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Ara Pacis Mundi di Medea: il monumento della pace sul fronte dell'Isonzo

L'Ara Pacis Mundi sul Colle di Medea, costruita nel 1951 con terra di 800 cimiteri di guerra, dal punto dove Vittorio Emanuele III osservava il fronte dell'Isonzo.

Ara Pacis Mundi di Medea: il monumento della pace sul fronte dell'Isonzo - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Un colle che guardava la guerra, ora custodisce la pace

C'è qualcosa di preciso nel fatto che questo monumento alla pace sorga esattamente qui. Il Colle di Medea, a 135 metri sul mare nella pianura friulana tra Gorizia e Palmanova, fu durante la Prima Guerra Mondiale un punto di osservazione strategico del fronte dell'Isonzo. Per la sua posizione fu punto di osservazione del re Vittorio Emanuele III e del Duca d'Aosta Emanuele Filiberto durante la Grande Guerra sul Carso isontino. Da qui, a pochi chilometri dall'Isonzo, si vedevano le colline dove si combatteva una delle battaglie più sanguinose della storia europea.

Scegliere questo stesso colle per costruire un monumento contro la guerra, nel 1951, fu un gesto consapevole. La memoria era ancora acuta: cinque anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, trent'anni dalla fine della Prima. Il luogo stesso portava i segni di entrambe.

La storia del monumento

L'Ara Pacis Mundi di Medea è un complesso monumentale nato nel 1951 con l'intento di ricordare simbolicamente i caduti di tutte le guerre. L'iniziativa nacque successivamente agli orrori della Seconda Guerra Mondiale da un progetto di un Comitato Nazionale formato dalle principali associazioni di ex combattenti e dalla Pontificia Commissione di Assistenza.

I lavori iniziarono a fine dicembre 1950 su progetto dell'architetto milanese Mario Bacciocchi, sotto la direzione degli ingegneri Sirtori e Mocellini. La costruzione fu completata in soli sei mesi. Il monumento venne inaugurato il 6 maggio 1951.

L'architettura: marmo travertino e porfido della Val Camonica

La costruzione occupa un'area di 1500 metri quadrati. Una scalinata che parte dal parcheggio conduce verso l'Ara Pacis, circondata da un imponente recinto in marmo travertino. I lati rivolti a nord e sud sono aperti al centro, mentre quello ad est è formato da 14 pilastri ravvicinati alti 13 metri.

L'ara vera e propria, al centro del recinto, è in porfido della Val Camonica: base quadrangolare di tre metri per lato, corpo inferiore a tronco di piramide, altezza complessiva di cinque metri. La geometria è rigorosa, quasi austera. Non ci sono figure umane, non ci sono soldati, non ci sono vittorie da celebrare. Solo la pietra e il silenzio.

L'urna: terra da 800 cimiteri di guerra

Dentro l'ara, in una piccola cella ipogea, è custodita un'urna in legno e bronzo che porta incisa la frase latina: Odium parit mortem, vitam progignit amor. L'odio produce morte, l'amore genera vita.

Il contenuto dell'urna è il cuore simbolico del monumento. L'urna contiene le zolle di terra degli 800 cimiteri di guerra in Italia, compresi quelli stranieri, e ampolle di acqua marina prelevata nei punti dove furono affondate navi da guerra. Dopo la benedizione sull'Altare della Patria a Roma, l'urna fu trasferita a Medea dove venne posta il 6 maggio 1951.

Nel tempo sono state aggiunte anche zolle provenienti da altre parti del mondo, comprese le terre d'Africa e di Russia, nonché terre provenienti dai Paesi teatro dei più recenti conflitti, tra cui Nassiriya, Afghanistan e Libano. Un monumento che non è rimasto fermo al 1951, ma ha continuato ad aggiornare la propria memoria.

La terra raccolta nell'urna non distingue tra vincitori e vinti, tra italiani e stranieri, tra guerre giuste e ingiuste. È mescolata insieme: la terra delle trincee italiane, quella dei cimiteri germanici, quella degli alleati, quella dei civili. Una scelta deliberata che dice qualcosa di preciso sulla natura dell'odio e della violenza.

Il Walk of Peace e il Cammino Celeste

Il Colle di Medea è inserito in due percorsi di cammino di rilievo regionale. Il Walk of Peace, il sentiero della pace che collega le Alpi all'Adriatico seguendo il fronte della Grande Guerra, include il monumento come tappa significativa nel tratto isontino. Si trova a metà strada tra Gorizia e Palmanova, dove sorgeva uno degli osservatori utilizzati da Vittorio Emanuele III.

Il Cammino Celeste, l'itinerario di pellegrinaggio che collega Aquileia al Monte Lussari, tocca Medea nel tratto che attraversa la pianura friulana tra Cormons e Cividale. Per chi percorre questi cammini a piedi, l'Ara Pacis Mundi è una sosta che vale la risalita del colle.

Come arrivare e informazioni pratiche

Il monumento è sempre aperto e l'accesso è gratuito. Di fronte al monumento è disponibile un comodo parcheggio gratuito. Si raggiunge da Medea seguendo la strada che sale al colle (Salita all'Ara Pacis), con indicazioni chiare dal centro del paese.

Medea si trova nel Goriziano, a circa 30 km da Udine e 25 km da Gorizia, in una posizione comoda per chi percorre l'itinerario tra i luoghi della Grande Guerra isontina. Nelle vicinanze: Cormons, Gorizia, il Sacrario di Redipuglia, e il Carso con i suoi numerosi siti commemorativi.

Indirizzo: Via Ara Pacis, Medea (GO). Per informazioni: Comune di Medea, tel. +39 0481 67012.

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