Nel VI secolo, durante il breve patriarcato di Probino (569-571 d.C.), il centro episcopale dell'isola di Grado vide il completamento di una massiccia struttura in laterizio destinata all'amministrazione del rito battesimale. Posizionato alla sinistra della Basilica di Sant'Eufemia, nell'attuale perimetro di Campo Patriarca Elia, il complesso rispondeva a una rigorosa necessità logistica e liturgica della Chiesa dei primi secoli: separare fisicamente i catecumeni (i non battezzati) dai fedeli formati, impedendo ai primi l'accesso diretto all'aula eucaristica prima dell'avvenuta purificazione.
Il contrasto volumetrico tra pareti perimetrali e vasca sacra
L'edificio si impone nel tessuto urbano per il suo volume geometrico netto. L'architettura esterna presenta una pianta rigorosamente ottagonale, scandita su ogni lato da un'alta finestra ad arco e realizzata impiegando mattoni faccia a vista in cotto. Prima delle manomissioni urbanistiche intercorse nei secoli, la struttura era preceduta da un porticato d'ingresso occidentale, oggi completamente perduto; l'attuale varco d'accesso costituisce infatti un'apertura di epoca moderna, realizzata in seguito alla muratura dell'originaria porta orientata a nord-ovest.
Varcando la soglia, si svela immediatamente la divergenza matematica che caratterizza l'intero progetto: al centro della sala, circondata dalla pavimentazione, sorge la vasca battesimale ricostruita, forgiata con una forma esagonale, in netta controtendenza rispetto agli otto lati del perimetro murario esterno. L'uso dell'esagono richiama le soluzioni spaziali adottate negli edifici di culto coevi di Aquileia, metropoli di terraferma e diocesi madre da cui i patriarchi di Grado si erano distaccati in seguito all'invasione longobarda.
I mosaici geometrici e le sculture dell'altare orientale
Il piano di calpestio è interamente rivestito da un mosaico policromo che alterna ritmici motivi geometrici a decorazioni floreali stilizzate. Tra le tessere calcaree spicca un'iscrizione dedicatoria intitolata a Sesinio, figura inquadrata come cubicularius, un funzionario di alto rango e persona di stretta fiducia del clero dell'epoca. Le pareti dell'aula, pur mostrando tracce di reintegrazioni e rattoppi murari, indirizzano la prospettiva verso il lato orientale, dove l'ottagono si incurva per ospitare una piccola abside finestrata.
Incastonato in questa rientranza e illuminato da un triplice sistema di monofore, trova spazio l'altare in pietra. Sulla sua lastra frontale è conservato il frammento scultoreo più rilevante dell'edificio: il monogramma del patriarca Probino, fiancheggiato da colombe e pavoni, allegorie iconografiche tipiche dell'arte paleocristiana per simboleggiare l'immortalità dell'anima. L'aspetto scarno e severo dell'intero battistero, così come appare oggi al visitatore, è in realtà il risultato dei profondi scavi archeologici condotti a partire dal 1925; gli interventi di inizio Novecento ebbero il merito di smantellare le pesanti superfetazioni barocche stratificatesi nel Seicento e di permettere, nel 1933, la ricostruzione fedele del soffitto ligneo sulla base delle travi originarie collassate.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere l'isola di Grado in automobile è necessario viaggiare sull'autostrada A4 Torino-Trieste (o lungo la A23 in discesa da nord) e imboccare l'uscita al casello di Palmanova. Oltrepassata la barriera, ci si immette direttamente sulla Strada Regionale 352 (SR352) guidando verso sud in linea retta per circa 25 chilometri. Il percorso taglia il centro di Cervignano del Friuli e culmina con l'attraversamento del ponte translagunare, una sottile lingua d'asfalto che collega la terraferma all'arcipelago.
Lungo il medesimo asse viario (SR352), a meno di 12 chilometri prima di approdare a Grado, si attraversa obbligatoriamente Aquileia, le cui aree archeologiche permettono di esplorare le banchine in pietra del porto fluviale romano e il foro imperiale. Risalendo il tracciato fino al punto di uscita autostradale si incontra la fortezza di Palmanova, avamposto difensivo innalzato nel 1593 dalla Repubblica di Venezia e inquadrato all'interno di una perfetta e intatta pianta a stella a nove punte.
Coordinate: 45.6767, 13.3855
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