Il castello degli scrittori e dei cantastorie
Da Udine verso nord-ovest, poco dopo Buia, il paesaggio si alza dolcemente verso le colline del Friuli Centrale e a un certo punto, in fondo a un lungo rettilineo costruito nel Cinquecento per sole ragioni scenografiche, appare la sagoma del castello. Si scorge a poco a poco il profilo del maniero, definito "il castello degli scrittori e dei cantastorie".
Il soprannome non è un'invenzione turistica: questo castello ha ospitato tre figure letterarie di primo piano in tre secoli consecutivi. Nel Seicento il poeta Ermes di Colloredo, pioniere della lingua friulana scritta. Nell'Ottocento Ippolito Nievo, che tra queste mura compose il romanzo più importante del Risorgimento italiano. Nel Novecento lo scrittore e viaggiatore Stanislao Nievo. Tre generazioni di voce letteraria nate o ospitate dentro le stesse mura.
Le origini: 1302, i Waldsee e i Colloredo Mels
Nel 1302 il barone Guglielmo di Waldsee, visconte di Mels, otteneva dal Patriarca la licenza di costruire una nuova dimora fortificata non distante dal castello di famiglia che sorgeva a Mels. I suoi discendenti assunsero poi il nome di Colloredo Mels Waldsee.
Il nome Colloredo deriva quasi certamente dal latino Corylus, il nocciolo: le colline dove sorse il castello erano ricoperte di noccioleti. L'appellativo Monte Albano viene invece da Albano di Waldsee, il capostipite friulano della dinastia.
Il castello fu invaso nel 1315 dal conte di Gorizia, nel 1420 cadde nelle mani dei Veneziani e nel 1511 subì il sacco del Giovedì grasso e il sisma che seguì lo stesso anno. Costruito per funzioni difensive, nel corso dei secoli si trasformò progressivamente in residenza nobiliare: le torri rimasero, ma gli interni si adeguarono alle esigenze del vivere signorile.
Giovanni da Udine e lo studiolo rinascimentale
Dopo le distruzioni del 1511, i Colloredo Mels dedicarono il Cinquecento a ricostruire e abbellire il castello secondo il gusto rinascimentale. Il pezzo più pregiato di questo intervento fu affidato a un artista di straordinario calibro.
Risalgono a quest'epoca le decorazioni di Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, per il famoso studiolo del castello: oggi sono visibili interessanti lacerti con stucchi e pitture con figure zoo-antropomorfe.
Giovanni da Udine era stato collaboratore diretto di Raffaello nelle Logge Vaticane, dove aveva reinventato la tecnica della grottesche romane. Avere il suo intervento in un castello friulano di collina è un primato che non molti edifici della regione possono vantare.
Ermes di Colloredo: il poeta friulano del Seicento
Qui vissero e scrissero il poeta seicentesco Ermes da Colloredo, lo scrittore ottocentesco Ippolito Nievo e l'autore-viaggiatore Stanislao Nievo.
Ermes di Colloredo (1622-1692) fu uno dei primi poeti a usare sistematicamente il friulano come lingua letteraria, non come dialetto popolare ma come strumento espressivo raffinato. I suoi componimenti, tra il lirico e il giocoso, aprirono la strada a una tradizione poetica in lingua friulana che arriva fino ai giorni nostri. Nacque in questo castello e vi visse per lunghi periodi.
Ippolito Nievo e le Confessioni di un Italiano
Il legame più celebre tra il castello e la letteratura è quello con Ippolito Nievo. Nato a Padova nel 1831 da padre nobile e da madre discendente della famiglia Colloredo, Nievo trascorse lunghi soggiorni al castello durante l'infanzia e la gioventù, legandosi profondamente al luogo e alla Carnia friulana che vi si vedeva intorno.
Ippolito Nievo vi abitò, vi accolse ospiti tra cui anche il poeta Arnaldo Fusinato, e vi scrisse Le confessioni di un italiano. La cucina del castello è quella descritta nelle Confessioni.
Il romanzo fu scritto tra il 1857 e il 1858, quasi interamente nelle stanze del castello, in un'accelerazione creativa straordinaria: oltre 600 pagine in pochi mesi. È la storia di Carlo Altoviti, un nobile veneziano che attraversa sessant'anni di storia italiana dalla fine della Repubblica di Venezia al Risorgimento: una narrazione corale, epica e personale insieme, che molti considerano il più grande romanzo dell'Ottocento italiano.
Nievo si arruolò tra i Mille di Garibaldi nel maggio 1860 con l'incarico di Vice Intendente. L'anno seguente ricevette l'ordine di partire per Palermo. Si imbarcò sul piroscafo Ercole diretto a Napoli: l'imbarcazione fece naufragio al largo della penisola sorrentina all'alba del 5 marzo 1861. Aveva trent'anni. Le Confessioni di un italiano fu pubblicato postumo nel 1867, grazie a una sua cara amica.
Il terremoto del 1976 e il restauro
Il 6 maggio 1976 il terremoto del Friuli, l'Orcolat, colpì duramente anche Colloredo. L'edificio fu quasi totalmente distrutto dal sisma e divenne triste testimonianza dei danni causati al patrimonio artistico friulano.
Prima del terremoto il castello era costituito da un nucleo centrale, tre torri e due ali. Restano tracce di una triplice cinta di mura con perimetro ellittico. La struttura è stata restaurata solo in parte: il recupero ha riguardato l'ala ovest, mentre quella a est è ancora in corso di lavori.
Il borgo e la chiesa sono stati restaurati entro i primi anni successivi al sisma; parte del castello è stato restaurato entro la fine degli anni Ottanta, così come la Torre Porta dell'Orologio. I lavori sull'ultima parte del complesso sono stati avviati nel 2019 e sono ancora in corso.
Cosa si visita oggi
Del complesso sono ora visibili la torre con l'orologio e l'ala ovest, restaurate, dove ha sede la Comunità Collinare del Friuli. Le visite sono possibili solo agli esterni.
I visitatori possono essere accompagnati in piccoli gruppi all'interno del cantiere. È necessario indossare scarpe comode e adeguate: all'ingresso viene consegnato un caschetto di protezione.
Il rettilineo di accesso al paese, costruito nel Cinquecento per pure ragioni di scena prospettica, è già da solo un'esperienza: si capisce immediatamente la mentalità di chi progettava un arrivo a castello come fosse una regia teatrale.
Informazioni pratiche
Castello di Colloredo di Monte Albano, Piazza Castello 1, Colloredo di Monte Albano (UD). Visite solo agli esterni, con possibilità di visite guidate al cantiere su prenotazione. Per informazioni: Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del FVG, tel. 0432 288588, [email protected], oppure ProLoco Colloredo, Via I. Nievo 21, www.prolococolloredo.it.
Da Udine circa 20 km verso nord-ovest, raggiungibile anche in bicicletta attraverso le Ippovie della Valle del Cormor che collegano Udine a Buia.
I commenti tornano presto
Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.