Nel 1256, i frati dell'ordine francescano si stabilirono stabilmente a Cividale del Friuli, avviando nel 1285 il cantiere per la chiesa e l'adiacente convento. Il complesso, ultimato entro il 1300, divenne il secondo polo religioso della città ducale, fungendo per secoli da sede sussidiaria del Duomo. Questa parabola istituzionale si interruppe bruscamente nel 1917: durante la ritirata italiana successiva alla rotta di Caporetto, la chiesa — utilizzata come magazzino militare — fu incendiata dalle truppe in ripiegamento per impedire che le scorte belliche cadessero in mano austro-ungarica. Il rogo causò il collasso delle capriate del tetto e la perdita di gran parte degli apparati decorativi interni.
Le pitture emerse dall'intonaco e l'indovinello del 1230
Paradossalmente, l'incendio del 1917 e il calore sprigionato favorirono il distacco degli strati di intonaco settecentesco, riportando alla luce cicli di affreschi frammentari databili tra il XIV e il XVI secolo. I lacerti superstiti rivelano una stratificazione di mani diverse, con evidenti influenze della pittura toscana e veneta, testimonianza dei contatti culturali della Cividale trecentesca. Le pareti sono scandite da finestre alte e strette, tipiche della ricerca di verticalità del gotico mendicante.
Un reperto di eccezionale valore epigrafico è murato nella parete sinistra del presbiterio: un sigillo tombale in marmo rosso datato 1230. Lungo il bordo della lastra è inciso un monito in forma di indovinello latino: O . CVR . BIS . BE? . TE . BIA . SVPER . ABIT . TVA . NON . HIS. La filologia lo interpreta come un gioco di scomposizione della parola superbia: "O (SVPER)BE, CVR (SUPER)BIS? (SVPER)BIA TVA HIC NON TE (SVPER)ABIT" (O superbo, perché insuperbisci? La tua superbia qui non ti sopravviverà). L'apparato liturgico è completato dall'Altare dei Morti, un manufatto in stile veneziano risalente al XVIII secolo.
Morfologia esterna: pietra locale e il rosone trecentesco
La facciata si presenta come un pentagono nudo e rigoroso, costruito interamente in pietra calcarea locale. L'elemento dominante è il rosone centrale, che conserva nel nucleo un frammento di vetrata policroma del XIV secolo raffigurante l'Ascensione. Il portale d'ingresso, di chiara matrice romanica e caratterizzato da una profonda strombatura, appare stilisticamente slegato dal resto del prospetto; l'ipotesi archeologica più accreditata suggerisce che sia stato recuperato da un edificio precedente e rimontato in situ.
Il campanile, anch'esso di impianto romanico, ha subito numerosi restauri conservativi che ne hanno preservato la cella campanaria a bifore. La struttura è visivamente collegata al sistema difensivo cittadino e la sua volumetria è apprezzabile nella sua interezza dal belvedere del Ponte del Diavolo, che scavalca il fiume Natisone a pochi metri dalla piazza.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Cividale del Friuli in automobile, occorre percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino all'uscita di Udine Sud. Da qui si segue la tangenziale est imboccando la Strada Statale 54 (SS54) della Venezia Giulia, procedendo in linea retta per 17 chilometri fino a penetrare nel nucleo storico. La chiesa di San Francesco sorge nel quadrante settentrionale dell'abitato.
Il territorio limitrofo offre spunti di rigore storiografico: a 10 chilometri verso sud, percorrendo la viabilità collinare, si raggiunge Prepotto, comune rurale noto per la produzione del vitigno autoctono Schioppettino. Dirigendosi invece a nord-est verso il valico di Stupizza, si entra nelle Valli del Natisone, zona caratterizzata da una profonda identità linguistica slovena e da un'orografia boschiva prealpina.
Coordinate: 46.0948, 13.4306
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