchi successivi, con l'intento di restituire l'austerità medievale all'aula. Lungo la navata centrale, sfuggito all'intonacatura dei secoli seguenti, è emerso un frammento di affresco trecentesco. L'attuale altare maggiore in pietra fu consacrato dal vescovo Giorgio Dobrila nel 1877.

In controfacciata, poggiato sulla cantoria in legno, è installato l'organo a canne Mascioni opus 939, costruito e collaudato nel 1971. Si tratta di uno strumento a trasmissione mista (trazione meccanica per manuali e pedale, elettrica per i registri), dotato di sedici registri indipendenti.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere il centro storico di Muggia dal nodo autostradale di Trieste (termine della A4), è necessario percorrere in automobile la Strada Statale 202 (SS202) Triestina in direzione sud, immettendosi successivamente sulla Strada Provinciale 14 (SP14). Questa direttrice costeggia il litorale industriale e la baia, fino a terminare nelle aree di sosta situate a ridosso del Mandracchio muggesano.

Il contesto territoriale in cui ci si muove rappresenta l'unico lembo di terra geograficamente istriano rimasto all'interno dei confini italiani dopo i trattati del dopoguerra. A monte dell'attuale centro urbano, percorrendo la viabilità collinare di via Salita di Muggia Vecchia, si raggiunge il Parco Archeologico del Castrum Muglae, che conserva la Basilica romanica di Santa Maria Assunta (X secolo) e i resti dell'insediamento medievale cinto da mura. Dirigendosi invece verso l'entroterra in direzione San Dorligo della Valle, il paesaggio si trasforma bruscamente nel solco inciso della Riserva Naturale della Val Rosandra, canyon carsico dominato da pareti calcaree verticali.

Coordinate: 45.602714, 13.767228

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.