Pista ciclopedonale da Trieste a località Draga

Pista ciclopedonale da trieste a Loc. Draga

Il percorso qui consigliato, che sale da Trieste verso il confine con la Slovenia, necessita di due ore e mezza di tempo, calcolando un’ipotetica andata e ritorno senza soste. Non c’è un periodo maggiormente consigliato, poiché la pista è agibile durante tutto l’anno. Il tragitto è da eseguire in bicicletta, partendo dal quartiere di San Giacomo.

La pista è uno splendido percorso per gli amanti delle passeggiate e delle escursioni in bicicletta, e si sviluppa sul tracciato della vecchia ferrovia, quella che portava all’attuale territorio sloveno.

La prima parte della pista è asfaltata, e comprende anche una corsia per chi volesse andare a piedi o facendo jogging. La pista prosegue in mezzo alle case e poi passa davanti all’Ospedale Infantile. Il paesaggio inizia a cambiare: la vegetazione comincia a prendere il posto degli edifici ed il paesaggio urbano viene sostituito dalla flora del posto.

La pista porta poi alla Salita di Raute, e poi prosegue per affiancare la Grande viabilità triestina. Poi, si attraversa la periferia e si esce dalla città. Si ricorda che è buona norma, per i ciclisti meno esperti, non lasciarsi ingannare dalla pendenza mai troppo accentuata. Infatti, la fatica si fa sentire subito se l’andatura non è adatta alle proprie forze.

Il tratto successivo porta ad attraversare il rione di Altura, dove si incontra il primo casello appartenente alla ferrovia, purtroppo ad oggi quasi sommerso dalla vegetazione. Più avanti, si giunge nei pressi dell’ospedale di Cattinara, e ormai la corsia per i pedoni è scomparsa.

La pista ci fa transitare lungo un altro viadotto, che ci permette di osservare il rione di Borgo San Sergio, parte della zona industriale di Trieste e il Monte d’Oro. Presto si comincia anche a scorgere la baia di Muggia, e dietro di noi si possono osservare le complesse opere del collegamento stradale tra Cattinara e Padriciano.

Alla fine del viadotto affrontiamo una galleria, che sbuca in mezzo a una pineta, per poi proseguire attraverso il paese di San Giuseppe. Subito si raggiunge la vecchia stazione di Sant’Antonio in Bosco, sempre nel comune di San Dorlingo della Valle.

Proseguendo, si arriva ad un altro vecchio casello ferroviario, ed alla destra si può vedere la frazione di Moccò. Manca poco al raggiungimento della Val Rosandra , ma intanto sulla destra, più avanti, si può notare la sagoma imponente del Monte Carso, e si può godere uno scenario quasi montano.

Guardandosi intorno si possono vedere diverse specie di vegetazione, come i carpini o le roverelle, gli arbusti, e la vegetazione della macchia mediterranea. Arrivare al punto dove si può ammirare la Val Rosandra regala un’enorme emozione: si può ammirare una prospettiva estremamente suggestiva e particolare.

Dopo aver attraversato un’altra galleria, questa volta più corta, il panorama diventa ancora più completo e si possono scorgere la baia di Muggia ed il golfo di Trieste. Più avanti compare sotto di noi la Cascata della Val Rosandra ed i ghiaioni. Proseguendo in questa direzione, ci si ritrova vicinissimi al confine con la Slovenia.

Presto si raggiunge Draga Sant’Elia, frazione di San Dorligo della Valle. Il nome “draga” significa “piccolo avvallamento”, mentre l’aggiunta di Sant’Elia si deve ad una piccola chiesa locale; il borgo è ben conosciuto per la presenza di numerose ghiacciaie.

Proseguendo, si trova un altro stabilimento della ferrovia, e poi ci si trova di fronte il confine sloveno. A questo punto si può decidere se tornare indietro o se proseguire.

Per tornare al punto di partenza, si percorre al contrario la pista, così da tornare in centro città a Trieste.