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Il castello di Valvasone e l'organo di Vincenzo Colombi

Edificato per controllare i guadi sul fiume Tagliamento, il castello medievale di Valvasone custodisce un raro teatrino ligneo della fine del Settecento.

Il castello di Valvasone e l'organo di Vincenzo Colombi - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel febbraio del 1511, nel pieno delle rivolte contadine che incendiarono il Friuli durante il cosiddetto "Crudele Giovedì Grasso", una delegazione di quaranta gentiluomini friulani di ritorno da Venezia cadde in una violenta imboscata nei pressi di Malazumpicchia. Inseguiti da una folla di popolani armati e sobillati dal nobile filo-veneziano Antonio Savorgnan, i delegati riuscirono in parte a salvarsi la vita rifugiandosi a spron battuto oltre il ponte levatoio e le mura del Castello di Valvasone.

L'episodio certifica la solidità difensiva di un maniero le cui origini sono legate alla famiglia feudale dei Valvasone (il cui stemma araldico recava un lupo). La rocca fu eretta non casualmente in questo punto della pianura pordenonese: la sua posizione garantiva il controllo diretto dei traffici mercantili e militari lungo il guado del fiume Tagliamento, intercettando il tracciato dell'antica Via Postumia.

I volumi architettonici e il teatrino ligneo

L'assetto originale della fortezza è stato profondamente alterato nel corso dei secoli a causa di faide feudali, scosse sismiche e demolizioni mirate (parte del quadrilatero quattrocentesco fu abbattuta alla fine del XIX secolo per allargare l'accesso al borgo). Sotto le fondazioni del castello è tuttora visibile un approdo a volta, utilizzato anticamente per l'attracco delle imbarcazioni che navigavano lungo un ramo minore del Tagliamento che lambiva le mura.

Superato l'ampio fossato, l'interno del complesso rivela un'inaspettata stratificazione civile. Al primo piano, gli ambienti di rappresentanza conservano fregi cinquecenteschi e una sala affrescata nel Quattrocento con crude e realistiche scene di vita cortese e lavorativa. L'anomalia architettonica più rilevante della struttura è tuttavia celata al suo interno: un teatro ligneo privato risalente alla fine del Settecento, un invaso acustico con una ristretta platea da cinquanta posti a sedere, circondata da una teoria di piccoli palchetti riservati ai proprietari.

All'esterno, sulla piazza principale si affaccia la Torre delle Ore (antica porta d'accesso al ricetto fortificato) e il Palazzo del conte Eugenio, un massiccio edificio che nel 1797 fu requisito per ospitare il quartier generale di Napoleone Bonaparte durante la campagna d'Italia. Il toponimo stesso del comune — fuso amministrativamente nel 2015 con il vicino Arzene — deriva dal germanico antico wal (altura) e waso (prato), affiancato alla parola "argine", a conferma del persistente legame con l'orografia fluviale.

L'eccezionalità dell'organo cinquecentesco nel Duomo

Uscendo dal perimetro strettamente militare si raggiunge il Duomo dei Santi Pietro, Paolo e Antonio Abate, la cui costruzione ultimata nel XV secolo poggia su un precedente ospizio per pellegrini.

L'edificio custodisce un apparato strumentale di importanza europea: l'organo monumentale realizzato da Vincenzo Colombi nel 1532. Si tratta dell'unico organo di scuola rinascimentale veneziana superstite e funzionante in Italia. Le massicce portelle in tela che proteggono le canne di stagno furono dipinte tra il 1532 e il 1533 da Giovanni Antonio de' Sacchis, noto come il Pordenone, il maggiore esponente del manierismo friulano, per poi essere ultimate alla sua morte dal genero Pomponio Amalteo con scene tratte dall'Antico Testamento.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere Valvasone Arzene in automobile provenendo da sud o da ovest, si utilizza l'autostrada A28 Portogruaro-Conegliano, uscendo al casello di Cimpello. Da qui, si procede sul raccordo autostradale fino all'innesto con la viabilità ordinaria, seguendo le indicazioni stradali per una decina di chilometri verso il Tagliamento. Giungendo invece da est o nord, l'asse principale è la Strada Statale 13 (SS13) Pontebbana: giunti all'altezza di Casarsa della Delizia, si imbocca la Strada Provinciale 1 (SP1) in direzione nord.

Il territorio limitrofo è densamente stratificato. A cinque chilometri in direzione est si entra a Casarsa della Delizia, luogo indissolubilmente legato alla biografia e alla produzione poetica giovanile di Pier Paolo Pasolini, di cui ospita la tomba e la casa materna (oggi centro studi). Scendendo per dieci chilometri verso sud si raggiunge invece San Vito al Tagliamento, borgo difeso da una pregevole cinta muraria e da un fossato medievale, sede di un rigido centro storico di impianto veneziano.

Coordinate: 45.9961, 12.8683

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