Affacciato sul Canale Grande di Trieste, nel cuore del Borgo Teresiano, Palazzo Gopcevich ospita dal 2006 il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl. Fondato ufficialmente nel 1924, il museo rappresenta una delle maggiori istituzioni europee dedicate alla conservazione della memoria dello spettacolo. L'istituzione deve il nome e il nucleo originario delle sue collezioni a Carlo Schmidl (1859-1943), editore musicale e ricercatore triestino, autore del celebre Dizionario Universale dei Musicisti, che dedicò cinquant'anni alla catalogazione della vita teatrale cittadina.
Genesi della raccolta: dal Fondaco Vicentini al Comune
La carriera di Schmidl iniziò nel 1872 presso il Fondaco Musicale Vicentini, crocevia dell'editoria e del commercio di spartiti nell'emporio asburgico. Attraverso la sua attività commerciale ("Carlo Schmidl & Co."), egli accumulò sistematicamente partiture, locandine, strumenti e cimeli. Nel 1920, una convenzione con il Comune di Trieste sancì il trasferimento della raccolta presso il Teatro Verdi, dove Schmidl rimase curatore a vita. Dopo il secondo conflitto mondiale e una parentesi espositiva a Palazzo Morpurgo, il museo ha trovato la sua definitiva collocazione nei volumi ottocenteschi progettati da Giovanni Berlam per la famiglia Gopcevich.
Il patrimonio: tra esposizione e archivistica
Il museo si articola su due anime distinte: la sezione espositiva per il pubblico e l'imponente polo di ricerca archivistica.
Le collezioni espositive
- Strumentaria: Una vasta rassegna di strumenti musicali europei ed extraeuropei. Spiccano gli strumenti meccanici (autopiani, carillon) e la fedele ricostruzione del laboratorio del liutaio triestino Francesco Zappelli.
- Cimeli e Costumi: Abiti di scena, gioielli, bozzetti scenografici e medaglie che documentano la storia del Teatro Verdi e degli altri palcoscenici cittadini (Filodrammatico, Fenice).
- Arti Visive: Una galleria di ritratti di attori, cantanti e compositori che hanno operato a Trieste dal Settecento al Novecento.
Biblioteca, Archivio e Mediateca
Il secondo piano ospita i fondi documentali, essenziali per la storiografia musicale internazionale:
- Fondo Schmidl: Carteggi e bozze di stampa della casa editrice.
- Fondo Giorgio Strehler: Il museo custodisce l'archivio personale del grande regista triestino, fondatore del Piccolo Teatro di Milano.
- Fondi discografici: La mediateca, avviata nel 1985, include registrazioni storiche e il nucleo Gmeiner, con rarità radiofoniche e dal vivo.
- Archivi dei teatri: Conservazione integrale dei registri e delle partiture del Teatro Comunale Giuseppe Verdi.
Percorso di visita e servizi
Il percorso si sviluppa su due livelli:
- Primo Piano: Storia degli edifici teatrali triestini, costumi, medagliere e strumenti musicali etnici (africani e orientali).
- Secondo Piano: Strumenti meccanici, teatro della seconda metà del Novecento e aree di consultazione per studiosi.
L'istituzione funge da centro di ricerca permanente, garantendo l'accesso a edizioni musicali cinquecentesche, libretti d'opera e partiture autografe.
Informazioni utili e logistica
Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl Via Rossini 4, Trieste (TS) Apertura: Martedì-Domenica, ore 10:00-18:00.
Per raggiungere il museo in automobile, si percorre l'autostrada A4 Torino-Trieste fino all'uscita per il Centro Città. Si consiglia di parcheggiare presso le strutture molo IV o lungo le Rive, data la posizione centrale nel Borgo Teresiano. Il palazzo è facilmente raggiungibile a piedi dalla Stazione Ferroviaria centrale.
Nelle immediate vicinanze si trovano la Chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo e il Tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione, testimonianze del cosmopolitismo religioso della Trieste emporiale.
Coordinate: 45.6528, 13.7708
I commenti tornano presto
Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.