Perché visitare Prepotto? Le bellezze della Valle dello Judrio

Prepotto
Visitare Prepotto

Celebre per la viticoltura e per il Santuario di Castelmonte, questo grazioso centro immerso nella Valle dello Judrio merita una visita per molteplici ragioni. Se ami la natura, il buon vino e l’arte, Prepotto è il posto che fa per te! A circa mezz’ora da Udine, potrai ammirare le bellezze del territorio e scoprire le antiche tradizioni locali.

Un itinerario nella Valle dello Judrio

Un itinerario nella Valle dello Judrio è un viaggio nello spazio e nel tempo. Esplorando la zona, resterai affascinato dallo spettacolo di una natura in continua evoluzione: la valle si trova tra le Alpi Orientali e le Alpi Dinariche e si caratterizza per la ricchezza della fauna e della flora. Lo Judrio può essere considerato un vero e proprio corridoio tra l’Europa mediterranea e l’Europa orientale; il clima alpino, inoltre, contribuisce a rendere ancora più varie le specie animali e vegetali. Durante un’escursione nella Valle dello Judrio, potrai rilassarti all’ombra dei larici e dei faggi: cosa aspetti a concederti una vacanza rilassante in una località così suggestiva?

La tradizione vinicola di Prepotto: sapori antichi e senza tempo

Attraversata da cantine e aziende agricole, la zona di Prepotto è celebre per la sua tradizione vinicola e per la produzione dello Schioppettino. Questo vino rosso viene prodotto esclusivamente a Prepotto utilizzando uve a bacca nera autoctone del Friuli; irreperibile in altre regioni d’Italia, il vitigno rappresenta un vero e proprio tratto distintivo della zona. In questa affascinante località friulana, quindi, la viticoltura si intreccia indissolubilmente con la storia: sapori antiche e tradizioni del passato che costituiscono innanzitutto un valore culturale e che conquistano chiunque visiti questa località. Lo Schioppettino viene annoverato tra le otto varietà dei Colli Orientali del Friuli; accanto a questo, si possono citare i celebri Picolit, Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso e Ribolla Gialla.

Curiosità sullo Schioppettino di Prepotto

Il vino DOC Colli Orientali del Friuli Schioppettino è un vino di color rosso rubino dal gusto secco e rotondo con note speziate e di frutti rossi. La produzione avviene tra la Valle dello Judrio e la valle di Cialla da parte di aziende che conservano e tramandano le antiche tradizioni. A testimoniare lo stretto legame tra viticoltura e territorio è la frazione di Albana: qui, infatti, il fiume Judrio è cavalcato da un ponte che prende il nome di Ponte dello Schioppettino.

Altrettanto affascinante e interessante è l’origine del nome di questo vino; anticamente chiamato Ribolla Nera o Pocaza, due denominazioni che resistono ancora oggi a livello locale, lo Schioppettino ha assunto un nome dall’incerta etimologia. Le tesi più accreditate fanno risalire l’origine alla parola schioppo, dandone però due spiegazioni ben diverse. Secondo alcuni sarebbe l’acino dell’uva a “schioppare” durante la maturazione a causa delle sue dimensioni elevate; secondo altri, invece, erano le bottiglie a “schioppare”: la mancanza di strumenti adatti a imbottigliare opportunamente il vino, nello specifico, avrebbe portato a una seconda fermentazione in bottiglia, responsabile appunto dello “schioppo”.

Il Santuario di Castelmonte: un gioiello avvolto nella leggenda

Meta di pellegrinaggi fin dai tempi antichi, il Santuario di Castelmonte ha influenzato in maniera determinante la storia di Prepotto. Al complesso si giunge attraverso un crinale di rilievi non troppo pronunciati: il santuario appartiene, inoltre, alla Via dei Monti Sacri, un itinerario turistico che include diverse tappe tra l’Italia e la Slovenia.

La storia di Castelmonte si fa risalire a ben 1500 anni fa: fonti attestano che il complesso sia stato costruito sui resti di una guarnigione romana, edificata a scopo difensivo nel V secolo. La conferma definitiva è avvenuta quando, negli Anni Sessanta, sono stati riportati alla luce pavimenti in cocciopesto del VI secolo.

Il Santuario di Castelmonte, quindi, è considerato il più antico di tutto il Friuli nonché uno dei più antichi della cristianità; ad accrescere il fascino di questo luogo così suggestivo sono le leggende che avvolgono il santuario. Questa rocca sicura, scelta come avamposto di difesa di tutta l’area di Cividale, vide i soldati alternarsi implorando la protezione della Vergine Maria.

L’intervento della Madonna di Castelmonte venne considerato determinante e, già a partire dal VI secolo, il Santuario iniziò a essere visitato dai devoti. Da questo culto che affonda le radici nel passato remoto deriva anche l’appellativo di Madonna Antica; lo stesso Castelmonte prese il nome di Staragora, ovvero Monte Antico, un monte che a detta di tutti è stato abitato fin da sempre proprio dalla Vergine.