Un contrasto architettonico vertiginoso domina la pianura friulana. Al centro di Mortegliano, l'imponente mole orizzontale a pianta ottagonale del Duomo dei Santi Pietro e Paolo si scontra visivamente con lo slancio del campanile adiacente. Con i suoi 113,20 metri di altezza accertata, la struttura in calcestruzzo armato detiene il primato di campanile più alto d'Italia, superando di circa due metri il celebre Torrazzo in laterizio di Cremona.
Ingegneria e razionalismo: il progetto di Pietro Zanini
L'attuale torre campanaria non è un lascito medievale, ma una complessa infrastruttura del Novecento. Venne edificata per sostituire un precedente campanile quattrocentesco, abbattuto alla fine del 1913 per fare spazio all'ampliamento della pieve. Il cantiere della nuova torre prese avvio solo nel marzo del 1955 su progetto di Pietro Zanini, uno degli esponenti di maggior rilievo del razionalismo architettonico friulano del secondo dopoguerra.
Zanini scartò l'uso della muratura portante in favore del calcestruzzo armato a vista. Questa scelta ingegneristica permise di raggiungere quote altimetriche estreme senza dover espandere a dismisura la base, garantendo alla struttura la necessaria elasticità per sopportare le fortissime oscillazioni imposte dal vento in pianura e il carico delle campane in movimento. Il fusto si presenta come una gabbia di colonne poligonali digradanti, tamponate con pareti in laterizio forato. L'opera culmina in un tamburo finestrato che sorregge una cuspide ottagonale alta 22 metri, sormontata dalla croce issata nel 1959 e inaugurata ufficialmente a settembre dello stesso anno dall'allora patriarca di Venezia, Giovanni Urbani.
I crolli e la fondazione del Duomo Ottocentesco
Il Duomo a cui il campanile fa riferimento ha una storia travagliata e discontinua, figlia di cantieri sospesi e crolli. Il progetto originale fu firmato dall'architetto udinese Andrea Scala nel 1858 e prevedeva una struttura massiccia a pianta ottagonale irregolare, declinata in uno stile neogotico severo.
I lavori di demolizione dell'antica chiesa di San Paolo iniziarono nel 1864, ma l'edificazione del nuovo duomo si bloccò per decenni a causa dei continui cedimenti strutturali della copertura e delle cupole, mal calcolate o sottofinanziate. L'edificio fu requisito durante la Prima Guerra Mondiale e utilizzato come deposito dalle truppe militari; i danni furono riparati solo a conflitto concluso, permettendone la consacrazione ufficiale nel novembre del 1920 da parte dell'arcivescovo di Udine.
Pinnacoli, arcate ogivali e il capolavoro ligneo del Martini
Esternamente, il perimetro del Duomo è scandito da otto facciate — quattro maggiori e quattro minori — serrate agli angoli da poderosi pilastri culminanti in alti pinnacoli di pietra. I portali d'ingresso presentano archi a sesto acuto, in coerenza con la grammatica neogotica. Dal blocco ottagonale centrale si allunga il presbiterio rettangolare, chiuso da un'abside poligonale.
L'interno è dominato dallo slancio verticale dei pilastri a fascio che reggono arcate ogivali e costolonature in rilievo. Ai lati dell'aula si aprono due cappelle maggiori e quattro minori. Tra le opere custodite, oltre al fonte battesimale cinquecentesco attribuito alla bottega del Pilacorte e alla croce astile in argento di Tiziano Aspetti, spicca in una navata laterale il monumentale altare ligneo di Giovanni Martini (1526): un retablo alto sei metri composto da sessanta statue scolpite e assemblate rigorosamente a incastro, senza l'uso di chiodi metallici, considerato lo spartiacque tra il gotico e il rinascimento scultoreo nel nord-est.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Mortegliano in automobile, la viabilità di scorrimento principale è l'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Uscendo al casello di Udine Sud, ci si immette sulla Strada Regionale 353 (SR353) procedendo in linea retta verso sud. Dopo circa 15 chilometri si arriva in vista dell'abitato, preannunciato a chilometri di distanza dalla sagoma inconfondibile del campanile.
Il territorio limitrofo della Bassa Friulana ospita complessi architettonici di altissimo profilo. A soli 15 chilometri a ovest si raggiunge Passariano di Codroipo, sede di Villa Manin, la vasta residenza di campagna dell'ultimo doge di Venezia, celebre per aver ospitato Napoleone Bonaparte durante i negoziati del Trattato di Campoformido (1797). Spostandosi invece di 12 chilometri a est lungo la Strada Regionale 252 (SR252), si accede direttamente al centro storico di Palmanova, la fortezza militare veneziana progettata a fine Cinquecento con l'iconica pianta a stella a nove punte.
Coordinate: 45.9442, 13.1706
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