Domina la città da un colle di origine morenica alto 138 metri sul livello del mare, visibile da ogni punto della pianura friulana. Il Castello di Udine è il simbolo più riconoscibile del capoluogo — quello che si cerca con gli occhi arrivando in treno, quello che orienta chi si perde nel centro storico. Ma è anche, dal 26 luglio 1906, una delle sedi museali più ricche del Friuli: cinque musei permanenti, una biblioteca con 45.000 volumi, una fototeca con 180.000 immagini, collezioni numismatiche, un'armeria e la Galleria dei disegni e delle stampe antiche.
La storia dell'edificio
La leggenda vuole che il colle sia stato costruito dai soldati di Attila nel 452, che portarono nei copricapi terra da tutta la pianura per formare un'altura da cui il loro re potesse osservare la distruzione di Aquileia. La geologia dice che si tratta di un rilievo morenico formatosi per accumulo di sedimenti. La storia documentata dice che sul colle esisteva già un castello nell'883 d.C., quando un diploma di Ottone II lo cita tra i possedimenti ceduti al Patriarca di Aquileia.
Il castello medievale fu più volte danneggiato dai terremoti. Nel 1511 un sisma particolarmente violento lo distrusse quasi completamente. I lavori per l'edificio attuale iniziarono quello stesso anno e si conclusero nel 1567 — cinquant'anni di cantiere, sotto la supervisione veneziana. Giovanni da Udine, l'allievo di Raffaello che aveva lavorato con il maestro nelle Logge Vaticane, curò le decorazioni esterne e l'impianto decorativo del Salone del Parlamento.
L'ingresso al castello avviene attraverso l'Arco Bollani sul versante sud, attribuito ad Andrea Palladio (1556), con il leone di San Marco sulla sommità. La specola — l'antico osservatorio astronomico — era il posto dove le guardie cittadine chiamate guardiafogo vigilavano sugli incendi. I sotterranei conservano le antiche prigioni, parzialmente visitabili.
Il Salone del Parlamento
È il cuore del castello e il luogo più suggestivo dell'intero edificio. Il Salone del Parlamento ospitò per secoli le riunioni del Consiglio della Patria del Friuli — considerato da alcuni storici il primo parlamento assembleare della storia europea — fino al 1797, quando la caduta della Serenissima ne pose fine all'attività.
Il soffitto a cassettoni dorati e le pareti sono interamente decorati con dipinti allegorici di artisti datati tra il XVI e il XVIII secolo. Tra i nomi presenti: Pomponio Amalteo, Gian Battista Grassi, Francesco Floreani e Giambattista Tiepolo. Gli stemmi dei luogotenenti veneti che si succedettero nel governo del Friuli coprono le pareti in un catalogo araldico che è anche una cronologia del dominio veneziano.
La Galleria d'Arte Antica
Si sviluppa in tredici sale al piano nobile seguendo un percorso cronologico dalla seconda metà del Trecento alla prima metà dell'Ottocento. Il fondo è costituito da opere friulane e venete, con importanti apporti da altre scuole italiane ed europee.
Le prime sale mostrano la pittura friulana medievale e rinascimentale con le sue contaminazioni: la presenza a Udine di Vitale da Bologna nel Trecento, il capolavoro di Vittore Carpaccio — Cristo con gli strumenti della Passione del 1496, dipinto per la chiesa di San Pietro Martire. Due stanze successive sono dedicate alla grande pittura friulana del Rinascimento: Andrea Bellunello, Pellegrino da San Daniele, Giovanni da Udine, Pomponio Amalteo e Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone — il più potente pittore friulano del Cinquecento.
Dopo il Salone del Parlamento l'ala ovest apre con il barocco friulano di Antonio Carneo e Sebastiano Bombelli, poi la scuola veneta tra Seicento e Settecento e le opere lasciate a Udine da Tiepolo: il San Francesco di Sales e Angelo custode (1730-35), il Consilium in arena con Giandomenico Tiepolo (1750 ca.), l'Allegoria della virtù e della nobiltà (1740-43). L'ultima sala è dedicata a Nicola Grassi, pittore nato a Formeaso di Zuglio in Carnia, tra le voci più originali del Settecento veneziano.
Il Museo Archeologico
Al piano terra ala est, con allestimento rinnovato nel 2013. Il percorso espositivo presenta il patrimonio nel contesto della ricerca e del collezionismo di fine Ottocento che diede origine al Museo Friulano. Accanto ai reperti — materiali protostorici, vasi magnogreci, corredi funerari romani e altomedievali — si racconta la storia dei collezionisti che li trovarono: il conte Francesco di Toppo (1797-1883), i nobili Augusto de Brandis e Luigi Pio Tessitori, gli studiosi Giulio Andrea Pirona e Giuliano Mauroner.
Il percorso si conclude nel sottoportico esterno con il Lapidario: epigrafi e sculture di epoca romana provenienti dalle grandi collezioni nobiliari friulane.
Il Museo del Risorgimento
Al piano terra ala ovest, anch'esso riallestito nel 2013. Documenta la storia locale dalla caduta della Serenissima nel 1797 all'annessione del Friuli al Regno d'Italia nel 1866. Tre sale finali approfondiscono temi specifici: il mito garibaldino e la partecipazione friulana all'epopea dei Mille, la ricostruzione di una cella carceraria del castello in epoca risorgimentale, e la battaglia di Montebello del 20 maggio 1859 con un plastico di 6 mq dell'intero campo di battaglia.
Il Museo della Fotografia
Inaugurato nel 2001, si articola in tre sale tematiche: Ottocento con i calotipi e le albumine del pioniere Augusto Agricola e le prime rappresentazioni di Udine; Ritratto con i due principali atelier attivi a Udine nei primi trent'anni del Novecento — Luigi Pignat e Silvio Maria Buiatti, maestro del flou; Paesaggio, lavoro, vita sociale con Attilio Brisighelli e Umberto Antonelli, grandi interpreti del paesaggio e delle montagne friulane.
La Fototeca conserva oltre 180.000 immagini tra fotografie, negativi e lastre originali, consultabili su appuntamento. La Biblioteca d'Arte raccoglie più di 45.000 volumi e circa 350 periodici.
Informazioni pratiche
Indirizzo: Piazza del Castello, Udine. L'accesso avviene dall'Arco Bollani in Piazza della Libertà.
Orari: martedì-domenica 10:30-19:00 (orario estivo, 1 aprile-31 ottobre). Verificare orari invernali sul sito dei Civici Musei Udine.
Biglietto: intero €8, ridotto €4. Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese, Lunedì di Pasqua, Giornata Internazionale dei Musei (maggio), 2 giugno (Festa della Repubblica), Notte Bianca.
Sito: civicimuseiudine.it
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