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Cividale del Friuli: i tesori longobardi patrimonio UNESCO

Sito UNESCO dal 2011, Cividale del Friuli custodisce il Tempietto Longobardo e l'Altare di Ratchis, vertici dell'arte medievale dei Luoghi del Potere.

Cividale del Friuli: i tesori longobardi patrimonio UNESCO - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Dal 25 giugno 2011, Cividale del Friuli è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO all'interno del sito seriale "I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)". La città, fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii (da cui deriva il nome "Friuli"), assunse un ruolo politico centrale nel 568 d.C., quando il re Alboino la scelse come prima capitale del Ducato longobardo, affidandone il controllo al nipote Gisulfo I. Durante il dominio germanico, il centro fu rinominato Civitas Austriae (Città dell'Est), toponimo da cui trae origine l'attuale "Cividale".

L'Area della Gastaldaga e l'egemonia patriarcale

Il riconoscimento UNESCO si concentra nel nucleo storico della "Gastaldaga", l'antico quartiere riservato al Gastaldo (il rappresentante del re), e nel complesso episcopale. L'importanza della città crebbe ulteriormente nel 737 d.C., quando il Patriarca di Aquileia, Callisto, vi trasferì la sede patriarcale per sfuggire alle minacce bizantine. Questa convergenza di potere temporale e spirituale favorì una fioritura artistica nota come "Rinascenza Liutprandea", di cui Cividale conserva le testimonianze più integre a livello internazionale.

Il Tempietto Longobardo (Oratorio di Santa Maria in Valle)

Edificato intorno alla metà dell'VIII secolo come cappella palatina per il duca Astolfo e la consorte Giseltrude, il Tempietto Longobardo rappresenta la sintesi tra l'estetica classica e la cultura germanica. L'aula a pianta quadrata, con volta a crociera e presbiterio a tre navatelle, è celebre per l'apparato decorativo in stucco e affresco.

  • Le Sante in stucco: Lungo la parete d'ingresso, un fregio a rilievo raffigura sei figure femminili (Sante e Martiri) di derivazione bizantina, modellate con una tecnica che dimostra la sopravvivenza di maestranze altamente specializzate nel trattamento delle superfici plastiche.
  • Affreschi: I lacerti pittorici nella lunetta e nelle volte documentano l'uso di pigmenti rari e una grammatica visiva che anticipa le evoluzioni dell'arte carolingia.

Il Museo Cristiano e il Complesso Episcopale

Sebbene le strutture architettoniche originali del Battistero e della Basilica siano andate perdute, i reperti scultorei recuperati sono oggi esposti nel Museo Cristiano, attiguo al Duomo.

L'Altare del Duca Ratchis (737-744 d.C.)

Eseguito in pietra d'Istria, l'altare è decorato con rilievi che mostrano la tipica stilizzazione longobarda. Le scene, tra cui il Cristo in Maestà e l'Adorazione dei Magi, sono caratterizzate da un marcato bidimensionalismo e dall'uso del horror vacui (paura del vuoto), dove ogni spazio è riempito da motivi ornamentali o simbolici. Originariamente, la pietra era arricchita da policromie e paste vitree.

Il Fonte Battesimale di Callisto

Risalente al patriarcato di Callisto (737-756), il manufatto ha forma ottagonale ed è sormontato da un ciborio con otto colonne corinzie e archi a tutto sesto. La decorazione presenta una complessa simbologia cristiana (pavoni, agnelli, croci) fusa con intrecci fitomorfi tipici del repertorio barbarico alto-adriatico.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Cividale del Friuli in automobile, si percorre l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino all'uscita di Udine Sud. Da qui si imbocca la Strada Statale 54 (SS54) della Venezia Giulia procedendo in direzione est per 17 chilometri.

Oltre ai siti UNESCO, Cividale offre l'accesso al Ponte del Diavolo e alle Valli del Natisone, territori caratterizzati da un'orografia prealpina e da una radicata cultura slovena. A breve distanza si trova anche il comune di Prepotto, noto per la produzione del vitigno autoctono Schioppettino.

Coordinate: 46.0942, 13.4317

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