Nel 1411, il vescovo di Trieste Giacomo Balardi di Arpino consacrò la Chiesa di San Francesco d'Assisi, stabilendo ufficialmente la presenza dei frati Minori Conventuali all'interno delle mura della città "nuova" di Muggia. L'edificio, sebbene oggetto di successivi restauri, conserva intatta la struttura tipica degli ordini mendicanti del XV secolo: un'aula a navata unica orientata verso un'abside poligonale, caratterizzata da una severa economia decorativa che rispecchia la regola francescana.
Morfologia in arenaria e araldica nobiliare
La facciata a capanna è interamente rivestita in blocchi di arenaria locale, pietra estratta storicamente dalle cave del litorale istro-veneto. Il prospetto principale è scandito da un portale sormontato da una lunetta archiacuta e da un occhio circolare superiore che garantisce l'illuminazione dell'aula. Sul lato sinistro della facciata, un'epigrafe rinascimentale sovrasta uno stemma quattrocentesco murato, testimonianza del legame tra le famiglie patrizie locali e il convento.
L'interno, di dimensioni contenute (22 metri di lunghezza per 8,5 di larghezza), funse per secoli da pantheon per l'aristocrazia muggesana. Il piano di calpestio e le pareti conservano lapidi tombali dei secoli XVI e XVII, arricchite da insegne araldiche che documentano la genealogia dei casati che finanziarono l'ampliamento del complesso religioso.
Il Vesperbild in stucco e la pittura veneziana
L'apparato artistico della chiesa custodisce reperti di rilevanza internazionale, tra cui spicca un esempio di Vesperbild (Pietà) risalente alla metà del XV secolo. Collocata in una nicchia sulla parete destra, l'opera è realizzata in stucco policromo e segue i modelli iconografici di area germanica diffusi nel patriarcato di Aquileia, rappresentando la Madonna che sorregge il corpo rigido di Cristo.
Tra le opere pittoriche si distinguono:
- Madonna della Cintura (XVII secolo): Tela del pittore veneziano Marco Liberti, esponente della cultura tardo-manierista lagunare.
- Madonna del Latte (XV secolo): Una rara tempera su tavola che raffigura l'iconografia della Madonna allattante, caratterizzata da un fondo oro tipico della tradizione bizantino-veneta.
Il convento annesso, requisito e soppresso in epoca napoleonica, è andato in gran parte perduto; le strutture superstiti furono integrate nella costruzione della casa parrocchiale nel 1964, alterando definitivamente l'antico chiostro.
Rapporto tra il Borgo e Muggia Vecchia
È necessario distinguere la Chiesa di San Francesco, situata nel centro storico pianeggiante, dal Parco Archeologico di Muggia Vecchia, situato sulla collina sovrastante. Mentre San Francesco rappresenta lo sviluppo urbano quattrocentesco legato ai commerci marittimi, Muggia Vecchia conserva i resti dell'abitato altomedievale (Castrum Muglae), abbandonato progressivamente a partire dal XIII secolo. Il parco archeologico offre oggi un percorso didattico tra le fondamenta delle abitazioni medievali e la Basilica di Santa Maria Assunta, l'unica struttura rimasta integra del primo insediamento.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Muggia in automobile, si percorre l'autostrada A4 Torino-Trieste fino alla barriera di Trieste-Lisert. Proseguendo sul Raccordo Autostradale 13 (RA13) e successivamente sulla SS202 (Grande Viabilità Triestina), si seguono le indicazioni per il Valico di Rabuiese, imboccando l'uscita specifica per Muggia. L'abitato si sviluppa attorno al porto (mandracchio), dove è possibile parcheggiare per raggiungere a piedi la chiesa attraverso le calli del centro.
A sud del centro abitato, la strada costiera prosegue verso il confine di Stato di San Bartolomeo, che segna l'ingresso nella Repubblica di Slovenia. Risalendo la collina verso Muggia Vecchia, si gode di una prospettiva assiale sull'intero bacino industriale di Trieste e sul complesso della Risiera di San Sabba, situato a circa 8 chilometri di distanza.
Coordinate: 45.6039, 13.7681
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