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Cercivento: mosaici e affreschi della Bibbia a cielo aperto

Le facciate delle case di Cercivento, in Carnia, ospitano un ciclo continuo di affreschi, fotoceramiche e mosaici dedicato alle sacre scritture.

Cercivento: mosaici e affreschi della Bibbia a cielo aperto - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

A partire dal 2011, l'assetto urbanistico di Cercivento ha subito un'alterazione programmata. Le facciate intonacate e le murature in pietra a vista degli edifici privati e pubblici sono state trasformate nei supporti fisici per un vasto ciclo iconografico permanente, denominato "Una Bibbia a cielo aperto". Il progetto prevede l'innesto di opere musive, affreschi e pannelli in ceramica che riproducono visivamente gli episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, integrati da didascalie bibliche bilingui in italiano e in lingua friulana.

Il percorso si articola in sequenze narrative precise: la genesi e il sacrificio di Isacco trovano continuità spaziale in dieci opere dedicate alla vita della Vergine Maria. Il vertice dimensionale dell'intero impianto è posizionato a breve distanza dall'architettura cinquecentesca di Cjase Citârs: una parete esterna ospita una riproduzione in scala 1:1 di una porzione del Giudizio Universale di Michelangelo. L'opera, che misura 5,10 per 5,70 metri, è stata ottenuta tramite il trasferimento su matrice fotoceramica di un'immagine ad altissima risoluzione fornita direttamente dai Musei Vaticani, garantendo l'inattaccabilità dei pigmenti agli agenti atmosferici prealpini.

L'architettura rurale e il Crist di Tof

La geografia urbana di Cercivento documenta l'evoluzione dell'architettura carnica tra il Seicento e il Settecento. Il nucleo più antico di Cercivento di Sopra (Cercivint di Sore) conserva fabbricati dotati di loggiati in legno ad archi sovrapposti e massicce coperture in tegole piane. Tra le strutture di maggior rilievo storiografico spiccano Casa Tirindin, Casa Morassi (dotata di cappella gentilizia) e Casa Pitt.

Le antiche vie di transito e di comunicazione tra le frazioni sono segnate da manufatti devozionali in pietra. Al termine del tracciato in ciottolato noto come "Cleve", si incontra il Crist di Tof: una scultura di Cristo in croce sbozzata interamente nella roccia tufacea nel 1574 dall'artigiano locale Domenico Di Vora. L'infrastruttura fungeva da stazione di sosta obbligata durante i cortei funebri provenienti dalla frazione dei Casali; in questo preciso snodo altimetrico, i portatori del feretro si davano il cambio prima di concludere la discesa verso la chiesa parrocchiale. Dal medesimo costone lo sguardo intercetta i dirupi del monte di Sutrio, classificati nella toponomastica locale come Crets des Aganes, formazioni rocciose storicamente associate alla presenza delle mitologiche figure acquatiche femminili del folclore alpino.

Il Tîr des Cidulis: il rituale del solstizio d'estate

Il legame con i cicli solari e le pratiche di origine celtica sopravvive nell'area di Cercivento attraverso il rito del Tîr des Cidulis. Tra la notte di San Giovanni (24 giugno) e la ricorrenza di San Pietro e Paolo (29 giugno), gli abitanti preparano decine di rotelle in legno di abete. Le cidules vengono infuocate su bracieri disposti in alta quota e lanciate nel vuoto lungo i pendii, tracciando traiettorie luminose nel buio. La balistica dei dischi incendiati è accompagnata da filastrocche ritmate in dialetto carnico, utilizzate originariamente come rito di fertilità agraria e oggi declinate per ufficializzare o sbeffeggiare i legami sentimentali tra i giovani del paese.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Cercivento in automobile, l'itinerario richiede di percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino al casello di Carnia-Tolmezzo. Oltrepassato il fiume Tagliamento, è necessario immettersi sulla Strada Statale 52 bis (SS52 bis) risalendo la Valle del Bût in direzione nord. Superato l'abitato di Sutrio, si imbocca la Strada Provinciale 21 (SP21) deviando verso ovest per due chilometri fino all'ingresso in paese.

La vallata offre due poli di primario interesse logistico e storiografico. Immediatamente a sud si trova Sutrio, borgo specializzato nella lavorazione artigianale del legno e via d'accesso principale alle pendenze del Monte Zoncolan. Proseguendo invece verso nord lungo la SS52 bis per 15 chilometri, si raggiunge Zuglio, dove affiorano i resti del foro, della basilica civile e del complesso termale dell'antica Iulium Carnicum, fondata dai Romani nel I secolo a.C. per il controllo militare del Passo di Monte Croce Carnico.

Coordinate: 46.5269, 12.9897

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