Tra il 1468 e il 1474, le esondazioni del fiume Natisone erosero progressivamente la sponda orientale di Cividale del Friuli, provocando cedimenti strutturali che culminarono con il crollo della cupola del sacello di San Pietro. Prima di questo collasso geologico e architettonico, l'area dell'attuale Piazzetta San Biagio ospitava tre piccole aule di culto distinte e indipendenti, dedicate rispettivamente a San Pietro, San Biagio e San Giovanni. Per salvare le murature superstiti, l'architetto Pietro Tedesco fu incaricato di inglobare i tre volumi originari in un unico edificio a navata singola, convertendo l'ex chiesa di San Biagio nel braccio destro, quella di San Giovanni nel sinistro e assegnando l'altare maggiore a San Pietro Apostolo.
Il portale fiorito e gli affreschi di facciata
L'intervento di riedificazione si concluse formalmente con il rifacimento dell'apparato decorativo esterno. Nel 1492, i lapicidi Biagio de Meritis e Toni de Lochya scolpirono il portale d'ingresso in puro stile gotico fiorito. Le superfici murarie della facciata principale furono poi intonacate e affrescate tra il 1506 e il 1508 dai pittori Zuan de Toschanys e Pauli Impintor. Sebbene il naturale degrado atmosferico abbia compromesso gran parte dei pigmenti, sono ancora identificabili le sagome di San Cristoforo — tradizionalmente posto all'esterno degli edifici a protezione dei viandanti — e di San Giorgio intento a trafiggere il drago, affiancati dalle figure dei santi titolari e di due vescovi, tra cui San Nicolò.
La stratificazione pittorica: dal Medioevo al Manierismo
L'interno dell'edificio si configura come un archivio stratificato della pittura friulana dal XIII al XVI secolo. Sulla parete sinistra, intervallati da antiche monofore espanse in epoca gotica, emergono trittici ad affresco databili tra il Duecento e il Trecento. Tra questi, spiccano i riquadri raffiguranti l'incredulità di San Tommaso e San Martino. La lettura di questa parete risulta complessa a causa delle sovrapposizioni eseguite in epoca successiva da un pittore manierista, i cui interventi si sono degradati rendendo parzialmente illeggibile il livello quattrocentesco sottostante.
Il braccio destro ospita la cappella di San Biagio, coperta da un ciclo pittorico disposto su due registri temporali distinti. Lo zoccolo inferiore documenta i mesi dell'anno attraverso un rigoroso catalogo di scene agricole e venatorie altomedievali, sormontate da un Cristo in mandorla. La volta a cupola è invece suddivisa in due gironi concentrici che inquadrano dodici scene della vita e del martirio del santo di Sebaste. L'altare, originariamente dominato da una pala quattrocentesca, ospita oggi un rifacimento del XVI secolo con San Biagio in trono affiancato da angeli.
Il ponte sul Rio Emiliano e il patibolo cittadino
A pochi metri dal perimetro dell'abside, l'orografia del Borgo Brossana è tagliata dal corso del Rio Emiliano, un torrente che in epoca medievale fungeva da linea difensiva naturale per l'agglomerato urbano. In prossimità dell'antico ponticello di attraversamento, una massiccia croce lignea recante i simboli della Passione segnala topograficamente il punto esatto in cui, al di fuori della giurisdizione del perimetro murario, venivano eseguite le sentenze capitali deliberate dai tribunali cividalesi.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Cividale del Friuli in automobile, il tracciato di scorrimento principale richiede l'uscita al casello di Udine Sud sull'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Da qui, ci si immette sulla tangenziale est per poi intercettare la Strada Statale 54 (SS54), viaggiando in linea retta per circa 17 chilometri fino a penetrare nel tessuto urbano dell'antica capitale longobarda. La chiesa si trova nel quadrante sud-orientale della città.
Il territorio limitrofo segna l'inizio del sistema collinare di confine. Procedendo per dieci chilometri verso sud lungo la viabilità provinciale, si raggiunge Prepotto, comune agricolo solcato dalla valle del fiume Judrio e specializzato nella vinificazione del vitigno autoctono Schioppettino. Dirigendosi invece a nord-est lungo la SS54, a ridosso del confine di stato con la Slovenia, ci si inoltra nel comune di San Pietro al Natisone, nodo fondamentale per l'esplorazione orografica delle Valli del Natisone.
Coordinate: 46.0911, 13.4354
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