Nel 2012, dopo un lungo e complesso intervento di restauro architettonico guidato dal progetto di Gae Aulenti, un massiccio palazzo cinquecentesco situato in via Cavour è stato riconvertito per ospitare in via definitiva le collezioni della Galleria d'Arte Moderna di Udine (GAMUD). La donazione dell'edificio da parte dei coniugi Cavazzini nel 1990 ha permesso di trasferire il patrimonio artistico municipale dalla periferica sede del Palamostre al centro storico, incastrandolo in un contenitore che documenta fisicamente l'evoluzione urbanistica della città.
La stratificazione: dall'Età del Ferro agli affreschi di Afro Basaldella
Il cantiere di restauro ha portato alla luce le fondamenta storiche dell'area. Al piano terra, le pavimentazioni vetrate permettono di osservare un deposito di vasellame protostorico risalente alla prima Età del Ferro e il bacino di una vasta cisterna idrica di epoca veneziana (XVI secolo). Salendo al primo piano, le murature svelano affreschi a soggetto profano dipinti nella seconda metà del Trecento.
Su questa base medievale si innesta l'intervento novecentesco. Nel 1938, l'imprenditore tessile Dante Cavazzini commissionò la decorazione delle stanze del suo appartamento privato a tre artisti allora emergenti: Corrado Cagli e i fratelli udinesi Afro e Mirko Basaldella. Le tempere a uovo e gli affreschi realizzati da Afro sulle pareti di Casa Cavazzini rappresentano un documento inestimabile per comprendere l'evoluzione stilistica del pittore friulano prima della sua virata verso l'astrattismo informale.
Le collezioni italiane: i lasciti Marangoni e Astaldi
Il primo piano del museo accoglie il nucleo storico del mecenatismo udinese, innescato nel 1895 dal testamento del commerciante Antonio Marangoni. Fu proprio grazie a una borsa di studio istituita dalla Fondazione Marangoni che il giovane Afro Basaldella poté finanziare il suo primo viaggio formativo a Roma nel 1929.
L'ala superiore del museo custodisce la Donazione Astaldi, ceduta al Comune di Udine nel 1983 da Sante e Maria Luisa Astaldi. Questa raccolta traccia il perimetro della pittura italiana della prima metà del Novecento, offrendo un'accurata selezione di tele firmate da maestri come Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli e Mario Sironi.
Il sisma del 1976 e l'Action Painting americana: il fondo FRIAM
L'anomalia più rilevante nel catalogo di Casa Cavazzini risiede nel fondo FRIAM (Friul Arts and Monuments), esposto al secondo piano. All'indomani del catastrofico terremoto del 1976, un comitato italo-statunitense mobilitò l'ambiente culturale newyorkese per finanziare la ricostruzione in Friuli.
Artisti di fama mondiale donarono le proprie opere per un'asta di beneficenza. L'allora sindaco di Udine, Angelo Candolini, decise tuttavia di acquisire l'intero blocco per impedirne la dispersione. Oggi, questa operazione di solidarietà garantisce al museo l'esposizione di oltre cento capolavori dell'arte americana tra gli anni Trenta e Settanta, offrendo al visitatore l'accesso diretto a tele, stampe e sculture di esponenti dell'espressionismo astratto e del minimalismo come Willem de Kooning, Frank Stella e Carl Andre.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Udine in automobile è necessario percorrere l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Uscendo ai caselli di Udine Nord o Udine Sud, ci si immette sul sistema delle tangenziali seguendo le indicazioni per il centro città. Essendo Casa Cavazzini situata in via Cavour, all'interno di una Zona a Traffico Limitato (ZTL) sorvegliata da telecamere, è obbligatorio posteggiare i veicoli nelle strutture adiacenti, come i parcheggi sotterranei di Piazza Primo Maggio o del Tribunale, per poi procedere a piedi per pochi minuti.
La posizione centrale del museo permette di esplorare rapidamente il contesto storico udinese: a meno di cento metri si apre Piazza della Libertà, dominata dalla Loggia del Lionello in stile gotico veneziano e dalla salita che conduce al Castello. Uscendo dal capoluogo in direzione est lungo la Strada Statale 54 (SS54), si raggiunge in 17 chilometri Cividale del Friuli, l'antica Forum Iulii, snodo cruciale per l'arte longobarda e sede del Tempietto Longobardo. Dirigendosi a nord-ovest lungo la SP463 per 25 chilometri, si incontra invece il distretto collinare di San Daniele del Friuli, noto per le produzioni norcine e per l'antica Biblioteca Guarneriana.
Coordinate: 46.0642, 13.2348
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