Situata nel comune di Cavazzo Carnico, la centrale idroelettrica di Somplago è un impianto in caverna scavato per 600 metri all'interno della roccia del Monte Festa. Entrata in esercizio nel 1958, la centrale costituisce il nodo terminale del sistema idroelettrico dell'Alto Tagliamento-Arzino. Con una potenza installata di circa 275 MW, l'impianto non si limita alla produzione energetica, ma svolge una funzione strategica di black start: è una delle poche unità in Italia capace di riavviare la rete elettrica nazionale in caso di blackout totale (ESV - Esclusiva Servizio di Riavviamento).
La caverna a 600 metri di profondità e il sistema idraulico
Il cuore tecnologico dell'impianto è situato in una sala macchine sotterranea lunga 80 metri. Il salto idraulico viene generato dalle acque raccolte nel bacino artificiale dell'Ambiesta (Verzegnis), situate a una quota di 484 m s.l.m., che raggiungono le turbine attraverso condotte forzate dopo un salto di circa 280 metri.
Attualmente la centrale opera con tre gruppi turbina-alternatore di tipo Francis. Il progetto originario, interrotto negli anni '60 a seguito del disastro del Vajont e del mutamento delle strategie infrastrutturali della SADE, prevedeva l'installazione di ulteriori due gruppi, di cui è ancora visibile la predisposizione strutturale nelle fondamenta della caverna. Una volta trasformata l'energia potenziale in elettrica, le acque vengono scaricate nel Lago di Cavazzo (o Lago dei Tre Comuni), influenzandone periodicamente la temperatura e il regime idraulico.
Il ciclo pittorico di Walter Resentera e l'iconografia industriale
L'ambiente industriale della sala macchine ospita un'opera monumentale di Walter Resentera, pittore bellunese allievo di Achille Funi. Si tratta di un ciclo pittorico di 80 metri realizzato con la tecnica del marouflage (dipinto su tela e successivamente applicato alla parete). L'opera raffigura in chiave allegorica e storiografica le vicende del Friuli, dalle invasioni barbariche alla civiltà contadina, integrando figure umane dalla plasticità michelangiolesca con la geometria delle strutture elettromeccaniche.
Lungo le pareti d'accesso, una serie di mosaici celebra l'evoluzione del pensiero scientifico occidentale, riportando i nomi di Democrito, Galilei e Newton. Questa integrazione tra estetica e industria rispondeva alla filosofia aziendale della metà del Novecento, volta a nobilitare le grandi opere infrastrutturali dello Stato.
Didattica e fruizione dell'impianto
La gestione della centrale è affidata ad A2A, che promuove annualmente visite tecniche guidate per istituti scolastici e università. L'apertura al pubblico generale è solitamente programmata in coincidenza con eventi del territorio nel comune di Cavazzo Carnico, come la rassegna legata alla filiera ittica locale nel mese di luglio.
L'impatto della centrale sul Lago di Cavazzo è oggetto di monitoraggio ambientale costante, poiché lo scarico delle acque di turbinazione, provenienti da bacini montani più freddi, determina una stratificazione termica specifica nel bacino lacustre, influenzando l'ecosistema del più grande lago naturale del Friuli-Venezia Giulia.
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