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Il Duomo di Gemona: scultura gotica e rinascita sismica

Costruito nel Trecento e ricostruito per anastilosi dopo il sisma del 1976, il Duomo di Gemona sfoggia un San Cristoforo lapideo alto sette metri esatti.

Il Duomo di Gemona: scultura gotica e rinascita sismica - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Alle ore 21:00 del 6 maggio 1976, la navata destra del Duomo di Santa Maria Assunta collassò sotto la spinta di una scossa sismica di magnitudo 6.5. Oggi, entrando nell'edificio, l'osservatore attento può notare una lieve ma permanente inclinazione delle massicce colonne in pietra rossa locale che separano le tre navate. È la cicatrice strutturale che i restauratori hanno deciso di non correggere durante i lavori di ricostruzione per anastilosi, conclusisi nei primi anni Novanta.

Il San Cristoforo di Maestro Giovanni e l'apparato scultoreo

La genesi architettonica dell'edificio risale alla fine del XIII secolo, quando il consiglio cittadino affidò a Maestro Giovanni la riedificazione di una preesistente pieve altomedievale. L'elemento di maggiore rottura visiva della facciata romanico-gotica si trova sulla destra del portale d'ingresso: un San Cristoforo scolpito tra il 1331 e il 1332, alto sette metri e composto assemblando sei enormi blocchi di pietra. Il colosso fu commissionato dai mercanti locali per fungere da avvertimento e protezione, visibile a grande distanza, per i viandanti che percorrevano la rotta commerciale verso i valichi alpini.

Sopra il portale, la facciata è traforata da tre rosoni asimmetrici. Quello centrale, caratterizzato da un doppio giro di archi intrecciati di stretta derivazione veneziana, fu realizzato dal tagliapietre Maestro Buzeta tra il 1334 e il 1336. Ad inquadrare visivamente il rosone concorre la "Galleria dell'Epifania": una sequenza orizzontale di nove nicchie ad arco acuto che ospitano altorilievi raffiguranti il corteo dei Re Magi, l'adorazione e il sonno della Sacra Famiglia. Il lato sinistro della parete frontale integra l'equilibrio della facciata con sculture trecentesche addossate che ritraggono il Cristo Benedicente, San Michele Arcangelo e Santa Caterina d'Alessandria.

La torre campanaria e la logica del restauro moderno

Accanto all'edificio chiesastico svetta la torre campanaria isolata, le cui fondazioni originarie risalgono al 1341. Anch'essa subì un crollo quasi totale durante le scosse del 1976. Il suo recupero ha rappresentato un banco di prova fondamentale per l'ingegneria antisismica: i conci di pietra originali, accuratamente numerati, catalogati e recuperati manualmente dalle macerie, sono stati riposizionati secondo l'ordine esatto ("dov'era e com'era"), andando a rivestire e nascondere un'anima moderna in cemento armato che ne garantisce l'elasticità e la tenuta contro le future sollecitazioni telluriche.

Come arrivare e dintorni

Il Duomo si raggiunge in automobile percorrendo l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio e imboccando l'uscita al casello di Gemona-Osoppo. Da lì, è necessario immettersi sulla Strada Statale 13 (SS13) Pontebbana procedendo in direzione nord per circa sei chilometri, per poi agganciare la viabilità urbana in salita che risale i primi contrafforti del Monte Glemine fino al piazzale del Duomo.

A breve distanza a nord di Gemona, seguendo la direttrice della SS13, si accede a Venzone, borgo murato che conserva l'impianto urbanistico fortificato medievale e la celebre Cripta della Cappella di San Michele, contenente i corpi mummificati in epoca moderna. Spostandosi in direzione sud-ovest e oltrepassando il ponte sul fiume Tagliamento, si raggiunge la Fortezza di Osoppo, un colle militarizzato la cui complessa stratificazione documenta installazioni difensive e trincee dalla dominazione veneziana sino alla Prima Guerra Mondiale.

Coordinate: 46.276326, 13.139682

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