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Civico Museo d'Arte Orientale di Trieste: la collezione

Situato nel Palazzetto Leo, il Civico Museo d'Arte Orientale di Trieste espone stampe Ukiyo-e, armi samurai e reperti del Gandhara di epoca asburgica.

Civico Museo d'Arte Orientale di Trieste: la collezione - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Inaugurato l'8 marzo 2001 e rinnovato strutturalmente nel 2013, il Civico Museo d'Arte Orientale di Trieste rappresenta la sedimentazione materiale dei traffici marittimi del Porto Franco triestino tra il XVIII e il XIX secolo. La collezione non è frutto di un'unica spedizione scientifica, ma dell'accumulo organico di donazioni private provenienti dalle grandi famiglie mercantili della città (Caccia, Currò, Morpurgo), che acquisirono manufatti asiatici seguendo la moda esotica del tempo o per interessi di carattere etno-antropologico.

Palazzetto Leo: architettura patrizia del XVIII secolo

La sede museale è il Palazzetto Leo, edificato nel 1778 e attribuito all'architetto udinese Giovanni Fusconi. L'edificio costituisce un raro esemplare di residenza patrizia del Settecento triestino sopravvissuto alle trasformazioni urbanistiche del secolo successivo. Nel 1951, la contessa Margherita Nugent Laval donò l'immobile al Comune di Trieste, vincolandone la destinazione a uso culturale. Dopo un lungo restauro conclusosi nel 2000, il palazzo ospita oggi su quattro livelli i nuclei collezionistici precedentemente dispersi nei depositi dei Civici Musei di Storia e Arte.

Percorso espositivo e sezioni cronologiche

Piano Terra: Trieste e il Gandhara

L'ingresso documenta i rapporti tra il Lloyd Austriaco e l'Estremo Oriente. Le sale I.1 e I.2 ricostruiscono il "Gabinetto Cinese Wünsch", emporio commerciale attivo a Trieste dal 1840. La sezione II.1 è dedicata all'arte del Gandhara (I-IV secolo d.C.): si tratta di rilievi scultorei in scisto e stucco che testimoniano la fusione tra l'estetica greco-romana e l'iconografia buddhista, raccolti durante la spedizione italiana al K2 nel 1954.

Primo Piano: L'Arte Cinese

Le sale sono focalizzate sulla produzione di epoca Song (960-1279) e Qing (1644-1911).

  • Settore tessile: Esposizione di abiti cerimoniali in seta tardo-imperiale.
  • Manifatture: Selezione di porcellane, metalli smaltati e avori intagliati.
  • Religione: Oggettistica rituale legata a Confucianesimo, Taoismo e Buddhismo.

Secondo Piano: Stampe Ukiyo-e e Teatro

Il cuore del museo è costituito dalla sezione giapponese (periodi Edo e Meiji).

  • Ukiyo-e: La sala IV.2 espone silografie policrome e surimono, inclusa la celebre "Grande onda di Kanagawa" di Katsushika Hokusai (collezione Morpurgo).
  • Teatro Kabuki: Maschere, strumenti musicali e stampe con ritratti di attori popolari.

Terzo Piano: Samurai e Shintoismo

L'ultimo livello affronta la casta guerriera e la spiritualità nipponica.

  • Armamenti: Esposizione di armature complete (yoroi), elmi e lame databili tra il XV e il XIX secolo.
  • Riti: Bronzi, lacche e sculture dedicate allo Shintoismo e alle sette del Buddhismo giapponese.

Collezionismo e flussi commerciali

La peculiarità del museo risiede nella natura eterogenea dei suoi lasciti. Se la collezione de Marchesetti risponde a criteri scientisti e classificatori tipici dell'Ottocento, il nucleo di stampe acquisito da Argio Orell o Mario Morpurgo de Nilma evidenzia il "Giapponismo" che influenzò le avanguardie artistiche locali. Trieste, in quanto terminale della rotta percorsa dal Lloyd Austriaco verso l'India e la Cina, funse da filtro primario per l'ingresso di queste opere nel mercato mitteleuropeo.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere il Civico Museo d'Arte Orientale in automobile, è necessario percorrere l'autostrada A4 Torino-Trieste fino al casello del Lisert, proseguendo sul raccordo RA13 e successivamente sulla SS202 (Grande Viabilità Triestina) fino all'uscita per il Centro Città/Rive. Il museo si trova nella zona pedonale a ridosso di Piazza dell'Unità d'Italia.

Nelle immediate vicinanze è possibile visitare il Museo Revoltella (Galleria d'Arte Moderna) e il Teatro Romano del I secolo d.C. Spostandosi verso sud-est lungo la costa, a circa 8 chilometri, si raggiunge l'abitato di Muggia, mentre verso nord-ovest si trova il Castello di Miramare, residenza di Massimiliano d'Asburgo, collezionista e promotore dei primi scambi culturali con l'Oriente.

Coordinate: 45.6491, 13.7669

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