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Castello di Villalta a Fagagna: storia, saloni affrescati e Ippolito Nievo

Il castello di Villalta è uno dei manieri medievali meglio conservati del Friuli. Storia millenaria, saloni affrescati, la cucina che ispirò Nievo e come visitarlo.

Castello di Villalta a Fagagna: storia, saloni affrescati e Ippolito Nievo - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Dalla pianura friulana, guardando verso nord-ovest nella zona tra Udine e Fagagna, il profilo del Castello di Villalta emerge dalla collina con la nitidezza di un'incisione medievale: torri, mura merlate, il mastio che domina tutto. Non è una rovina romantica come tanti altri castelli friulani — è un edificio integro, restaurato con cura, abitato, vivo. Ed è per questo che il suo impatto visivo è così diverso: non il fascino malinconico di ciò che fu, ma la presenza concreta di qualcosa che è ancora lì, che ha resistito a tutto.

Il Castello di Villalta è il più importante maniero medievale del Friuli. Collocato in posizione dominante sulla pianura, rappresenta una tappa obbligatoria per chi vuole compiere un'escursione nella parte più bella e romantica dell'area collinare.

La collina morenica: dove sorge il castello

Il paesaggio che circonda Villalta non è casuale. Le colline tra Fagagna, Colloredo e Cassacco sono colline moreniche — rilievi modellati dal ritiro di un antico ghiacciaio alimentato dai fiumi Tagliamento e Fella, che circa 20.000 anni fa lasciò i suoi detriti disposti in forma di anfiteatro. Su uno di questi archi collinari sorgevano già in epoca preistorica i primi insediamenti, poi un fortilizio romano, infine il castello medievale.

Sulle rovine di un castelliere di epoca remota e di un fortilizio di probabile origine romana, le cui tracce sono oggi ancora visibili, sorge quello che è considerato uno dei più suggestivi castelli friulani. Il sito era stato scelto per le stesse ragioni di sempre: visibilità, controllo del territorio, difficoltà di accesso per un eventuale assalitore.

Le origini: i Signori di Villalta e la fazione ghibellina

Il documento più antico che riguarda il castello risale al 1158. In quel documento compare la famiglia dei Signori di Villalta, ramo della più antica stirpe dei Signori di Caporiacco — una delle grandi famiglie ghibelline del Friuli medievale, legate all'Impero contro la fazione guelfa.

Nel 1216 Enrico il Vecchio di Villalta riuscì prima a resistere all'assedio e poi a respingere le truppe di Ezzelino III da Romano — il signore padovano che in quegli anni stava cercando di estendere il suo controllo sul Nordest. Il castello resistette. Ma non sempre andò così bene: nel corso del Trecento fu più volte assediato, distrutto e riedificato dalle lotte feudali interne al Friuli, in un ciclo di distruzione e ricostruzione che caratterizzò l'intera stagione dei conflitti tra fazioni nobiliari.

I Della Torre e il Rinascimento

Nel Cinquecento la proprietà passò ai potenti Della Torre — famiglia che aveva dato al Patriarcato di Aquileia ben tre Patriarchi e che era tra le più influenti del Friuli veneziano. Fu in questo periodo che il castello subì la trasformazione più significativa: l'importante ampliamento nel 1500 gli diede l'aspetto monumentale che ancora oggi lo caratterizza.

All'impianto medievale — mastio, torri, camminamento di ronda, doppia cinta muraria — venne aggiunta un'ala residenziale rinascimentale di notevole pregio. Sul fronte posteriore del palazzo una scala conduce al piano nobile dove si sviluppano due sale: una molto ampia denominata "la Galleria degli antenati", in quanto un tempo tutte le pareti erano decorate con i ritratti degli antenati dei Della Torre; l'altra più piccola, ricavata innalzando un muro obliquo.

Tra i Della Torre il personaggio più memorabile è il conte Antonio Lucio, ricordato come figura aggressiva e in perpetuo conflitto con la Repubblica di Venezia. La Repubblica occupò prima il Castello di Villalta e poi uccise il "terribile" conte Lucio, dando origine a una serie di leggende su questa parte della storia.

Il giovedì grasso del 1511 e il terremoto

Come molti altri castelli friulani, anche Villalta fu travolto dalla rivolta contadina del 1511 — la Crudel Zobia Grassa. Durante la rivolta contadina del 1511, anche il castello di Villalta fu assalito e semidistrutto. Pochi giorni più tardi un violento terremoto distrusse quel poco che si era salvato.

Un destino che rispecchia la condizione di molti manieri friulani in quell'anno terribile: prima la violenza degli uomini, poi quella della terra. Il castello fu ricostruito, ma il terremoto del 1511 rimase nella memoria collettiva friulana come una delle catastrofi più devastanti della storia regionale.

I saloni affrescati e la cucina di Nievo

L'interno del castello, ancora oggi accessibile in occasioni speciali, è uno dei più ricchi del Friuli. I saloni affrescati del piano nobile comprendono il salone dei Patriarchi, la sala del Tasso, il salone imperiale e la sala degli alberi genealogici — ciascuno con la propria decorazione e la propria storia.

Ma il locale che ha avuto il destino letterario più singolare è la cucina. Con il suo grande fogolar (il focolare aperto tipico della casa friulana), le sue pareti di pietra, i soffitti bassi e l'atmosfera immutata nel tempo, questa cucina ispirò lo scrittore Ippolito Nievo nel descrivere la cucina del castello di Fratta nel suo romanzo Le confessioni d'un italiano (1867) — uno dei capolavori della narrativa risorgimentale italiana, scritto da un autore che conosceva bene il Friuli e le sue dimore storiche.

La cucina è rimasta immutata, con il fogolar; al piano primo si trovano stanze da ricevimento, come inducono a pensare gli affreschi risalenti al Cinquecento visibili ancora sotto le finestre.

Il fantasma della nobildonna

Nessun castello medievale che si rispetti è senza la sua leggenda. Al Castello di Villalta è attribuita la presenza di un fantasma: una giovane nobildonna rapita prima del matrimonio, che si aggirerebbe ancora tra le stanze in cerca di ciò che le fu tolto. La leggenda non è documentata storicamente, ma è abbastanza diffusa da apparire in quasi ogni descrizione del castello — segno che l'immaginazione popolare ha sempre saputo riempire di senso le pietre antiche.

Come visitare il Castello di Villalta

Il castello è di proprietà privata — oggi appartiene ai Conti Marina e Sergio Gelmi di Caporiacco, che a partire dall'anno 2000 hanno condotto un importante e meticoloso restauro restituendogli l'antico splendore. Ogni anno, tipicamente la prima domenica di aprile e il primo fine settimana di ottobre, il castello partecipa alle aperture straordinarie di Castelli Aperti, evento organizzato dal Consorzio per la Conservazione dei Castelli del Friuli Venezia Giulia. In queste date i visitatori possono esplorare la parte privata della dimora storica, accompagnati dai proprietari e da guide esperte.

Per visite in altri periodi — ricevimenti, matrimoni, eventi — il castello è disponibile come location e accetta richieste tramite il sito ufficiale.

Castello di Villalta Via Castello 27, 33034 Villalta di Fagagna (UD) Tel. +39 0432 800171 [email protected] castellodivillalta.it

Come arrivare: Fagagna si trova a circa 15 km da Udine. Da Udine, uscita autostradale Udine Nord, seguire le indicazioni per Fagagna. La frazione di Villalta è a pochi minuti dal centro di Fagagna.

Villalta si inserisce in un itinerario collinare tra i più belli del Friuli: nelle vicinanze si trovano il castello di Fagagna (oggi ridotto a rovina romantica), quello di Colloredo di Montalbano e quello di Cassacco. Un pomeriggio tra queste colline moreniche — dove ogni altura nasconde una storia di guerra, di famiglia e di pietra — è uno dei modi migliori per capire il Friuli medievale.

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